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lunedì, 30 aprile 2007

IL PARTITO DEMOCRATICO……E BERLINGUER

 

Leggendo Berlinguer,i suoi scritti,interviste,pubblicazioni devo confessare di essermi innamorato di questo straordinario personaggio che, vincendo il pudore, confessava con sincera semplicità il suo orgoglio "per essere rimasto fedele ai suoi ideali di gioventù", un uomo che parlando delle scelte della sua vita diceva "io non ho fatto la scelta della politica, ma quella della lotta per la realizzazione degli ideali comunisti". Quest’ uomo che seppe, al tempo stesso, vedere e
denunciare, con coraggio e spirito di verità e fermezza, la crisi del movimento.

Ecco il coraggio.Il coraggio della politica, il coraggio di reinvestire nella politica "pensieri lunghi", strategici ed ideali, tesi alla "direzione consapevole e democratica, quindi non autoritaria, non repressiva, dei processi economici e sociali, con il fine di uno sviluppo equilibrato della giustizia sociale e di una crescita del livello culturale di tutta l'umanità".

Di questo parlava Enrico Berlinguer in un'intervista del 1984 che ho avuta la fortuna di riascoltare qualche sera fa.

Questo è il Berlinguer che può parlare ancora alla generazione di oggi. L'uomo che seppe riconoscere un bisogno di comunismo nel movimento di liberazione delle donne nella rivolta dei giovani. Il leader che non attese Gorbaciov né gli studenti di Tian An Men per proclamare la necessità di una riforma democratica del "socialismo reale" e che nel grigiore della Mosca di Breznev affermò il valore universale della democrazia. Il primo importante dirigente politico dell'Occidente che contro una cultura industrialista e contro il determinismo tecnologico

ha dichiarato la crisi di un modello di sviluppo e posto il problema di una crescita compatibile con le ragioni dell'uomo e dell'ambiente naturale.

Il coraggio della politica, la capacità di vedere le cose prima degli altri, di anticipare, di immaginare e progettare, una qualità rara ed insieme la nuova, vera frontiera della sinistra oggi, cioé la capacità di far coesistere innovazione e democrazia. Non è più tempo di attesa, ma di movimento, è tempo di rischiare, di sfidare le vecchie consuetudini: alla politica bisogna restituire idealità, valori, sogni. Ma lo può fare solo chi ha programmi concreti: costruire un'Italia delle pari opportunità, delle equità, della solidarietà, della tolleranza, dello sviluppo sostenibile, un'Italia più moderna e più gentile.

Queste erano le parole e i pensieri di Berlinguer e sono le parole e i pensieri di uno dei suoi figli “politici” Walter Veltroni  qualche giorno fa a Firenze all’ultimo congresso DS.

Ecco perché penso che oggi Berlinguer sarebbe uno dei promotori del nuovo soggetto politico che sta nascendo sul quale si possono avere delle perplessità sui modi e sui tempi che stanno portando alla costruzione di questo nuovo partito o meglio di questo partito nuovo,ma non si possono avere dubbi su potenzialità e caratura del progetto politico.

Il Partito Democratico sarà forte se saprà predicare rigore, moralità, equilibrio, pazienza, fatica, tenacia. Tutte cose così fuori moda. Si sente nella crescente freddezza del rapporto tra i cittadini e la politica non solo una protesta ma anche una richiesta. Quella di una politica alta, che sappia unire realismo e valori, che sappia far coincidere responsabilità  e onestà.. Per difendere un'idea intensa e alta della politica, in un tempo in cui essa spesso sembra ridotta e mortificata in una dimensione frivola e spettacolare, in cui la fredda comunicazione televisiva o pubblicitaria sostituisce l'intensità e la verità dei rapporti che legano i cittadini e chi li rappresenta.

Ecco il coraggio del cambiamento e l’avvento di un processo nuovo, così come Berlinguer ebbe il senso dei grandi processi, dei mutamenti della struttura del mondo che il suo tempo conosceva. Da qui nasceva, ad esempio, l'intuizione della "austerità", il suo ragionare sulla sostenibilità dello sviluppo e sull'uso equilibrato delle risorse, la comprensione di come non fosse più differibile la ricerca di un modo per rendere armonici lo sviluppo economico e l'innovazione tecnologica con la difesa dell'equità sociale e la tutela dell'ambiente. E da qui nasceva l'idea di un "governo  mondiale", qui affondava la consapevolezza dei grandi squilibri tra Nord e Sud del mondo, la volontà di affrontare l'insopportabile contraddizione tra aree ricche e forti del pianeta e aree deboli ed emarginate, schiave del sottosviluppo, della povertà, della fame. Quei problemi non sono risolti. Si ripresentano a noi, oggi. E ad essi, semmai, se ne sono aggiunti degli altri, legati al fatto che ancora manca, dopo la fine dei blocchi, un vero sistema di relazioni globali. La nuova cartina geografica del mondo ci segnala l'insorgere di troppi localismi e particolarismi, ci racconta di rivolte etniche e religiose, di conflitti per il controllo delle risorse, di perversi disegni di chi ritiene di poter disporre a piacimento delle popolazioni soggette alla sua autorità, di chi persegue obiettivi dettati da un nazionalismo nefasto e razzista, assurto a cultura politica e ideologia di Stato.

La mission del Partito Democratico deve essere quella di progettare e di costruire il futuro, di lavorare per dare contenuto politico e istituzionale ai nuovi valori che dovranno essere alla base della convivenza pacifica dei popoli. E' quello di affermare un principio chiaro, di farlo vivere in qualunque parte del mondo siano compiuti soprusi: è il principio che dice che mai, mai più, la comunità internazionale dovrà assistere inerte all'azione di un governo o alla follia di un dittatore che calpesta i più elementari diritti dell'uomo, che commette crimini contro l'umanità, che porta a termine assassinii collettivi e operazioni di pulizia etnica.

Sono passati ventitre anni dalla morte di Berlinguer. Molto, quasi tutto è cambiato. Meno una cosa. Il bisogno che la politica sia coraggio. Solo così potremo ricominciare a camminare. E ritrovarci finalmente tutti insieme.

 

 

"Il dono breve e discreto che il cielo aveva dato a Berlinguer era di unire parole ad uomini, ora la sua voce è sparita e se è vero, come dice il poeta, che la vita si spegne in un falò di astri in amore, in questi giorni è bruciato il firmamento".(Roberto Benigni)

 

Scritto grazie alla fonti di geocities.com

postato da: messapico85 alle ore 10:20 | link | commenti (8)
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giovedì, 19 aprile 2007

Se rifiutiamo i rifiuti...

                                      RIFIUTI : LE MIE IDEE 

Le problematiche legate ai rifiuti sono aumentate sensibilmente in questi ultimi anni per almeno due motivi:

1)      la produzione degli RSU aumenta continuamente ad un ritmo stimato del 5% annuo,

2)      risulta difficile il reperimento di siti idonei allo smaltimento dei rifiuti per la crescente opposizione dei cittadini e delle Amministrazioni dovuta al notevole impatto ambientale che le discariche/inceneritori/termovalorizzatori attualmente determinano.

In questa nuova logica acquisiscono importanza fondamentale i due soggetti costituenti la società: il cittadino ed il sistema economico.

Il cittadino come produttore di rifiuti si deve impegnare sul fronte della riduzione quantitativa e nella selezione qualitativa, mentre il sistema economico deve pensare sia al riciclaggio che alla riduzione della produzione quantitativa dei rifiuti.

Tutto quello che si è sempre considerato rifiuto fino a poco tempo fa veniva smaltito quasi completamente in discarica senza attuare nessuna forma di suddivisione che avrebbe potuto portare ad un recupero di elevate quantità di materiali.

Attualmente sia per obblighi legislativi che per una maggiore sensibilità da parte dei cittadini si cerca di recuperare il più possibile tutti i prodotti di scarto.

La logica del recupero ha come finalità sia il riciclaggio di alcuni prodotti che la riduzione di rifiuti da portare in discarica.

Per raggiungere questi obiettivi, che sono da considerarsi primari, la sola via percorribile è rappresentata dalla raccolta differenziata spinta.

Per raccolta differenziata dei rifiuti si intende un sistema di raccolta dei rifiuti solidi urbani differenziata per ogni tipologia di rifiuto (per esempio carta,plastica,vetro,umido etc..). Esistono diverse tipologie di raccolta differenziata, tra cui le più importanti sono:

  • stradale (con contenitori stradali affiancati agli usuali cassonetti);
  • porta a porta (separazione nelle abitazioni dei vari materiali e raccolta per ogni abitazione delle frazioni separate, senza contenitori stradali).

Non ha più senso parlare in questo caso di costo della raccolta differenziata ma di costo del sistema integrato di raccolta e smaltimento.

Le percentuali di recupero sono mediamente del 50% fino a raggiungere punte del 60 - 70%.

E' ovvio che solo un sistema di questo tipo è adatto per soddisfare obiettivi di raccolta differenziata ambiziosi.

La raccolta dei rifiuti può avvenire in diversi modi: attraverso la concentrazione negli appositi contenitori, posizionati in diversi punti di facile accesso, o con il prelievo direttamente presso ogni abitazione.

Le recenti e ormai diffuse esperienze di raccolta differenziata integrata realizzata da diverse Amministrazioni nel territorio Nazionale vedono confrontarsi diverse strategie sul sistema di raccolta dei rifiuti solidi urbani che si sostanziano nel sistema di raccolta di tipo domiciliare o "porta a porta" e nel sistema di raccolta che prevede l'utilizzo di contenitori stradali.

E' molto acceso il dibattito tra i sostenitori dell'uno o dell'altro sistema di raccolta, tuttavia le contrapposizioni quasi "ideologiche" che possono talvolta sorgere tendono a non tenere conto della realtà territoriale dove questi sistemi devono venire attuati.

E' noto, infatti, che il sistema di raccolta domiciliare, che prevede l'abolizione del cassonetto stradale, assicura notevoli percentuali di recupero con un buon grado di intercettazione delle singole frazioni.

Il sistema porta a porta è, inoltre, caratterizzato da una buona qualità dei materiali raccolti (fattore critico in particolare per la frazione umida(scarti organici e biodegradabili) da avviare a compostaggio di qualità) grazie al facile controllo che si può esercitare nella raccolta sui materiali conferiti.

Questo metodo prevede l’asporto dei rifiuti presso ogni centro di produzione che può essere la singola abitazione o un nucleo ristretto di singole abitazioni.

La motivazione principale che induce ad effettuare questa scelta è legata essenzialmente alla volontà di rispondere alle esigenze sempre più pressanti di operare una divisione accurata dei rifiuti in funzione di un loro riutilizzo. Infatti solo se esiste una netta suddivisione dei rifiuti a monte, e questo può avvenire solamente in presenza di una specifica modalità di raccolta, si riesce a rispondere sia alle nuove esigenze provenienti dalla società che alle nuove disposizioni legislative.

Risulta chiaro, quindi, quanto sia necessaria ed importante una raccolta che permetta di mantenere suddiviso il rifiuto adeguandosi così, in modo chiaro ed inequivocabile, alle nuove richieste provenienti dalla attuale legislazione in materia di rifiuti.

Queste concrete motivazioni inducono ad operare una particolare scelta nella tipologia della raccolta dei rifiuti, appunto il sistema porta a porta, che si ritiene essere quello più rispondente sia in termini economici che tecnici agli obiettivi di riduzione quantitativa dei rifiuti non riciclabili ed alla riutilizzazione della quantità massima di tutti gli altri tipi di rifiuti.

Al cittadino viene semplicemente richiesto di mettere ogni tipo di rifiuto nell’apposito contenitore e di porre tali contenitori al di fuori delle proprie abitazioni in modo che possano essere raccolti dalla ditta incaricata nei giorni stabiliti.

Parallelamente alla separazione domestica dei rifiuti ed alla raccolta porta a porta dei rifiuti stessi, è possibile attuare la pratica del compostaggio domestico come tecnica di “gestione casalinga” della componente umida e verde dei rifiuti solidi urbani .

Come è noto la frazione compostabile (umido e verde) è pari a circa 1/3 dei rifiuti prodotti normalmente da ciascuna persona.

In pratica, il processo di compostaggio domestico consente di produrre, attraverso processi di biodegradazione naturale, materiale organico definito compost, che può essere utilizzato per arricchire il terreno di sostanza organica.

Di seguito vengono schematizzati i principali aspetti del compostaggio domestico.

·      Chi può farlo:

Chiunque abbia un piccolo giardino o un pezzo di terra.

·      Che cosa si può compostare:

-Verde (erba, foglie, rami, fiori recisi, ecc)

-Frazione umida ( scarti di cucina e avanzi di cibo).

·      Il risparmio economico:

In un anno una famiglia media di 4 persone con un giardino di medie dimensioni produce circa 300 chilogrammi di rifiuti organici e umidi e 1.000 chilogrammi di erba, ramaglie e foglie che possono essere compostati ottenendo oltre 600 chilogrammi di compost di buona qualità.

·      Come si fa:

Per realizzare il compostaggio domestico occorre destinare un angolo del proprio giardino appositamente allo scopo.

Il compostaggio domestico rappresenta la pratica che diminuisce sicuramente i flussi di rifiuto umido da smaltire, operazione che risulta più facilmente applicabile in aree rurali e caratterizzate da una tradizione agricola che vede nel recupero del verde e dell’umido una prassi normale.

Inoltre l’inserimento di un ecocentro nel sistema comunale di gestione dei rifiuti se posto in posizione facilmente accessibile e dopo un’adeguata informazione, diviene una delle forme preferenziali di conferimento dei rifiuti favorendo così la partecipazione attiva dei cittadini nella raccolta differenziata.

Facciamo un breve elenco di materiali che possono essere smaltiti in un ecocentro:

·        Rifiuti ingombranti non riciclabili e rifiuto secco residuo non riciclabile;

·        Beni durevoli dismessi (frigoriferi, congelatori, condizionatori, televisioni, computer, stampanti, circuiti elettronici)

·        Carta e cartone;

·        Vetro e lattine (alluminio e banda stagnata);

·        Contenitori per liquidi in plastica;

·        Altre plastiche (es. teli di nylon);

·        Metalli ferrosi e non ferrosi;

·        Rifiuti inerti da piccoli lavori di manutenzione purché privi di amianto;

·        Rifiuti urbani pericolosi (pile, farmaci, tossici e infiammabili, lampade al neon);

·        Oli vegetali esausti;

·        Oli minerali esausti;

·        Accumulatori al piombo;

Dalla lettura dell’elenco si evince che, per alcuni di questi flussi, il conferimento presso l’ecocentro rappresenta la modalità d’eccellenza per realizzare una raccolta mirata poiché, essendo la loro produzione occasionale, qualsiasi altra forma di raccolta presenterebbe problemi logistici ed economici di difficile soluzione.

Dopo aver illustrato le tecniche di raccolta differenziata (con relativo ecocentro e compostaggio) soffermiamoci sul problema inceneritore/termovalorizzatore cercando di capire cos’è e perché è così “odiato” da gran parte dell’opinione pubblica:

Un termovalorizzatore è di fatto un inceneritore di rifiuti in grado di sfruttare il contenuto calorico dei rifiuti stessi per generare calore, riscaldare acqua ed infine produrre energia elettrica. Si distingue quindi dai vecchi inceneritori che si limitavano alla sola termodistruzione dei rifiuti senza produrre energia. L'impiego dei termovalorizzatori sembra essere una via di uscita dal problema delle discariche ormai stracolme.Pur essendo molto meno inquinanti rispetto ai vecchi inceneritori, i termovalorizzatori non eliminano in ogni caso l'emissione di diossine nei fumi di scarico dispersi nell'atmosfera circostante. Un fatto su cui concordano ormai tutti, costruttori, medici e tecnici. Basti pensare che non esiste una soglia minima di sicurezza per le diossine e possono essere nocive per l'uomo a qualsiasi livello di assimilazione. Motivo che già di per sé è sufficiente per comprendere lo stato d'animo dei cittadini e le mobilitazioni sociali in questo senso. Secondo la legge Ronchi bisognerebbe quanto più possibile recuperare materiali ma allo stato attuale si premiano i processi che impediscono il recupero dei suddetti materiali. La termovalorizzazione per assolvere al suo compito in maniera ottimale dovrebbe non precedere bensì seguire un processo accurato di raccolta differenziata che preveda ci si informi dalle industrie sulle caratteristiche che deve avere la materia recuperata per poter essere utilizzata come materia prima nei cicli produttivi (separando accuratamente il vetro dalla plastica, dalla carta, dall'alluminio, etc). Anche la materia destinata ai termovalorizzatori (le cosiddette ecoballe) dovrebbe avere precise caratteristiche tali da scongiurare quanto più possibile un eventuale rilascio di sostanze nocive nell'ambiente, ma questo passaggio purtroppo in alcuni casi non avviene ancora con la necessaria trasparenza e accortezza.

Proprio la mancata trasparenza e accortezza preoccupa i cittadini sempre più stanchi di scelte imposte e non concertate e discusse preventivamente.

Ritengo, prioritaria la trasparenza e il dialogo delle scelte da realizzare con i cittadini del luogo. Solo in questo modo potrà avviarsi una concreta collaborazione tra cittadini e amministrazioni nella complessa gestione del sistema rifiuti.

Credo,infine,che realizzare sistemi di raccolta differenziata spinta possa avere soprattutto in realtà piccole rilevanti ripercussioni positive sia in termini economici che ambientali.

 

 

 

Ricordate:questa terra l’abbiamo ricevuta in eredità dai nostri padri ma in prestito dai nostri figli.(Anonimo)

Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione.(Alcide De Gasperi)

Una volta deciso che la cosa può e deve essere fatta, bisogna solo trovare il modo.(Abramo Lincoln)

Realizzato con la collaborazione di Sergio Blasi(Sindaco Melpignano)

postato da: messapico85 alle ore 11:49 | link | commenti (5)
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giovedì, 12 aprile 2007

Che idea!!!

E' NATO PRIMA IL DISCOUNT O LA COPPIA DI FATTO?

Se si voleva incasinare il cervello dell' italiano medio devo dire che ci sono riusciti. Gli strateghi della comunicazione della catena Dico discount (di proprieta' di alcune coop rosse) hanno realizzato il conflitto di sigla. Pubblicizzano il supermercato sfruttando la popolarità della discussione in atto sulle Di.Co. specialmente nei radiocomunicati la confusione è totale. Un ascoltatore distratto pensa  a una pubblicità istituzionale che reclamizza la legge oppure la massaia sarà convinta che adesso, per unirsi civilmente, basta andare al banco surgelati del discount sottocasa.

Fonte:Gattomammone

postato da: messapico85 alle ore 14:39 | link | commenti
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venerdì, 06 aprile 2007

Oggi mi sento "Aforistico" e vorrei dedicare qualche frase ai DS Galatonesi

L'unica cosa di cui avere paura è la paura.(Roosevelt)

Quello che accade,accade non tanto perchè una minoranza vuole che accada,quanto piuttosto perchè la gran parte dei cittadini ha rinunciato alle sue responsabilità e ha lasciato che le cose accadessero.(Gramsci)

Il comunismo è come il proibizionismo:l'idea era buona, ma non ha funzionato.(Rogers)

Certa Sinistra è un male che solo la presenza delle destre rende sopportabile.(D'Alema)

Non vorrei essere uno schiavo,ma non vorrei neanche essere un padrone.Questo esprime la mia idea di democrazia.(Lincoln)

Non esistono uomini nati per comandare e altri per obbedire;ma anche nelle nostre moderne democrazie,ci si basa sul medesimo presupposto.(Del Degan)

Chi vuole detenere il potere deve rimanere accessibile alle opinioni di coloro che lo circondano. Ma non deve limitarsi ad ascoltare solo chi possiede la medesima mentalità, perché la visione rimarrebbe unilaterale.(Momigliano)

Non si può sciogliere un nodo tirando con forza. Nello stesso modo una situazione complessa si risolve solo penetrandovi con dolcezza.(Momigliano)

L'indulgenza può essere una dote. Ma diventa un grande difetto nel momento in cui influisce sulle decisioni che richiedono imparzialità.(Momigliano)

Che cos'è il comunismo?
Il comunismo è la dottrina delle condizioni della liberazione del proletariato.(Engels)

postato da: messapico85 alle ore 10:54 | link | commenti (8)
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