Chi sono

Utente: messapico85
Nome: Valentino Moretto
A questo blog non può essere applicato l'art. 5 della legge 8 Febbraio 1948 n. 47 poiché l'aggiornamento delle notizie in esso contenute non ha periodicità regolare (art. 1 comma 3, legge 7 Marzo 2001 n. 62): non rappresenta una testata giornalistica e non ha fini economici. I post editi hanno lo scopo di stimolare critica, discussione e cultura. Il Gestore non è responsabile del contenuto dei siti e delle pagine in esso linkati e declina ogni responsabilità derivante dall'uso o dall'abuso delle informazioni contenute in questo blog. Le opinioni espresse negli articoli appartengono ai singoli autori e sono loro responsabilità.





Fiato sul collo



senza memoria non c'è libertà





Silvio c’è… ma a me me lo puppa!



Appello per la Giustizia - Per De Magistris







Free Tibet



Riprendiamoci Telecom Italia!



Scarica il volantino "Onorevoli Wanted"



Il calendario 2008 dei santi laici



























Partecipano

Foto recenti

Punto 7 Punto 7 Punto 7
Allegato al punto 6 e 7 Allegato al punto 6 e 7 Allegato al punto 6 e 7
Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
domenica, 29 giugno 2008

"Paese al collasso, dialogo finito"
Berlusconi? "Pensa solo a sè"

ROMA - "L'Italia vive la crisi più drammatica dal dopoguerra in poi. Berlusconi prende in giro i cittadini, e si occupa solo dei suoi affari personali. Ora basta, il dialogo è finito". Walter Veltroni va all'attacco. Se mai è esistito, il "Caw" è archeologia repubblicana. Tra maggioranza e opposizione è guerra aperta. Il leader del Pd denuncia la "crisi devastante in cui versa il Paese", e punta il dito contro il Cavaliere.

Onorevole Veltroni, da cosa nasce questo suo allarme?
"La crisi ha origini antiche. Ma oggi quello che sconcerta è il capovolgimento delle priorità. L'Italia vive la condizione più drammatica dal dopoguerra. Siamo in piena stagnazione. I consumi crollano: quelli finali sono a -2,3%, a -4% nel Mezzogiorno. Per la prima volta siamo passati dal 6,4 al 7,1% nel tasso di disoccupazione. La produttività è -0,2%, il Pil ristagna al +0,1%. Il Paese è fermo".

Ma è fermo da anni.
"Sì, ma ora si sommano due circostanze. La prima è la sconcertante manovra del governo. Ora che sale la nebbia degli spot, finalmente viene fuori la realtà. C'è una prima novità, devastante: le tasse aumentano, dello 0,2% nel 2010. E nonostante la promessa elettorale sul calo della pressione fiscale sotto il 40% del Pil, nel 2013 arriverà al 42,9%. Poi c'è la seconda notizia, non meno clamorosa: l'esito della famosa Robin Hood Tax. Dei 5 miliardi presi sa quanto va alla famosa carta per i poveri? 290 milioni di euro quest'anno, 17 l'anno prossimo e 17 l'anno successivo. Briciole. Nel frattempo, aumentano di circa 300 euro le spese nelle famiglie: 180 euro per benzina gas e luce, 100 euro per i generi alimentari. Poi c'è una terza notizia: si riduce la spesa per gli investimenti, 10 miliardi in meno da qui al 2011. Vogliono dare le armi ai vigili urbani, vogliono mettere i vigilantes, ma intanto riducono le spese per gli straordinari delle forze di sicurezza: 800 milioni in meno per la polizia, 800 milioni in meno per i carabinieri, e tagliano 150 mila persone nella scuola. Ecco l'Italia vera: sull'orlo del precipizio".


Segretario, non la vede un po' troppo nera?
"Niente affatto. Questa è la fotografia del Paese, attraversato da impoverimento, insicurezza e paura. E la nostra destra che fa? Chiede le impronte dei bambini rom, una cosa che solo a sentirla fa venire i brividi. Vara una manovra che truffa i cittadini. Inventa il reato di immigrazione clandestina, che il premier definisce impraticabile dopo aver firmato il ddl che lo contiene. Inventa la bufala dei mutui, che costa 13 mila euro in più a famiglia. Mette in scena la farsa dei rifiuti, con Bossi e Calderoli che chiedono alle Regioni di prendere i rifiuti. Perché non l'hanno chiesto prima? Anche i rifiuti sono diventati merce elettorale? E infine rilancia le leggi ad personam. Questo, alla fine, genera un'inquietante caduta dello spirito pubblico. Nel momento più drammatico della storia italiana, di cosa stiamo parlando dall'inizio della legislatura? Del decreto per Rete4, della norma sposta-processi, del Lodo Schifani. Lo trovo intollerabile".

Sul Lodo Schifani o Alfano qual è la valutazione del Pd?
"Non do valutazioni finché c'è di mezzo quell'emendamento al decreto sulla sicurezza. Se non si stralcia la norma blocca-processi, non discutiamo del resto. Dopodiché, sul Lodo io chiedo: è la priorità di un'Italia che non sa come arrivare alla fine del mese? E poi aggiungo: c'è bisogno di disciplinare questo tema adesso, in modo così scandalosamente segnato dalla preoccupazione contingente di una delle 4 cariche istituzionali, che vuole una norma per sé e non una norma per la democrazia? E quale principio stabiliamo: un'alta carica dello Stato, che poi magari diventa un'altra alta carica dello Stato, può compiere qualsiasi tipo di reato senza essere perseguibile per un tempo illimitato? No, a tutto questo io dico no. Se c'è un'esigenza di garanzia generale, allora studiamo pure una norma. Ma intanto come disegno di legge costituzionale, e poi la facciamo scattare dalla prossima legislatura. Così si fa, nelle democrazie europee".

Quindi su questo in Parlamento sarà battaglia?
"Sarà battaglia su questo, ma sarà battaglia su tutto. Noi vogliamo combattere per ristabilire una gerarchia delle priorità. Qui di urgente non ci sono i decreti salva-processi del premier, ma i disagi di milioni di italiani. Per questo voglio la grande manifestazione d'autunno".

Di Pietro, dal quale siete sempre più divisi, obietta: se c'è davvero l'emergenza democratica, è ridicolo aspettare l'autunno.
"Ho parlato dell'autunno perché su alcune questioni sociali, che Di Pietro non sa neanche dove stiano di casa, sarà quello il momento più critico. Detto questo non mi spaventa avere idee diverse su come fare opposizione. Io non vivo col problema che c'è uno che urla più di me, perché sono un riformista e so che per un riformista c'è sempre uno che urla più di te. Ma so anche che quelle urla poi si perdono nell'aria. E so che quelli che alla fine cambiano davvero le cose sono i riformisti. Vivere con la paura del nemico a sinistra è qualcosa di cui ci dobbiamo liberare per sempre".

Ma di fronte a Berlusconi che continua a bastonarvi ha senso continuare a restare appesi al "dialogo", come fosse la nuova ideologia della legislatura?
"Lei ha ragione. Il dialogo ha senso solo se dà risultati concreti. Secondo un sondaggio Ipsos, il 71% degli italiani è favorevole al dialogo tra maggioranza e opposizione, purché risolva i problemi. È questo, oggi, che è venuto meno. Berlusconi, alla Camera il primo giorno, ha parlato di un clima nuovo nei rapporti tra maggioranza e opposizione. Io prudentemente risposi "vedremo se alle parole corrisponderanno i fatti". Oggi rivendico la giustezza di quella scelta: pensi che regalo sarebbe stato per Berlusconi, se di fronte alle sue aperture l'opposizione avesse detto: no, io con te non ci parlo perché sei Berlusconi. Sarebbe stato il suo alibi perfetto. Invece noi abbiamo detto: se c'è la disponibilità a fare riforme istituzionali nell'interesse del paese noi siamo pronti. Nessuno può dire che noi abbiamo avuto un atteggiamento pregiudiziale. Ma proprio per questo oggi possiamo avere la libertà totale di dare i giudizi più severi sull'operato del premier".

Ma in queste condizioni ha ancora senso, il dialogo?
"No. In queste condizioni il dialogo è finito. È finito perché loro non sono in grado di votare un presidente della commissione di vigilanza se non facendo trattative che noi non facciamo. È finito perché loro sanno procedere solo per strappi, come hanno fatto sulla giustizia. È finito perché Berlusconi è tornato ad essere ciò che è...".

Il Caimano?
"Non ho mai dato giudizi personali e continuo a non darli. Mi limito a osservare che il modo in cui Berlusconi ha condotto la campagna elettorale, e poi le cose che ha detto in Parlamento, e poi quelle che sta facendo ora, sono una somma di doppiezze, indistinguibili e inconciliabili. E sono una somma zero per il Paese".

Lei boccia legittimamente il governo, ma parla come se nel Pd fossero tutte rose e fiori. In realtà, dalla sconfitta del 13 aprile, non le pare che siate usciti confusi, sfibrati, divisi?
"Ho già detto che la sconfitta c'è stata, ed è stata dura. Ma oggi, a chi accusa dall'interno il gruppo dirigente, rispondo citando Roberto D'Alimonte sul "Sole 24 Ore". Il risultato delle elezioni non poteva essere un punto d'arrivo, ma solo un punto di partenza. Come tale, è stato tutto sommato un buon risultato, ottenuto in condizioni difficili, su cui si può costruire con pazienza, intelligenza e umiltà. Invece quello che appare oggi è un partito ripiegato su se stesso. Eppure, rispetto alle elezioni che avevamo vinto per modo di dire nel 2006, al Senato noi siamo cresciuti del 6%, alla Camera del 2%. Abbiamo il 34% dei voti, cioè siamo agli stessi livelli del Labour in Inghilterra, dell'Spd in Germania, dei socialdemocratici in Svezia".

Verissimo. Ma il Pd resta minoranza nel Paese. E ora oscilla paurosamente sulle alleanze.
"Sa perché abbiamo preso quel 34%? Perché siamo andati liberi, ed è una scelta di cui mi piace assumermi fino in fondo la responsabilità. L'Unione era un'esperienza finita, forse già prima del voto del 2006. Oggi c'è qualcuno che ha nostalgia con quelle riunioni di maggioranza con tredici partiti? Se c'è lo dica, si faccia avanti".

C'è chi le obietta: andare da soli non vuol dire coltivare il mito dell'autosufficienza.
"Questo è un vizio da vecchia politica politicante: attribuire agli altri una posizione che non hanno, per poi poter polemizzare. Io non sono contro le alleanze a priori, ma ho sempre detto, e lo ripeto oggi, che l'alleanza si fa sui programmi, sulle scelte concrete. Quindi, dalla sinistra radicale a Casini, va bene tutto quello che è convergenza di programma. Ma ferma restando l'idea di fondo: mai più l'unione, che è la principale contraddizione rispetto all'Ulivo. Mai più partiti di lotta e di governo. Quella roba il Paese non la sopporta più".

Sia sincero. Non coglie segnali di malessere dentro il Pd? Ci sarà un motivo se "Europa" definisce l'ultima assemblea costituente "un funerale di prima classe"?
"Un segnale di malessere è il fatto che la nostra gente non è contenta di vedere che nel Pd si vanno costruendo recinti e steccati che non dovrebbero esistere. Abbiamo convocato per la terza volta in sei mesi un congresso, perché quando un'assemblea costituente riunisce 2800 persone è come fosse un congresso. Ditemi: quale partito italiano o europeo ha una vita democratica di questa dimensione? E perché la stessa critica non viene fatta ad An, o a Forza Italia? Non si dovevano sciogliere nel Popolo della libertà? La nostra forza, la forza del Pd, sta nell'essere capaci di riconoscere un pluralismo interno di idee, non di strutture. Un pluralismo di contributi intellettuali e di valori, non di casematte organizzate".

La dica pure, la parola maledetta: correnti. Le Fondazioni non sono correnti? La dalemiana Red non è una corrente?
"Non lo so, non me ne occupo. Io non faccio correnti, perché la mia unica "corrente" è il popolo del Pd, sono quei 3 milioni e mezzo di cittadini che hanno votato alle primarie".

E di Parisi che la invita a dimettersi cosa mi dice?
"Ho stima intellettuale per Parisi. Ma provo nei suoi confronti una delusione umana. Mi sarebbe molto piaciuto che estraesse il suo dardo fiammeggiante nel momento in cui Prodi dopo la vittoria del 2006 fu assediato dai partiti, che lo costrinsero a fare un governo di cento persone. Allora mi sarebbe piaciuto che Arturo si alzasse in piedi e dicesse "se è così io non ci sto". Ma non l'ha detto".

Nel Pd c'è chi dice: se vanno male le europee del 2009 Veltroni è finito. E c'è persino chi pensa che lei potrebbe crollare prima. Cosa risponde?
"Rispondo che fa sempre più rumore un albero che cade, piuttosto che la foresta che cresce. Io mi occupo di far crescere la foresta. Gli altri, se vogliono, si occupino di logorare me e il Pd in previsione delle europee. Io farò il contrario. Lavorerò per preparare, fin dal prossimo autunno, l'alternativa forte e credibile a un governo che sta portando l'Italia al collasso. La luna di miele tra Berlusconi e il Paese sta finendo. Tocca a noi proporre alla gente un'altra idea dell'Italia".

Fonte:www.repubblica.it

postato da: messapico85 alle ore 08:46 | link | commenti (1)
categorie:
venerdì, 27 giugno 2008

ASI o ASINI?
fracasso

figurinamiceli

Oltre al danno,la beffa… 
 
I Consorzi per le Aree di Sviluppo Industriale hanno la finalità di promuovere la creazione e lo sviluppo delle attività imprenditoriali nei settori dell'industria e dei servizi alle imprese, in linea con gli indirizzi di programmazione socio-economica delle Regioni di appartenenza.
L’Asi di Lecce versa ormai da molti anni in condizioni di grosso dissesto finanziario, di questo bisogna ringraziare la scellerata gestione delle Giunte Distaso-Fitto che hanno poi portato lo stesso ente ad essere commissariato per ben 6 anni!!!
La legge che non ha funzionato, per intenderci, è la legge del governo Fitto che commissariò i consorzi Asi prevedendo di trasferire funzioni, risorse e personale ai comuni. Qual è il bilancio di quella legge? C'è lo dicono i fatti: paralisi totale e poderosa crescita dei debiti (circa due milioni di euro l’anno). Altro che trasferimento ai comuni. E non c’entrano i commissari (seppur politicizzati) in quanto, pure essi con le mani legate.
E’ la scelta dell’ex governo che si è quindi dimostrata fallimentare.
 
Ma veniamo a Galatone.
 
Con delibera consiliare n° 12 del 18.2.08 (dopo ben due consigli comunali) l’amministrazione Miceli ha stabilito di recedere dalla partecipazione al Consorzio ASI attivando tutti i procedimenti amministrativi conseguenti.
In pratica si decide di uscire dall’Asi perché la sua gestione è fallimentare.
Ma qual è l’alternativa?
Nessuna!!!
 
Ebbene sì, Miceli decide di uscire dall’Asi ma non propone niente di alternativo.
Non si propone un piano organico di gestione o di quale può essere lo sviluppo della zona industriale di Galatone, in quanto va detto, e questo viene rimarcato più volte nelle indicazioni e nelle direttive della Regione, i finanziamenti POR 2007-2013 vengono indirizzati ormai verso i consorzi e verso le associazioni di Comuni.
Quindi Galatone si troverà in una situazione in cui non riuscirà ad attrarre investimenti(oltre a quelli che Miceli è bravo a perdere…) perché ha deciso di isolarsi e di avere una zona industriale fine a sè stessa.
Naturalmente, nello stile Miceli “vi piaccia o non vi piaccia”,tale decisione è stata presa senza meccanismi di partecipazione popolare o meglio di consultazione con i diretti interessati, cioè gli imprenditori.
 
Ma oltre al danno la beffa.
 
E’ chiaro,forse solo Miceli non lo sa o non lo sapeva, che nel momento in cui si decide di gestire autonomamente la propria zona industriale nascono contenziosi con l’ente da cui si è usciti, perché le infrastrutture( ad esempio strade,depuratore,opere di urbanizzazione) attualmente sono di proprietà dell’Asi stesso.
 
E a tal proposito è arrivato puntuale il ricorso al Tar del consorzio stesso in cui viene contestata la decisione di recesso assunta dal Comune, asserendo da un lato che tale decisione dovrebbe essere necessariamente recepita ed accettata dal Consorzio medesimo e dall’altro che l’eventuale recesso del Comune di Galatone dal Consorzio potrà essere consentito solo previa definizione di rapporti economici pendenti.
 
 
In tutto questo si è già dato incarico ad un professionista con delibera di giunta numero 83 del  29/04/2008 della difesa degli interessi del Comune di Galatone con un esborso iniziale, che graverà ancora una volta sulle tasche dei cittadini galatonesi, di €. 3.500,00!!!
 
 
Sindaco Miceli per quanto ancora i cittadini Galatonesi dovranno sopportare questa inappropriata gestione della cosa pubblica?
 
Quando la maggioranza Miceli-Fracasso intenderà dare una risposta seria agli imprenditori Galatonesi?
 
 
 
P.S.
 
Ieri e oggi......
fassino_fracasso Casini (5)
 
 Domani......
fracasso berlusconi-incazzoso
postato da: messapico85 alle ore 11:06 | link | commenti (2)
categorie:
mercoledì, 25 giugno 2008

PRIMARIE VERE,PRIMARIE SEMPRE

Noi crediamo nel rinnovamento della politica, e crediamo nel Partito Democratico come strumento di questo rinnovamento. Insieme a milioni di altri cittadini siamo andati a votare alle primarie del 14 ottobre, dando a Walter Veltroni il mandato per guidarci nella costruzione del nuovo partito. Il cambiamento incontra sempre delle resistenze, specialmente quando comporta il rinnovamento delle classi dirigenti. Oggi, dopo la sconfitta alle elezioni, si sentono voci che chiedono di riesumare la tradizione dei partiti che hanno fondato il PD, la gloriosa tradizione dei partiti politici italiani del 900. Noi non siamo d’accordo.

Parafrasando Gandhi, noi vogliamo che il PD sia il cambiamento che vuole nel Paese. Noi vogliamo nel PD più meritocrazia, più responsabilità personale, più trasparenza, per una democrazia partecipata capace di ascoltare le voci del territorio. Queste elezioni ci hanno colto in mezzo alla fondazione del nuovo partito, e non c’è stato il tempo e il modo di organizzare le primarie come previsto dallo Statuto appena approvato e come chiesto da molti di noi. Deve essere l’ultima volta che succede!

Noi rinnoviamo il nostro mandato al segretario, perché prosegua sulla strada che porta ad un partito a vocazione maggioritaria anche al suo interno, dove il dibattito sia libero ma le indicazioni date dai suoi sostenitori, attraverso il meccanismo delle primarie, vengano sempre rispettate. Noi chiediamo che il Partito Democratico si strutturi attorno a questo meccanismo - che è stato la novità più importante ed apprezzata degli ultimi anni - in modo da poterlo utilizzare per tutte le candidature a cariche pubbliche. Primarie vere, in cui si confrontino non solo i candidati, ma anche i programmi, in modo che noi elettori possiamo fare scelte consapevoli. Primarie sempre, già a partire dalle prossime elezioni locali ed europee.

Walter Veltroni non è stato eletto in previsione di elezioni a breve termine, ma per guidare la fondazione del Partito Democratico. Ora che abbiamo perso queste elezioni anticipate, che non volevamo, ora che non ci sono più emergenze da inseguire, vogliamo che il nostro segretario concluda l’opera cominciata. Poi, alla vigilia delle prossime elezioni politiche, si sottoponga a nuove, vere primarie, in cui i sostenitori del PD - e non i dirigenti di partito - decideranno da chi vorranno essere guidati nelle prossime elezioni politiche. PRIMARIE VERE, PRIMARIE SEMPRE!

Aderisci alla campagna Primarie vere, primarie sempre --------> http://www.primariesempre.org/

postato da: messapico85 alle ore 18:54 | link | commenti (4)
categorie:
lunedì, 23 giugno 2008

......E MICELI DORME......

Incendio doloso in zona “La Reggia – Torre Alto Lido”

Il fuoco ha devastato un’area di oltre 26 Ha di cui 12 Ha di bosco di Pino d’Aleppo (250 piante con diametri variabili da cm 20 a cm 50 ed altezza media di 7 mt.) e 14 Ha di terreni saldi con presenza di roccia affiorante e pietre.

 

Gli Agenti del Comando Stazione Forestale di Gallipoli alle dipendenze del Comando Provinciale di Lecce, sono intervenuti nello spegnimento di  un incendio verificatosi  in località “La Reggia – Torre Alto Lido” agro del Comune di Galatone, zona sottoposta a vincolo paesaggistico ed idrogeologico.

Si suppone che il fuoco abbia avuto inizio dal margine stradale della litoranea che collega Lido Conchiglie a Santa Maria al Bagno per cause presumibilmente di origine colposa, in considerazione anche del fatto che sono stati rinvenuti alcuni resti di cumuli di rifiuti.

 

Fonte:Il Paese Nuovo

postato da: messapico85 alle ore 13:54 | link | commenti (1)
categorie:
mercoledì, 18 giugno 2008

Manca un grande PD
 
 
Tre mesi fa (non tre anni fa) siamo stati testimoni della campagna elettorale di Walter Veltroni, delle piazze gremite e del coinvolgimento che il leader del Pd è riuscito a suscitare recuperando voti che sembravano perduti. Con un linguaggio diretto Veltroni non ha esitato a mettere fuori gioco i più dannosi luoghi comuni della sinistra. Per esempio, che le scelte strategiche di un paese non possono essere paralizzate dai veti della sue minoranza. Che le tasse vanno ridotte e non aumentate. Che se le imprese creano ricchezza sono una risorsa da difendere, non da indebolire. Che i privilegi vanno combattuti e il merito premiato. Che le prime vittime della criminalità siano i più deboli. Ora sappiamo che quel programma non è stato sufficiente a battere la destra dei facili slogan che ha mietuto nel campo della paura e del disorientamento. Ma è impossibile che tutta quella gente e tutto quel calore siano improvvisamente evaporati.
 
Allora la domanda sorge spontanea.
 
Come si sentono i dodici milioni di cittadini (per l’esattezza 12.092.998) che hanno votato per il Pd alle ultime elezioni?
A giudicare da ciò che si sente in giro stanno male,molto male.
Dei medici specialisti (possibilmente non della clinica Santa Rita) potrebbero facilmente diagnosticare una persistente sindrome depressiva da batosta elettorale. Del resto, non bastano certo due mesi a metabolizzare la vittoria di Berlusconi, e non migliora certo lo spirito collettivo la prospettiva di altri cinque anni con un governo impegnato a sfornare leggi ingiuste e liberticide.
Ma se la depressione è un vuoto che va subito riempito di nuova energia e di più forti stimoli non si può, onestamente, sostenere che le dispute sulla collocazione europea o sullo spazio da dare alla componente cattolica stiano mobilitando il popolo del Pd restituendo scintille di passione ai malinconici e agli sfiduciati.
E qui serve il mea culpa di tutti!!!
Sappiamo bene che la politica agisce su piani diversi e dunque se l’adesione al Partito socialista europeo, contestata dall’ex Margherita, o se la polemica scatenata da Famiglia cristiana sull’eccesso di laicismo tra i Democratici non riscaldano i cuori ciò ovviamente non nega l’importanza delle questioni sollevate sotto il profilo etico e istituzionale. Il problema riguarda semmai l’eccesso di politicismo, il discutere del sesso degli angeli.
 
Come tanti compagni e amici ci chiediamo cosa dire e cosa fare per aiutare il Partito Democratico a uscire da questo stato di incertezza e di confusione. Certamente, la prima cosa è parlare al Paese con la concretezza, la forza e la credibilità dell’opposizione. Ma ciò di cui abbiamo bisogno come il pane è ridefinire la base su cui si sta costruendo questo nuovo soggetto politico. La sua visione delle cose.

È su questo che abbiamo bisogno di un confronto anche duro ma schietto. Perché - come sappiamo - i partiti non si inventano. E se non vogliamo ridurci a componenti che si attestano a difesa delle loro vecchie identità (perché dopo la sconfitta era inevitabile che accadesse), cioè di quello che sono state in una Italia che, peraltro, non c’è più, è sul futuro che dobbiamo discutere. E quindi sulla “missione” di questo partito; sulla sua funzione storica rispetto alla crisi della nazione italiana, di cui la destra e il leghismo non sono certo la medicina ma il sintomo; sul suo posto nel mondo.

C’è quindi qualcosa di paradossale nella crisi di forze riformiste come il Pd. Qui si sta aprendo un problema politico enorme certo molto complesso e pieno di contrasti e contraddizioni ma non meno grande di quello che fu il conflitto di classe nel Novecento. È il problema di creare nuovi strumenti di governo, nuove istituzioni e nuovi organismi democratici attraverso i quali gli uomini moderni possano esercitare i loro diritti umani e decidere del futuro loro e del Pianeta. Qui si tratta di mettere in campo un pensiero critico che (stia tranquillo Rutelli) è il contrario del vecchio estremismo.anche perchè riformismo e radicalità non sono una coppia in opposizione anzi......
E questo è anche il terreno per un arco molto più ampio di alleanze possibili fondate non solo su interessi economici ma su culture che si confrontano e su bisogni ideali che chiedono di entrare - come le religioni - nello “spazio pubblico”.
Ma, dopotutto, non è per questo che si è posto alla coscienza di tanti compagni come noi il problema di uscire dai vecchi confini per dar vita a un nuovo soggetto politico più moderno e più avanzato rispetto alle culture riformiste del passato? Vogliamo buttare tutto all’aria perché la destra ha vinto quella che è una battaglia ma non la vera guerra?
 
 
Per la sinistra europea si tratta di decidere se rimanere prigioniera di un modello di sviluppo e di società in crisi, oppure se rappresentare un nuovo pensiero critico sull’esistente. Se facciamo questa scelta (che significa una diversa visione dello sviluppo e della globalizzazione imperniata sul rilancio del multilateralismo, e quindi sulla funzione dell’Europa e che si accompagni a una lotta volta a rafforzare i meccanismi di integrazione sociale, a ridurre le disuguaglianze e a incrementare la produzione di beni pubblici) noi pensiamo che si possano creare le condizioni per battere la destra.
 
Infine ci si sente in animo di lanciare una proposta. E’ un’idea temeraria pensare a nuovo giro d’Italia di Veltroni da organizzare molto presto, con la presenza attiva e convinta degli altri leader del Pd? È un’idea stravagante quella di rivitalizzare il popolo del Pd, sottraendolo alle sue solitudini e alle sue depressioni? È un’idea sbagliata mettere al centro di questa campagna della fiducia la dignità del lavoro? Quel lavoro umiliato dai cinque manager che guadagnano come 5mila operai. Sfruttato da quei governi europei di destra (l’italiano e il francese a braccetto) che vogliono l’orario di lavoro «libero», anche 65 ore settimanali se necessario. Minacciato da quegli industriali che sognano un ritorno all’età della pietra e ai contratti individuali. E dai ministri del lavoro che si propongono l’abolizione di una delle poche leggi contro l’abuso di potere dei confronti dei giovani assunti: quella che proibisce le dimissioni in bianco, cioé senza data, al momento dell’assunzione. Non sarebbe straordinario vedere le piazze italiane di nuovo affollate per gridare no al lavoro che uccide? Non ne guadagnerebbero la forza del Pd e dell’opposizione?
 
 
P.S.
Avrete notato che nell’articolo si utilizza il “noi”.
Questo post ho avuto l’onore di poterlo scrivere con due autorevoli “penne” come Antonio Padellaro e Alfredo Reichlin.
Li ringrazio pubblicamente per aver accettato il mio invito a scrivere a “6 mani” un post sul PD.
postato da: messapico85 alle ore 11:20 | link | commenti (2)
categorie:
sabato, 14 giugno 2008

L'INCAPACITA' DI PENSARE



“Come scriverei bene se non ci fossi! Se tra il foglio bianco e il ribollire delle parole e delle storie che prendono forma e svaniscono senza che nessuno le scriva non si mettesse di mezzo quello scomodo diaframma che è la mia persona!”

Certe volte mi trovo ad incollare pensieri e parole degli altri, di chi, come me,  prima di me, si nutre della vita. Svendo i falsi d’autore per acquistare l’ originale ma in fondo  siamo tutti delle copie…..tutte brutte copie, dove il meglio del peggio è il pessimo .

Le mie cose, le persone che incontro, le emozioni, la rabbia, lo stupore, la vergogna, l’ amore, la passione le porto sempre con me. E’ un pò come se avessi la mia segreta cantina di vini preziosi, le mie monete d’oro in tasca, i miei dadi fortunati da girare fra le dita e lanciare all’improvviso. Oggi l’uomo comune è caratterizzato dalla sua superficialità e mediocrità, che non  è   neppure stupidità ma si avvale costantemente dell'incapacità di pensare.

Una cieca obbedienza porta alla "normalità",  non si  riflette sul contenuto delle regole ma si  applicano incondizionatamente . Siamo tutti terribilmente normali. E questa normalità è più spaventosa di tutte le atrocità messe insieme, perché c’è chi commette i suoi crimini in circostanze che quasi gli impediscono di accorgersi o di sentire che agisce male. La capacità di pensare ha dunque la potenzialità di mettere l'uomo di fronte ad un quadro bianco senza bene o male, senza giusto o sbagliato, ma semplicemente attivando in lui la condizione per stabilire un dialogo con se stesso e permettendogli dunque di deliberare un giudizio circa gli eventi. Oggi la capacità di pensare appare come ricerca inutile, sull’orlo dell’abisso, appare soltanto come la caricatura di uno stridente desiderio di perdere coscienza, di ritardare in un gioco intellettuale scintillante e sorridente, un’angoscia per l’imminente catastrofe, di un’ atmosfera allucinata  in cui ogni filo è destinato a rompersi e ogni realtà si rivela fantomatica.

postato da: lanuovaeva alle ore 09:45 | link | commenti (3)
categorie:
giovedì, 12 giugno 2008

Parliamo di turismo



Riporto fedelmente un articolo di Paese Nuovo:

“Dopo l’ennesimo disservizio verificatosi giorni fa per  un volo in partenza dall’aeroporto “Papola Casale” di Brindisi, Salento libero Regione ritiene giusto che istituzioni ed enti decidano finalmente di collaborare sinergicamente per venire incontro agli interessi reali della comunità Salentina. Problemi questi, che posso nuocere all’immagine del Salento e alla vocazione turistica del territorio. Salento Libero Regione ritiene che debbano essere stabiliti, una volta per tutte, dei punti fermi in merito al problema dei collegamenti aeroportuali della nostra terra ed in tal senso chiede: che venga destinato ad un uso civile l’aeroporto di Galatina almeno nei periodi di maggiore afflusso turistico; che sia costruita una società di gestione degli aeroporti salentini lontana dalla logica “baricentrica” della società “Aeroporti di Puglia”, per consentire al territorio di scegliere autonomamente le rotte più utili alle sue specifiche esigenze; che vengano estromessi dai prossimi bandi per l’attivazione delle tratte, le compagnie inaffidabili; recuperare strutture esistenti e mai realmente operative come l’Aeroporto di S. Cataldo, funzionale agli scali di piccola e media distanza.

Questo breve articolo mi induce a pensare all’ emergenza turismo, di come il nostro territorio sia isolato e difficile da raggiungere. Il turismo è un fenomeno complesso ma di certo una risorsa per la nostra terra, che ha tanto da offrire e da promuovere. Molte persone potrebbero pensare che nel nostro paese, non c’è tempo per pensare al turismo, all’ arte, alla cultura con la mole di problemi che ogni giorno ci troviamo a fronteggiare, invece io voglio che si rifletta su questo tema. Il turismo può essere fonte di ricchezza e stimolo  per una crescita che potrebbe coinvolgere vari settori: Ambiente, Cultura, Università, Trasporti…e questi sono solo alcuni … Non basta il rinnovo  del centro storico, non basta il basolato!!!!!! Il turismo ha bisogno di uno studio attento del territorio prima, e delle strategie di marketing mirate e favorire il flusso turistico poi, semplici spunti da semplice  blogger.

 

 

postato da: lanuovaeva alle ore 16:41 | link | commenti
categorie:
lunedì, 09 giugno 2008

......A TREPUZZI......


Alla luce delle note criticità che oramai da tempo caratterizzano la gestione dei rifiuti urbani in alcune Regioni del Sud Italia ed al fine di scongiurare analoghi scenari nella nostra comunità, l´Amministrazione Comunale di Trepuzzi ha inteso rinnovare, radicalmente, il servizio di raccolta dei rifiuti urbani. Nel mese di giugno, infatti, sarà dato avvio al nuovo servizio di raccolta porta a porta dei rifiuti urbani che consentirà di ridurre i rifiuti da smaltire in discarica e di incrementare significativamente la raccolta differenziata, contenendone i costi.

Le importanti novità saranno comunicate ai cittadini con una massiccia attività di informazione (incontri pubblici, depliant, manifesti).

Affinché il nuovo servizio di raccolta dei rifiuti sia conosciuto e compreso dalla cittadinanza e, quindi, raggiunga i risultati attesi, è stata organizzata una massiccia attività di informazione: manifesti affissi in tutto il paese, distribuzione depliant informativo, assemblee pubbliche nei quartieri, incontri con associazioni e commercianti, incontri con gli alunni della Scuola Primaria (3^, 4^ e 5^ elementare) (i bambini verranno coinvolti nell’iniziativa sviluppando in loro una coscienza ambientale affinché promuovano la raccolta differenziata nelle loro famiglie).

Successivamente ogni utenza riceverà una brochure che spiegherà in dettaglio la nuova formula della raccolta porta a porta e l’intero servizio di raccolta dei rifiuti.

L’Ufficio Ambiente del Comune di Trepuzzi svolgerà, infine, l’importante ruolo di front office per fornire notizie e chiarimenti.

All’assemblea, coordinata da Francesca Perrone, dell’Ufficio di Staff del Sindaco, saranno presenti: Cosimo Valzano – Sindaco di Trepuzzi, Tommaso Elia - Assessore all´Ambiente del Comune di Trepuzzi, Paolo Capodieci – Dirigente Ufficio Tecnico Comunale, Marco Montinaro - Amministratore Servizi Pubblici Ambientali S.p.A., Marcello Caramuscio - Responsabile della Servizi Pubblici Ambientali S.p.A.

Il rinnovamento radicale del servizio di raccolta dei rifiuti urbani prevede la “scomparsa” dei cassonetti stradali e la raccolta dei rifiuti con il sistema del porta a porta affinché, in ottemperanza agli obiettivi previsti dal Decreto del Commissario Delegato per l’emergenza Ambientale in Puglia n. 187/2005, considerando l’assenza di impianti di compostaggio di bacino, nel Comune di Trepuzzi si raggiunga un livello pari al 34% di raccolta differenziata.

La raccolta delle frazioni umida residuale, multimateriale leggera (carta, plastica e metalli), vetro avverrà con la modalità "porta a porta" con consegna di appositi contenitori alle utenze domestiche e a quelle non domestiche. In particolare, le utenze domestiche saranno dotate di bidoncini e buste in plastica di capacità variabile a seconda della frazione, quelle non domestiche di contenitori carrellati da 240-360 lt, in plastica.

Frequenza di raccolta: quattro volte a settimana (lunedì, mercoledì, venerdì e sabato) per umida residuale, una volta a settimana per frazione multimateriale (carta – plastica – metalli) e vetro. Ciascuna utenza dovrà, negli orari prestabiliti, porre a marciapiede il contenitore riempito della corrispondente frazione.

Per le strutture condominiali sarà prevista una o più batterie di contenitori da 240-360 lt, uno per ciascuna delle tre frazioni. I contenitori verranno ubicati in spazi pubblici o privati ad utilizzo pubblico, così che gli operatori addetti allo svuotamento potranno avere libero accesso. La migliore collocazione dei suddetti contenitori verrà stabilita in fase esecutiva, in comune accordo tra l'azienda, il comune e gli amministratori (o rappresentanti) di condominio.

Il nuovo servizio non consisterà solo nella raccolta dei rifiuti (secondo il nuovo metodo spiegato nel depliant allegato), ma vi sarà una rimodulazione del servizio di igiene urbana (spezzamento e pulizia delle strade, sanificazione ambientale (disinfestazioni antilarvali, disinfestazione antialata, disinfezione, derattizzazione), raccolta carogne animali di piccola taglia, raccolta rifiuti abbandonati).

Sarà potenziato il compostaggio domestico mediante la consegna di ulteriori 50 composter ai cittadini che ne faranno richiesta.

I cartoni prodotti dalle utenze non domestiche saranno raccolti a marciapiede. In particolare, dette utenze dovranno, negli orari prestabiliti, porre a marciapiede i cartoni schiacciati. La frequenza di raccolta sarà di 3 interventi alla settimana.

I r.u.p. saranno raccolti mediante contenitori stradali dislocati in corrispondenza di specifici esercizi commerciali, farmacie, ambulatori, ecc., di contenitori dotati di apposite buste per la raccolta di farmaci scaduti, contenitori etichettati T/F e pile esaurite. La frequenza di svuotamento sarà quindicinale.

I beni durevoli ed ingombranti saranno raccolti a marciapiede per le utenze domestiche, le quali, negli orari prestabiliti dovranno porre i rifiuti sul marciapiede antistante la propria abitazione.

La frequenza di raccolta sarà di due interventi alla settimana, su prenotazione al numero verde aziendale o all’Ufficio Ambiente.

Isola ecologica: L’ATO LE/1 realizzerà nel territorio di Trepuzzi l’Isola ecologica, importante struttura che farà parte integrante di questo nuovo servizio di raccolta differenziata poiché tutti i servizi di raccolta differenziata potranno fare riferimento anche ad essa.

Tutte le frazioni secche, non pericolose, riciclabili e non (multimateriale, vetro, cartoni, ingombranti e beni durevoli) potranno essere conferite nell’isola ecologica, negli orari di apertura al pubblico, direttamente dai cittadini.

«Il nuovo servizio di raccolta porta a porta spinto permetterà una migliore gestione dei rifiuti urbani – ha affermato l’Assessore all’Ambiente, Tommaso Elia – e ci permetterà di raggiungere i livelli richiesti di raccolta differenziata. Sono molto fiducioso poiché la comunità trepuzzina ha dimostrato in questi anni di avere una buona coscienza ambientale e di impegnarsi discretamente nella raccolta differenziata dei rifiuti: infatti, seppur siamo lontani da quel livello del 34% previsto dalla legge, la percentuale di raccolta differenziata pian piano sta aumentando e già è di poco superiore rispetto alla media dei paesi dell’intera provincia.

La rimodulazione del servizio di raccolta dei rifiuti, concordata con la Servizi Pubblici Ambientali, ci permette di avere un servizio più funzionale alle esigenze della nostra comunità. Realisticamente ritengo che soprattutto in questa fase iniziale ci sarà qualche piccolo problema dovuto al fatto che dovremo cambiare le nostre abitudini, scompariranno infatti i cassonetti stradali (e con essi tutti i disagi legati alla loro presenza), bisognerà memorizzare le nuove regole e attenersi ad esse; ci rendiamo conto che sarà necessario da parte di tutti un po’ di attenzione e, perciò, chiediamo ai nostri concittadini l’impegno necessario.

È, inoltre, importante sottolineare come la rimodulazione del servizio non comporterà alcun aggravio economico né per il Comune, né per i cittadini. Grazie al nostro impegno e a quello della S.P.A., infatti, la razionalizzazione del servizio permetterà non solo di contenere i costi ma, anzi, di aumentare il monte ore deii lavoratori: due di loro passeranno al tempo pieno (da 20 a 36 ore), mentre sette altri passeranno da 20 a 30 ore.»

 

 

A Galatone invece tutto tace!!!

La maggioranza AN-UDC(o meglio Miceli-Fracasso) come si muoverà nei prossimi mesi?

Proporrà ancora discariche e termocancrizzatori o finalmente proporrà qualcosa di serio come fatto ad esempio dal Comune di Trepuzzi?

Sindaco, a Lei la parola.

 

Tratto da "Il paese nuovo"

postato da: messapico85 alle ore 13:15 | link | commenti (3)
categorie:
venerdì, 06 giugno 2008

MICELI, E LE QUOTE ROSA?

 

La notizia va approfondita ma merita la massima attenzione.

Da quando è stata nominata l’attuale giunta a tutti non sarà scappato di notare che nella squadra di governo Galatonese non vi sono donne!!!

Oltre a considerazioni “politico-sociali” da ieri vi potrebbe essere anche qualche risvolto legale.

Mi spiego.

 

Ieri il TAR di Lecce si è espresso  in merito al ricorso proposto da alcune esponenti del Pd - prima firmataria la consigliera Rita Quarta – a seguito della bocciatura il 7 marzo 2008 da parte del Consiglio comunale di Lecce della proposta di modifica degli art. 65 e 69 del vigente statuto comunale.

Il primo articolo, nella proposta delle consigliere del centrosinistra

(Mangia, Martino, Spagnolo,Molendini e Francesca Quarta), prevedeva tra l’altro che ai fini delle pari opportunità tra uomo e donna, venisse assicurata la presenza di entrambi i sessi nella Giunta e, a tal fine, che nelle nomine nessuno dei due sessi potesse essere rappresentato in misura superiore a 2/3 dei componenti da nominare.

L’art. 69 indicava invece che, sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio, fosse il Sindaco a provvedere alla nomina, designazione e revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, Aziende e Istituzioni nel rispetto delle pari opportunità uomo-donna con il criterio già- indicato nell’art. 65 dello Statuto, ovvero nel rispetto dell’art, 27 della legge 81/93.

In sostanza il Comune di Lecce avrebbe violato sia gli art. 6 comma 3 del decreto legislativo n. 267 del 2000 (il quale prevede tra l’altro che gli statuti comunali stabiliscano norme per promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte), sia l’art. 51 della Costituzione come modificato dalla legge costituzionale n° 1 del 2003, in base al quale “la Repubblica promuove

con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donna e uomo”.

Il Tar, con l’ordinanza dell’altro ieri della prima sezione (presidente Aldo Ravalli), ha disposto che entro 90 giorni dalla notifica della medesima, il Comune di Lecce depositi copia delle deliberazioni adottate in attuazione dell’art. 51 della Costituzione, dell’art.6 del Testo unico degli Enti locali e dell’art. 109 dello Statuto comunale, ovvero la relazione sulle deliberazioni in corso di adozione, e ha fissato la Camera di Consiglio all’8 ottobre per la prosecuzione dell’esame della domanda cautelare.

 

In buona sostanza il caso dalle mani dei giudici amministrativi torna nelle mani della cosa pubblica ed appare orientato a diventare soprattutto e solo un caso politico: gli amministratori sono  infatti sollecitati a farsi carico della lacunosità della normativa ma anche delle lacune della politica, poco attenta ai principi e alle leggi sulla parità uomo-donna.

 

In tutto questo Galatone e soprattutto il suo sindaco Miceli come si comporteranno?

Miceli(che ricordo sta per entrare nel suo 7° anno di Governo e neanche nella sua prima esperienza aveva donne in giunta…)  continuerà con la politica del “vi piaccia o non vi piaccia” o riuscirà finalmente a dare peso alle rappresentanze di genere, avvalendosi delle donne le cui capacità e competenze possono arricchire la politica con la consapevolezza che ogni identità di genere, femminile o maschile, non è un caso limite, ma una possibile ricchezza da cui partire?

 

Sindaco a Lei la parola!!!

 

P.S. Dal 14 ottobre c’è un partito che annovera in tutti i suoi organi dirigenti il 50% di uomini e il 50% di donne e che ha portato (nonostante sia opposizione e non abbia goduto del premio di maggioranza) in Parlamento la più alta percentuale di donne nella storia della Repubblica.

Questo partito è il Partito Democratico.

Non è tutto ma è molto!!!

 

 

Dati "giudiziari" da: "Il Paese Nuovo"

postato da: messapico85 alle ore 16:02 | link | commenti (3)
categorie:

Teatro del Lemming

DIONISO E PENTEO

dioniso_3

 











con Fiorella Tommasini, Silvia Cova, Adriano Baccaglini, Mario Previato, Chiara Elisa Rossini, Boris Ventura, Alessio Papa, Diana Ferrantini e Katia Raguso • elementi scenici Ulrico Schettini e Martino Ferrari • collaborazione drammaturgica Roberto Domeneghetti • musica e regia Massimo Munaro


Il teatro che riflette su se stesso e ritorna alla sua primigenia dimensione rituale: questa l’idea fondante dell’opera Dioniso e Penteo – Tragedia del Teatro. Smessa la veste della finzione, il teatro torna ad essere luogo della rivelazione, della relazione reciproca e partecipata con lo spettatore che si trova, suo malgrado, catapultato nei panni di Penteo, l’essere razionale che lotta e soccombe alle sue passioni, alla volontà di Dioniso. Trascinato in un’orgia di sensi, ruoli ed immagini, proprio come il re di Tebe, scoperto a soddisfare la sua brama di spiare le Baccanti, muore per mano di sua madre Agave, baccante lei stessa, così lo spettatore diviene vittima dei suoi stessi istinti nel momento in cui li nega.

Si aboliscono le barriere solo per ripristinarle con più forza, i confini che sembrano dissolti sono sempre stati lì - era solo la nostra vista ad essersi offuscata.
La distorsione relazionale - che qui porta al suo dissolvimento completo - nasce dal rifiuto di riconoscere l'altro in noi, dal rifiuto e dalla negazione dei nostri istinti e desideri profondi che tornano a sbranarci non appena rifiutiamo di riconoscerli come tali.
In questo senso, il rapporto attori-spettatori si fa mimetico di rapporti esperiti sempre più spesso nelle relazioni col mondo che si stabiliscono appunto sotto il segno dell'opposizione e del non riconoscimento.




Lo spettacolo è per soli 7 spettatori. Si replica sia Giovedì 19 che Venerdì 20 giugno nei seguenti orari: 19,00 - 19,45 - 20,30 - 21,15 - 22,00 - 22,45 - 23,30.
(Lecce, Teatro Romano - progetto ECUMENES)

 

postato da: lanuovaeva alle ore 12:59 | link | commenti (2)
categorie: