...Discorso da Leader…
Stamane ero in facoltà per un incontro sul nascente Partito Democratico insieme a circa duecento giovani iscritti a Ds e Dl che provenivano dalle province di Lecce,Brindisi,Taranto(dal grande Salento,insomma).
Presa la parola ho posto l’attenzione su come una dell’eredità più nobili della storia politica italiana la si stia liquidando con una fretta commendevole.
E le parole di Veltroni e Fassino a Bologna qualche giorno fa “un partito che deve stare in sintonia con la società”danno il via a questa liquidazione. Vi chiedo,ma il comunismo non nacque come critica del modo di produzione capitalista: una critica di cui c’è oggi ancora bisogno, alla luce della nuova proletarizzazione ( precariato ) decisa ferocemente dal blocco industriale-politico-mediatico che governa il nostro Paese. E il mondo?
Come se non bastasse, Fassino e Veltroni nel loro discorso inserivano nel pantheon del PD Craxi! Ripudiando Berlinguer! Fassino e Veltroni condannano il “passatismo” di Berlinguer per esaltare la “modernità” di Craxi. Leggendo il discorso davanti ai “compagni” universitari ho avuto una univoca reazione da parte loro. Silenzio. Ammutoliti.
Ricordai che Berlinguer, col suo passatismo, pose per primo il problema dell’etica pubblica e della questione morale; mentre la modernità di Craxi aveva portato a tangentopoli, al pizzo sui singoli appalti e all’ultimo frutto avvelenato, Berlusconi. Applausi scroscianti.
Al termine degli applausi un mio amico urla: “Ecco perché non ti vogliono”- E io:”Mi sa che hai ragione”.
Ma c’è una speranza nella follia. Ed è il bisogno di partecipazione che ha la gente.
È un bisogno che si esprime in vari modi nel nostro Paese, anche contraddittori: a che cosa allude il successo di Grillo - del quale si sproloquia tanto in questi giorni - se non a questo profondo bisogno di partecipazione? E che senso ha assumere un atteggiamento pregiudizialmente negativo - evocando addirittura il fascismo - nei confronti del movimento che Grillo è riuscito ad innescare con grande sapienza organizzativa ed usando in modo intelligente le nuove risorse offerte dalla rete? Analisi come queste non ci portano da nessuna parte; così come non serve evocare atmosfere e situazioni del ’68 o parlare del qualunquismo. Come diceva un grande filosofo: niente ritorna nella «ruota del tempo». Il successo di Grillo e del suo movimento è qualcosa di nuovo e di attuale: parla di un deficit della politica organizzata quale essa è oggi, di riti che la gente non ha più voglia di sopportare(come far cadere le amministrazioni o fare le trasferte d’oro con i soldi dei contribuenti), delle inutili sopraffazioni che le sono quotidianamente imposte.
Bisognerebbe ricordarselo sempre: è dalla politica che nasce l’antipolitica, sono due facce dello stesso processo: ed è su entrambi i piani che bisogna intervenire, se si vuole dare un esito alla crisi di sovranità che travaglia il nostro Paese. In questo senso, la vicenda di Grillo parla anche del Partito Democratico, dei problemi che esso ha di fronte, delle nuove esigenze di partecipazione che attraversano il Paese, alle quali occorre dare un esito positivo, sia sul piano ideale che su quello programmatico. Sono, anche in questo caso, lati di processi che vanno considerati e giudicati in modo organico, omogeneo, senza isolare gli uni dagli altri.
Non ho alcuna intenzione - o vocazione - a suonare il piffero delle primarie del Partito Democratico, e vedo bene tutti i problemi che esso ha davanti. Ma resto persuaso che di fronte a noi c’è una grande occasione, che riusciremo a sfruttare se metteremo, finalmente, all’ordine del giorno una moderna riforma della politica. Se ne parla da decenni, e si capisce: è questo il vero nodo della democrazia italiana. Ed è proprio su questo terreno che dall’esperienza di questi giorni viene un barlume di speranza: forse è possibile aprire un nuovo spazio nel quale possono incontrarsi in modi nuovi politica e partecipazione, ponendo su nuove basi i problemi della rappresentanza e della sovranità all’ordine del giorno.
Questa, se non sbaglio, è la lezione che le primarie di ieri e di oggi ci stanno impartendo. Bisogna impararla, perché solo se riuscirà a risolvere questo problema pregiudiziale il Partito Democratico potrà pensare di affrontare con successo quello che è (o dovrebbe essere) il suo compito: individuare, nelle nostre società, nuovi nessi tra libertà ed eguaglianza, tra giustizia e libertà.
Sulla situazione Galatonese preferisco non parlare perché potrei offendere qualcuno e quindi rimando il commento ad un altro post (e a due citazioni qui di seguito).
Intanto posso dire: Buona Fortuna Daniela!!!
Nel mondo non ci sono mai state due opinioni uguali, non più di quanto ci siano mai stati due capelli o due grani identici: la qualità più universale è conciliare la diversità.
Micheal De Montagne
Un oggetto può piacere anche per se stesso, per la diversità delle sensazioni gradevoli che ci suscita in una percezione armoniosa; ma ben più spesso il piacere che un oggetto ci procura non si trova nell' oggetto per se medesimo. La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d'immagini care. Nell'oggetto insomma amiamo quel che vi mettiamo di noi.
Luigi Pirandello