"Ho trent'anni e sono incinta"
Ora però è diverso...!
Presidente, ora devo scegliere se essere egoista e portare a termine la mia gravidanza, sapendo di non poter garantire al mio piccolo neppure la mera sopravvivenza; oppure andare su quel lettino d' ospedale e lasciare che qualcuno risucchi il mio cuore spezzato dal mio utero sanguinante, dicendo addio a questo figlio che se ne andrà via per sempre!! Non importa se ce ne saranno altri dopo di lui... Il mio bimbo non tornerà più!! Non tornerà mai più!!!! Ma questa è la vita!! Giusto, Signor Presidente???
Si, questa è la vita!!! Qui non c'è nessuno che ti tende una mano, nessuno che ti aiuti quando hai veramente bisogno!! E per favore, mi risparmi banalità del tipo: "Dove si mangia in due, si mangia anche in tre!!".
Mi risparmi la retorica, perché è l'ultima cosa di cui ho bisogno. Sa benissimo anche Lei che se ad oggi, ad esempio, decidessi di adottare un figlio, nessun Ente mi accorderebbe mai il suo consenso. Nessun assistente sociale affiderebbe a me e a mio marito un bambino e questo perché i nostri introiti verrebbero considerati insufficienti al sostentamento di un'altra persona. Nessuno si sentirebbe di condannare quell'assistente sociale per una scelta di questo tipo, giusto?? Egli sarebbe considerato un professionista attento ai bisogni del minore. E allora mi chiedo e chiedo a chiunque sia pronto a dire che non si dovrebbe mai abortire, perché "se c'è l'amore c'è tutto", io chiedo a queste persone: "Ma hanno forse più necessità i bimbi adottivi rispetto a quelli biologici???"
Credo di no, Signor Presidente!! Credo proprio di no!!!!! Comunque è inutile arrovellarsi su dubbi e domande che non troveranno una risposta e che, già lo so, continueranno a tormentarmi e ad attanagliarmi l'anima per sempre!!!
Ma c'è una domanda, mio caro Presidente, a cui vorrei che Lei rispondesse: PERCHE', per il solo fatto di aver avuto la sfortuna di nascere in questo paese, un Paese che detesta i giovani, che ne ha già ucciso sogni e speranze e che ha già dato in pasto ai ratti le ceneri del loro futuro; ebbene perché per il solo fatto di esser nata qui, ho dovuto rinunciare prima alla mia ambizione a crearmi una carriera soddisfacente, e cosa infinitamente più drammatica, sono costretta adesso a rinunciare al mio DIRITTO ad essere MADRE?????????
Fonte:http://www.repubblica.it/
(30 aprile 2008)
INFORMIAMOCI
La democrazia è governo del popolo, solo che molto spesso il popolo dimentica o addirittura ignora i propri diritti, ignora una carta costituzionale, che può e deve essere conosciuta ed utilizzata, perché in tal modo si conoscono i mezzi che il cittadino effettivamente possiede e di contro il potere che possiede.
Vorrei ricordare l’ art.21 che sancisce il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Il bello di questo articolo è che utilizza la parola tutti, vuol dire che ognuno di noi ha questo diritto.
Quindici anni fa l’ Italia era diversa, o forse l’ italiani erano diversi …… anche il modo di fare politica era diverso non vi erano condannati nelle liste elettorali, è cambiato il sistema dell’ informazione. Perché molte persone non conoscono le vere storie delle persone che ci rappresentano, perché l’ informazione è malata.
Il sistema dell’ informazione è malato e bisogna combatterlo, bisogna fare una battaglia informata per evitare di semplificare ed imparare a distinguere, perché solo quando si è perfettamente consci dei meccanismi del sistema questo si può scardinare.
L’ordine dei giornalisti non è riuscito ad espellere un giornalista come Renato Farina che faceva la spia per il Sismi ed ora siede comodamente in parlamento.
Chi non è servo non lavora in Italia, non ci sono ordini seri.
Se ci diciamo dei “Vaffanculo” a questo o a quello serve a ben poco, il punto è scardinare e modificare i sistemi e non attaccare il singolo. Il punto è che il pubblico decide, ed il pubblico siamo noi. Allora io sono favorevole ai tre referendum di Grillo 'per la libera informazione in uno Stato Libero' , l’ abolizione dell'ordine dei giornalisti, abolizione del finanziamento pubblico all'editoria e abolizione della legge Gasparri. Attenzione ci raccontano balle come le cordate che non esistono (e tra poco avremo una compagnia aerea che si chiamerà PierOne) . L’ informazione è ridotta a delle gocce di un rubinetto che si apre e chiude a piacimento. Attenzione conosciamo ed utilizziamo i nostri mezzi, questo è un modo di fare sana politica.
Travaglio al V2day parla di informazione(1° parte)
Travaglio al V2day parla di informazione(2° parte)
...Silvio c'è ma...
Ora cominceranno i soliti discorsi: in fondo ce lo meritiamo, Berlusconi (e non solo lui, ma anche la Lega, il papa, Mastella e la DeFilippi). L’Italia non si merita certo di meglio, vero?
Eh già, perché si dirà che siamo quelli che scendono in piazza a protestare solo per il campionato di calcio.
Siamo quelli che guardano “Buona Domenica”.
Siamo quelli che comunque ascoltano sempre cosa dice il Papa.
Siamo quelli che comprano i Suv.
Siamo quelli che hanno più cellulari di tutti.
Siamo quelli che guardano i film di Natale.
Siamo quelli che non vogliono pagare le tasse.
Siamo quelli che leggono solo La Gazzetta.
Siamo quelli che non vogliono andare a fondo nell’inchiesta sul G8.
Siamo quelli che dicono che Luttazzi è volgare.
Siamo quelli che si raccomandano a Padre Pio.
Siamo quelli che dicono che i ragazzi di Salò e i partigiani erano la stessa cosa.
Siamo quelli che comprano i calendari delle veline.
Siamo quelli che credono negli “eroi di pace”
Siamo quelli che vogliono la galera per l’extracomunitario che ruba l’autoradio e un ministero per un politico che ruba miliardi.
Siamo quelli che dicono che la politica non gli interessa.
Siamo quelli che fanno spinning e non vanno in bici.
Siamo quelli che fanno satira con i soldi di Berlusconi, sui media di Berlusconi, perché tanto Berlusconi è liberale.
Noi no.
Noi non siamo nessuno di quelli.
Noi non ce lo meritiamo Berlusconi.
Se lo merita chi l’ha votato.
E chi non ha mai fatto niente per contrastarlo.

Inserisci il codice nelle tue pagine:
...La linea d'ombra...
La linea d'ombra, la nebbia che io vedo a me davanti,
per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio
e a non saper immaginar quello che trovo,
mi offrono un incarico di responsabilità, portare questa nave verso una rotta che nessuno sa
è la mia età a mezz'aria in questa condizione di stabilità precaria
ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto
mi giro e mi rigiro sul mio letto, mi muovo col passo pesante
in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome
il fondo del caffè confonde il dove e il come
e per la prima volta so cos'è la nostalgia, la commozione
nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione
per ogni strappo un porto, per ogni porto in testa una canzone
è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione
senza preoccupazione, soltanto fare ciò che c'è da fare
e cullati dall'onda notturna sognare la mamma... il mare.
Mi offrono un incarico di responsabilità, mi hanno detto che una nave c'ha bisogno di un comandante
mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante
il pensiero della responsabilità si è fatto grosso è come dover saltare al di là di un fosso
che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato
saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto.
Di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura:
cosa sarò dove mi condurrà la mia natura?
La faccia di mio padre prende forma sullo specchio, lui giovane io vecchio
le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio:
"la vita non è facile, ci vuole sacrificio, un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione"
..arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione..
e adesso è questo giorno di monsone, col vento che non ha una direzione
guardando il cielo un senso di oppressione,
ma è la mia età dove si sa come si era e non si sa dove si va,
cosa si sarà, che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto..
e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera
dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera
ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare..
mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo,
l'astrologia che mi racconta il cielo
galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare
ma questa linea d'ombra non me la fa incontrare.
Mi offrono un incarico di responsabilità, non so cos'è il coraggio
se prendere e mollare tutto, se scegliere la fuga od affrontare questa realtà
difficile da interpretare ma bella da esplorare
provare a immaginare cosa sarò quando avrò attraversato il mare,
portato questo carico importante a destinazione,
dove sarò al riparo dal prossimo monsone..
Mi offrono un incarico di responsabilità, domani andrò giù al porto
e gli dirò che sono pronto a partire, getterò i bagagli in mare,
studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte, quando si parte
e quando passerà il monsone dirò: "levate l'ancora, diritta avanti tutta,
questa è la rotta, questa è la direzione, questa è la decisione."
P.S. Canzone non recentissima('97) di Jovanotti. A mio modesto parere molto bella......
UNA COMUNICAZIONE URGENTE
Per quanto concerne la violazione delle direttive relative al nuovo quadro normativo per le reti e i servizi di comunicazione elettronica , la Commissione ha avviato nel luglio 2006 una procedura di infrazione contro l'Italia ai sensi dell'articolo 226 TCE, relativamente alla legislazione italiana che disciplina il passaggio dalla tecnica di trasmissione terrestre analogica a quella digitale . La Commissione ha portato avanti la procedura di infrazione notificando all'Italia, nel luglio 2007, un parere motivato ai sensi dell'articolo 226 TCE.
Pertanto, occupandosi delle disposizioni nazionali nel contesto della procedura di infrazione ai sensi dell'articolo 226 TCE, la Commissione ha già intrapreso un'azione per porre termine alle violazioni e controllerà che la decisione della Corte di giustizia sia pienamente applicata dall'Italia.
NON CREDO NELLE FAVOLE
Dopo l’ election day è naturale ma altrettanto difficile fare delle valutazioni. Senso di delusione ma non fine a se stesso, è il rendersi conto che una parte di sinistra si è incenerita e con essa una parte di storia, ma noi italiani siamo bravi poi a raccontarci le belle favole ed in questo caso la fiaba ha un titolo preciso: “ La Governabilità”. La realtà invece è un’ altra. Il risultato elettorale ha visto il crollo delle formazioni di Sinistra Arcobaleno, Sinistra Critica e Partito Comunista dei Lavoratori. Gran parte degli elettori di sinistra spaventati dalla possibilità di affermazione delle destre hanno optato per il voto utile. Troppo fresco e bruciante il ricordo di un governo che ha lasciato impoverire le persone senza redistribuire alle stesse quello di cui già disponeva. In special modo la Sin. Arcobaleno ha condotto una pessima campagna elettorale,del tutto scollegata dal "sentire" comune delle persone oggi. Autoreferenziale , troppo di nicchia e troppo astrattamente"politicista" ,parlava solo del suo progetto politico agli addetti ai lavori dimenticandosi dei milioni di massaie/padri di famiglia a cui è aumentato il pane , dei 2 milioni di commesse a cui importerebbe chiudere il contratto,e di tutti quelli/e che chiedono solo di stare meglio nella fatica quotidiana del vivere. L’ Astensionismo è stato un antagonista importante.
…Riflessioni…
Provo a buttare giù qualche riflessione(forse anche la delusione) per il risultato elettorale di ieri.
Dopo la caduta del governo Prodi era obiettivamente difficile tornare al governo del paese ma forse anzi sicuramente si sperava di “perdere meglio”.
Sia chiaro non muovo nessuna critica a Walter,la scelta di correre liberi (con L’Italia dei Valori) è stata azzeccata,non ci si poteva ripresentare agli elettori con la stessa coalizione che era andata a casa due mesi prima…
Inoltre più che legittima è stata l’ambizione di non cercare più di mediare tra Mastella e Caruso ma soprattutto sensata e moderna è stata l’idea di avere un solo leader,un solo programma(progressista e riformista) e un solo gruppo parlamentare.
Chiaro è che nel percorso che poi ha portato il PD a correre libero ci sono stati alcuni passi a vuoto,come ad esempio le liste bloccate nelle primarie del 14 ottobre e non aver voluto promuovere meccanismi di partecipazione popolare per la compilazione delle liste per
Vero è pure che il PD è nato da appena 6 mesi e si è ritrovato in una competizione elettorale durissima con un avversario che lo sappiamo sa comunicare e screditare gli avversari molto bene.
Si sperava inoltre di sfondare nell’elettorato centrista e cattolico ma invece si è sfondato dal lato opposto e cioè in quello dell’Arcobaleno.
E proprio a sinistra che avviene la catastrofe mentre il PD, che poteva e doveva fare meglio, ha comunque incrementato i consensi rispetto al 2006 e ha compiuto un vero e proprio percorso politico con scioglimento dei partiti fondatori ed elezione dei nuovi organi dirigenti,
Forse come dice Parlato (fondatore del Manifesto) «Prendere la presidenza della Camera è stato un errore. Se vuoi portare avanti un progetto politico, non diventi istituzione. Stai con le masse e con il popolo».
E proprio questo il nodo, il PD e soprattutto l’Arcobaleno parlano poco alla propria gente e se provano a farlo lo fanno male,non ci si stupisca poi se gli operai votano Lega Nord e se in Emilia
Il compito del PD ora è gravoso dovrà rappresentare in Parlamento anche l’elettorato di sinistra da ieri fuori dal Parlamento e come sostiene (credo giustamente) il presidente emerito Cossiga:
«Sarà costretto a dare ascolto e raccogliere le preoccupazioni di tutti gli antiberlusconiani, degli operai della Fiom, dei precari, dei giovani no global e dei centri sociali, insomma di tutti coloro che una volta erano rappresentati da Rifondazione comunista, da ieri fuori del Parlamento. Sarà obbligato a farlo per impedire che si creino le condizioni della rinascita del terrorismo brigatista».
Bisognerà poi infine dare una forma definitiva al PD e decidere se fare un partito con iscritti,tesseramento,etc. o se fare un partito aperto,fluido,dinamico,moderno e che rompa con gli allevamenti partitocratrici in batteria…..
Breve riflessioni infine sul risultato Galatonese.
Il centrodestra(con l’Udc) ,nonostante sia dilaniato dalle divisioni e presenti il binomio An-Udc in seno all’amministrazione, tenendo fuori FI, è al 66%.
Il Pdl che in virtù dell’alleanza Miceli-Fracasso praticamente a Galatone non esiste raggiunge comunque un ottimo risultato .
Il centrosinistra che nell’amministrative del 2007(ma ancora prima con la caduta della giunta Vaglio) era in coma, ieri è morto.
L’Arcobaleno assieme ai Socialisti “si riducono” a pochi decimali e l’unica speranza per il centrosinistra Galatonese è rappresentata dal PD e dal buon risultato dell’Italia dei Valori(complimenti a Sandro Inguscio e al suo gruppo).
Risultato che per il centrosinistra deve essere analizzato ricordando che il PD Galatonese si è costituito solo due mesi fa e non ha ancora avuto tempo(a causa dell’impegno elettorale,appunto) di operare concretamente sul territorio e di presentare la propria “Idea di Paese”(acquista maggiore valenza quindi aver raggiunto il 27%).
Dopo questa “tragedia elettorale” capiremo infine chi ha voglia di mettersi a lavorare per ricostruire un centrosinistra forte ed in grado di tornare al governo della città e chi invece fa salotto e poco più…
Buon lavoro a tutti noi!!!
“La presenza di Bossi nel governo sarà una cartina di tornasole. Se non lo vogliono, di fatto, è una confessione che il blocco di potere che appoggerà il nuovo esecutivo di Centrodestra non vuole il cambiamento. L’unica chance per il Nord è la presenza di Bossi; se non c’è, tanto vale riprendere la lotta dura e pura, come dico da sempre. La secessione, l’unica via rapida e giusta per ottenere la libertà, senza se e senza ma. Se il segretario riesce con la sua pazienza e la sua determinazione a indirizzare tutto il Paese verso il cambiamento tanto di guadagnato, speriamo bene”. Mario Borghezio, eurodeputato leghista intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it, lancia un vero e proprio ultimatum. “I fucili non c’entrano in tubo. Vedo in queste affermazioni rivelatrici-dice Borghezio sulle dichiarazioni di Berlusconi sulla salute di Bossi - la voglia di non cambiare. L’uscita del Cavaliere si commenta da sé. La lingua batte dove il dente duole, perché tradisce il timore di chi sta esercitando influenze”. Cioè? “Dietro le parole di Berlusconi si sente questa preoccupazione del vecchio sistema”. Poi l’affondo: “Berlusconi rappresenta solo in parte il nuovo e deve liberarsi di queste influenze. Le sue dichiarazioni sono sintomatiche. Se non ci fosse Bossi al governo, noi patrioti padani ci considereremmo tutti in libera uscita e state tranquilli che si sentirebbe molto il nostro malessere. Non staremmo certo con le mani in mano. D’altronde anche nel secondo governo Berlusconi si è cambiato ben poco e la pazienza dei padani ha già oltrepassato ampiamente il limite”. “Sicuramente si è allarmato per le dichiarazioni a Verbania ma questo non può certo giustificare un’espressione come quella”, insiste Borghezio commentando le dichiarazioni del leader del Popolo della Libertà sulle condizioni fisiche del segretario del Carroccio. “Il punto che per tutti noi va sottolineato è che se Berlusconi fa dichiarazioni di questo genere è perché la prospettiva di Bossi al governo fa paura a una certa Italia che non vuole il cambiamento. All’Italia gattopardesca che certamente esercita pressioni preventive su Berlusconi. L’Italia di quelli che da sempre comandano i centri del potere burocratico-statalista e anche economico-finanziario. Fa bene quest’Italia a non fidarsi, perché Bossi va al governo per cambiare davvero le cose”