TEMPO D' AUGURI
Loading. Per riprendere il linguaggio del computer, "riavviare" il sistema (non spegnerlo, non lasciarlo in standby: riavvia, ecco per raccontare l'anno 2008 oggi serve una clessidra, quella che compare sullo schermo quando il programma scelto si sta caricando, bene cari lettori carichiamo nella nostra clessidra tutti i mesi dell’ anno che tra pochi minuti se ne andrà e lasciamoli scorrere:
GENNAIO scorre con una montagna di rifiuti e dimissioni di Mastella. In Senato, tra mortadelle divorate in diretta tv e spumante a fiumi, volano sputi e insulti tra gli stessi senatori Udeur: uno degli spettacoli più grotteschi della repubblica italiana. Il giorno dopo iniziano le consultazioni al Quirinale.
FEBBRAIO Il tempo di avviare la procedura di scioglimento delle camere ed è già campagna elettorale. Il Caimano torna all’ attacco e Veltroni contribuisce alla nascita di un bipolarismo annunciato. Febbraio è anche il mese dell'abbandono da parte del "Lìder Maximo" della guida dell'isola di Cuba. Dopo 49 anni e 55 giorni di potere ininterrotto l'ottantunenne Fidel Castro lascia Cuba in eredità al fratello Raul. In America, prosegue la sfida delle primarie per accaparrarsi la candidatura per la presidenza Usa. E già si mormora “Yes We can”.
MARZO Il terzo mese dell’anno sarà ricordato per il trionfo di Josè Luìs Zapatero. L’ Italia sta vivendo l’ultimo mese prima delle urne tra polemiche accordi e le elezioni del nuovo presidente di Confindustria.
APRILE Il ritorno del Caimano la sinistra ormai affondata, si assiste all’ultima sfida che gli italiani seguiranno tra il Cavaliere e il Professore.
Ed i mesi di MAGGIO E GIUGNO scivolano via con alcuni temi….Sicurezza e scuola, ma anche Alitalia e giustizia impegnano le prime pagine dei giornali, ma è la crisi finanziaria a farla da padrona. In Italia come nel mondo.
LUGLIO . La prima parte dell'anno si conclude con il via libera al Senato del discusso “Pacchetto Sicurezza”. Tra Ferrero e Vendola una sfida tutta pugliese che ahimè delude un po’ le mie attese.
AGOSTO. Fra le polemiche sui diritti umani, in Cina iniziano le Olimpiadi, che procedono tra vittorie e diatribe. In America, si prepara il terreno per il rush finale delle elezioni presidenziali. Dopo la sovraesposizione mediatica che Obama ha ottenuto con la convention democratica di Denver, il suo avversario, John McCain, gli ruba per un paio di settimane le prime pagine dei giornali con la scelta, a sorpresa, di Sarah Palin come suo vice.
SETTEMBRE vola con Alitalia ed OTTOBRE per definizione “caldo” vede tutti gli studenti coinvolti contro la meravigliosa riforma Gelmini che rattrista tutti i bambini. Sono un milione le persone accorse nella capitale. Una moltitudine che sarebbe stata difficile da ignorare
NOVEMBRE Barack Obama è il 44esimo Presidente degli Stati Uniti d’America. Si tratta del primo afroamericano a varcare la soglia della Casa Bianca. La sua vittoria è massiccia. Ma Berlusca come al solito non perde occasione per ridicolizzare
DICEMBRE Mentre in Italia la crisi avanza e con essa anche la cassa integrazione in Israele, invece, la pace sembra diventare sempre più lontana.
Ed ora siamo arrivati a fine anno, la clessidra sta per far cadere gli ultimi granellini, alcuni granellini gli tratterremo per sempre altri invece scivoleranno via, ma una sola cosa resta da fare augurare un buon anno a tutti i Blogger, all' amministratore di questo blog che ha dato senso al tempo senza misurarlo, a tutti quegli che dissentono almeno per una volta,alle persone che credono nell' amore ed inseguono i sogni, perché l’ unica cosa di cui non si deve aver paura è la paura stessa.
Buon 2009

Regione Puglia
Antonio Maniglio
Presidente gruppo consiliare
L’ordinanza sui rifiuti
IMPEGNO FORTE PER SUPERARE L’EMERGENZA….
……ma paghiamo ancora i ritardi nei bandi del precedente e
fallimentare piano dei rifiuti
“I sindaci di Ugento e Presicce hanno ragioni da vendere. E ancor di più sono nel giusto i loro concittadini che da anni convivono con una discarica il cui impatto diventa sempre più problematico.
Ma è impensabile, nello stesso tempo, che il commissario governativo potesse emettere un’ordinanza per scaricare su altre province un problema di smaltimento dei rifiuti che riguarda la provincia di Lecce.
L’auspicio, pertanto, è che il mese fissato nell’ordinanza serva a trovare altre soluzioni dando un assetto definitivo a tutti il ciclo dei rifiuti.
Ciò che, invece, è inaccettabile è la canea orchestrata da Palese & company che ancora sperano di vedere la spazzatura in mezzo alla strada. Come se loro venissero dalla luna.
Ma chi vogliono imbrogliare? I problemi di questi giorni nascono proprio da quello che non è stato fatto o è stato fatto male negli anni passati acculando ritardi che solo in questi o in questi mesi, faticosamente, si stanno superando.
Vogliamo ricordare i dati? Il piano dei rifiuti Fitto fu approvato nel marzo 2001, ma i bandi per gli impianti furono firmati solo nel…dicembre 2004! Ben 45 mesi, quasi 4 anni, dopo il varo del piano.
Ecco perché oggi nel Salento e in Puglia c’è affanno, perché non si possono recuperare in pochi mesi simili ritardi.
Il piano Vendola, rimodulato per superare il sistema dei termovalorizzatori e incentivare la raccolta differenziata, è stato pubblicato nel dicembre 2005 e dopo quattro mesi (non quarantacinque!) sono stati già firmati i contratti con i vincitori delle gare, in particolare per gli impianti della LE2 e LE3.
La stessa chiusura di Nardò, d’altronde, non è stato un colpo di testa di Vendola ma la coerente conclusione di un processo concertativo che aveva coinvolto anche la precedente gestione commissariale di FITTO.
E d’altronde l’eredità della destra, che oggi vorrebbe impartire lezioni di buongoverno, c'è la racconta
Non solo. La gestione commissariale di Fitto è stata segnata da “inerzia e inefficienza: in tredici anni non è cambiato nulla. Il piano regionale dei rifiuti è stato un fallimento.”
E ha evidenziato una “non corretta gestione amministrativa, con una totale assenza di pubblicità, concorrenza e trasparenza nell’attribuzioni di incarichi esterni”.
Questo dicono i dati: “dal 2000 al 2005 si è speso 1 milione e mezzo per collaborazioni, e solo 1 milione per la raccolta differenziata, e dal 2002 al 2004 ben 6 milioni di euro per consulenze esterne.”
L’ordinanza su Ugento pone problemi nel rapporto con i comuni interessati.
Ma ad oggi, nonostante i profeti di sventura, non c’è un solo sacchetto di spazzatura in strada.
E siamo convinti che nelle prossime settimane, grazie all’azione congiunta di Regione e Provincia di Lecce, si troveranno soluzioni utili per tutti i salentini.”
Lecce, 30 dicembre 2008
Antonio Maniglio
LA NORMALITÀ
di Vincenzo Cerami
“La felicità che il mio cuore rimpiange non è fatta di momenti fuggitivi, è fatta di uno stato semplice e permanente che non ha niente di vivace in se stesso.
È la durata di questa semplicità quotidiana ad accrescere la felicità fino a renderla suprema”.
Questa è l’idea che Rousseau aveva dell’essere felici. Sembrerebbe il manifesto della moderazione e della misura se alla fine egli non parlasse di felicità suprema.
Rousseau non è interessato ai picchi dell’emozione, ma a una condizione di leggera letizia che per il semplice fatto di durare nel tempo diventa sublime.
Diciamolo, oggi è diventata rivoluzionaria la parola più conservatrice e retriva pronunciata fin dagli anni Sessanta: normalità.
La normalità è sempre stata sinonimo di conformismo e di stanca ritualità quotidiana.
Considerare negativamente lo zabaione di cretineria, imbecillità, stupidità e follia, che secondo l’Umberto Eco del “Pendolo di Foucault”, rappresenta l’essenza della persona normale, è diventato drammaticamente inattuale.
L’anormale, il transfuga, lo stravagante, il diverso si sono ridotti a patetici pantomimi in un palcoscenico, come quello dei nostri giorni, completamente fuori quadro.
Il flusso di casualità e di improvvisazioni che porta avanti la nostra esistenza di tutti i giorni non crea punti di riferimento certi, né modelli di comportamento: viviamo di momenti fuggitivi, qui esaltanti lì deprimenti, senza un filo rosso che li lega, quindi senza un destino.
Nel caos si va formando con urgenza il mito della normalità, cioè il desiderio di un stato di media felicità, “che non ha niente di vivace in se stesso”.
Obama ne ha fatto una bandiera: “Tutti gli americani condividono sogni semplici: un salario, una sanità su cui contare, una pensione garantita, istruzione e opportunità per i nostri figli”.
La felicità di oggi è la realizzazione di questi sogni semplici.
I figli degli altri
di Marco Travaglio
Il Giornale berluscomico dedica mezza dozzina di pagine al giorno allo sciagurato figlio di Di Pietro,beccato a raccomandare amici a un dirigente dei Lavori pubblici poi trasferito dal padre. «Tutti gli intrallazzi del clan Di Pietro», «Fatti avanti Tonino», «Viaggio nell’Italia dei Disvalori», «Di Pietro sapeva dei maneggi del figlio», «L’ex pm ammette: mio figlio scorretto», «Intrallazzi, la finta pulizia di Di Pietro», «Per l’ex pm tutto è lecito», «Di Pietro finto giustiziere», «L’ultima capriola di Tonino».
Nel luglio 2004 si venne sapere che Marina e Piersilvio Berlusconi erano indagati a Milano col padre non per qualche raccomandazione, ma per ricettazione e riciclaggio nell’inchiesta sulla compravendita di diritti cinematografici in America tramite società off-shore (poi la loro posizione fu archiviata).
Il Tg1 di Mimun non diede neppure la notizia. Mario Cervi, sul Giornale, implorò i giudici di lasciar perdere i due pargoli: «Ci si rivolga al Cavaliere. Marina e Piersilvio, dirigenti di fresca data e fresca età, non c’entrano, direbbe chiunque».
I figli non s’indagano e basta.
Anche se sono presidente della Mondadori e vicepresidente di Mediaset. «Oltretutto», osservò Il Giornale, «la faccenda di cui si discute l’acquisto di diritti cinematografici, pensate un po’! -non è di quelle che evocano il codice penale, semmai le contrattazioni aziendali».
Ecco: il falso in bilancio, la frode fiscale, la ricettazione e il riciclaggio contestati nel fascicolo Mediaset non sono reati, ma «contrattazioni aziendali». Non per tutti, però.
Dipende dal cognome.
Il blog e i suoi amministratori con questo video augurano buone feste e sperano che il 2009 sia un anno pieno di sorrisi e serenità per tutti.
UN PARTITO AL BIVIO
di Gianfranco Pasquino
Riconoscere che nel Partito Democratico esiste una questione, abitualmente, ma impropriamente, definita, morale è l'imprescindibile punto di partenza del necessario ripensamento di che cosa è e che cosa dovrà essere il Partito Democratico.
Gli affaristi in politica si trovano in tutti i partiti, in alcuni addirittura a partire dal vertice.
Ma questa non è né una consolazione né un'assoluzione. La questione morale è davvero una questione politica. Discende dalla fretta con la quale è stato lanciato, non costruito, poiché in non poche zone, ancora non esiste, il Pd. Non è mai stato chiaro quale organizzazione il Pd dovesse darsi, quali metodi di reclutamento, selezione, promozione e, non da ultimo, rimozione di dirigenti e rappresentanti.
Non esiste una scorciatoia organizzativa che, per di più, pretenda di ottenere fulminei successi politici e elettorali sommando gruppi dirigenti senza nessun ricambio e senza nessun conflitto di idee,ma anche fra persone.
Il Partito Democratico ha perso le elezioni politiche, ma i dirigenti non hanno mai smesso di vantare un risultato positivo. Sicuramente, nessuno di loro ha perso la sua carica.
Questo, però, non può essere il metro di giudizio a meno di affondare nella perniciosa autoreferenzialità.
Se avanza Di Pietro non è per il suo giustizialismo che, in buonissima sostanza, è richiesta di applicazione rigorosa delle leggi. E' perché gli elettori, in special modo, nell'ambito della sinistra, vogliono rigore e non compromessi, opposizione e non inspiegabili e insostenibili dialoghi. Insomma, è ora di ripulirsi dagli arrivisti, alcuni dei quali già arrivati da tempo e riciclati, di abituarsi all'idea che il Pd starà all'opposizione per cinque anni, di scrivere l'agenda delle cose da fare interpretando al meglio, come fanno alcuni governanti locali al Nord, le esigenze di oggi e di domani della società italiana.
Per papà un Natale da cassintegrato
e noi con l'albero felici lo stesso
Ma papà non sembra consolarsi, dice di essere un fallito, perché non è riuscito a dare tranquillità e sicurezza alla sua famiglia. Si sente un fallito, perché ha caricato mamma di mille preoccupazioni e, nonostante gli sforzi, con quel misero stipendio di operaio, che portava in casa, non si riusciva ad arrivare a fine mese. Si sente un fallito perché non riesce a dare ai suoi figli un futuro sereno: non può portarci al cinema o al ristorante, ma neanche comprarci dei vestiti nuovi o una fetta di carne in più al posto delle solite verdure. Mamma allora si siede accanto a lui, lo guarda negli occhi e gli dice determinata e lucida: "E' LO STATO CHE HA FALLITO" non tu, lo Stato che non riesce a dare benessere ai suoi cittadini e sta producendo sempre più "nuovi poveri".
Papà allora la guarda e le chiede se c'è speranza che le cose cambino e mamma gli risponde che a Natale tutto può succedere, i desideri possono avverarsi. Corro in cucina, li abbraccio forte e mi rendo conto di aver avuto dalla vita il regalo più bello: la mia famiglia, povera ma dignitosa, ed è una ricchezza che nessuno potrà mai togliermi.
Ragazza che ha scritto a www.repubblica.it