......LA FINTA GUERRA......
Molte volte accettare la realtà è doloroso,ma bisogna farlo anche a costo di criticare la propria parte politica.
Accettare il verdetto di un sistema formativo allo sbando,di un mercato che lentamente ma inesorabilmente taglia fuori le nostre imprese è dura.
Ma i due mondi(quello formativo e quello delle imprese) cosi lontani in questo paese sono come il mondo della formula 1: devi continuamente innovare te stesso e il tuo prodotto,perché c’è sempre qualcuno che studia come fare meglio quello che tu stai facendo.
Se un paese si trova a “produrre” qualcosa che non vende non se la deve prendere né con i competitori,né con i clienti:deve riuscire a produrre qualcosa che si venda.
Negli anni passati abbiamo combattuto battaglie di una inutilità mostruosa. Abbiamo perso tempo per un referendum sull’articolo 18 che deve aver fatto impazzire dalle risate i cinesi i quali continuavano a rilevare aziende da italiani che fallivano.
Abbiamo passato i mesi a discutere sulla legge Biagi,una legge che si è limitata a creare nuove fattispecie di contratti nella maggior parte dei casi rimasti inutilizzati dalle imprese.
Viviamo un malessere sociale fortissimo e sono stati buttati al vento anni e anni dal punto di vista della competitività del Paese.
A questo paese(sveglia Walter!!!!!!!!) serve un sistema che premi l’iniziativa,lo studio,la ricerca,una spinta che tiri fuori dalla melma le imprese che competono al ribasso. Ma è un paese che ha bisogno di idee. Per farsele venire c’è bisogno di gente brava,di cervelli freschi,di impegno di investimento nelle idee stesse.
E se decidiamo di competere con le produzioni a basso costo(cinesi,coreane,etc)abbiamo già perso,perché anche se arrivasse la Thatcher al governo di questo paese,mai nessuno potrà abbassare il costo del lavoro così tanto da renderci competitivi con gli asiatici.
Queste paese deve perseguire la strada della qualità totale;una maglietta di lino la sanno fare tutti ma un buon tailleur lo sanno cucire in pochi;i funghi possono venire dalla Slovenia ma il tartufo buono solo dalla Calabria.
In Italia si coltiva(a proposito di funghi) solo il bipolarismo rissoso, solo lo scontro con il sindacato,si invocano i dazi contro i cinesi,si contesta l’euro e l’Europa;addirittura si sosteneva la guerra in Iraq che serviva ad abbassare il prezzo del petrolio.
Incredibile che si perda tempo con queste sciocchezze,davanti ad un sistema formativo che deve sollecitare i giovani in procinto di affacciarsi sul mercato del lavoro a investire seriamente in capitale umano. Deve consentire loro di valutare e selezionare la qualità dell’istruzione ricevuta. Deve rendere trasparente ai datori di lavoro il riconoscimento del talento perché sia adeguatamente valorizzato, anche nelle politiche retributive.
E la politica?
La politica deve risolvere questi problemi e lì apposta. Chi ha il potere quindi lo deve esercitare per risolvere problemi,se non ci si riesce si lascia il posto ad altri(meglio una grandiosa ritirata che una schifosa sconfitta caro Walter!!!!!!!).Lo schema è semplice ed è pure funzionale.
Non è invece facile la politica quando ci si mette a farla,è pur vero che quando si passa dal sapere al sapere fare e come passare dal semplice al complesso,ma la politica fatica perché vive su una contraddizione:è una materia difficile,i segreti della quale sono noti a pochi ma devono essere a disposizione di tutti.
I problemi della politica sembrano impedire alla stessa politica la soluzione dei problemi di tutti.
Ed ecco che la politica rimane estranea al mondo quotidiano,lontana ,aliena e difficilmente spiegabile(Caro Walter se il PD non nasce per cambiare il vocabolario della politica si rischia di nascere morti).
Ma il dramma è anche un altro: il silenzio.
Mentre i media si perdono dietro al delitto di Garlasco o a quello di Perugia oppure a scontri feroci tra protagonisti consumati di battaglie inesistenti,la gran parte della gente normale assiste silenziosa,al limite si schiera,ma senz’altro si confronta con una realtà dove in pochi si fanno le domande che si fanno i politici.Una realtà dove si finge.
Chi parla vive in un mondo,chi sta zitto ne vive in un altro.
Basta poco,chi avrà il coraggio di partecipare può vincere la sfida di rilanciare un paese stufo di scontrarsi su battaglie senza senso.
Perché mentre la politica si nasconde dietro a se stessa,i problemi si aggravano e pesano sulla quotidianità che è stata bandita dal dibattito politico.
La politica nasce perché serve a tutti e se diventa un gioco di pochi gli elettori inizieranno a domandarsi perché tenersela.
Non possiamo continuare a dividerci su ogni argomento(qui hai ragione Walter!!!) perché se la giustizia non ha i mezzi per andare avanti,se le procure non riescono a pagare i fogli per le fotocopie la politica non trova di meglio che dividersi:uno candida i giudici, l’altro gli imputati,in un eterno guardie e ladri che non serve a nessuno.
Allora basta,il tempo è scaduto.
Dopo aver riscritto le regole del gioco(a larga maggioranza possibilmente,Walter non facciamo porcate!!!)si pensi a rilanciare questo paese perseguendo un obiettivo principale,alla base di tutte le economie: una seria ripresa della crescita del consumo è fondamentale per il benessere generale,per la crescita del prodotto, per la stessa stabilità finanziaria. Destinatari e protagonisti di questo processo devono essere in particolare i giovani. Questo paese vincerà(noi vinceremo caro Walter!!!) se li aiuterà a scoprire nella flessibilità la creatività, nell’incertezza l’imprenditorialità.
Ci sono uomini che cambiano idea per amore del loro partito, altri che cambiano partito per amore delle proprie idee.(Winston Churchill)
Le mie politiche non sono basate su alcune teorie economiche, bensì su cose con le quali io e altri milioni di persone come me siamo cresciuti: un'onesta giornata di lavoro per una paga onesta; vivi in base alle tue possibilità; metti da parte un uovo per i giorni di pioggia; paga i tuoi conti entro la scadenza; supporta la polizia. Vengo come primo ministro con un intento preciso: cambiare l'Inghilterra passando da una società che dipende da qualcosa a una autosufficiente - da un nazione "dammelo" a una "fa da te". Un "alzati e vai", invece di "siediti e aspetta che arrivi".(Margaret Thatcher)
P.S.Questo post nasce dalla lettura del libro di Giovanni Floris:Risiko.