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sabato, 28 febbraio 2009

LETTERA DI UNA PRECARIA

Dal prossimo primo settembre sarò, con buone probabilità, non più insegnante precaria, ma semplicemente disoccupata!

A giorni compio 46 anni e dopo 10 anni di precariato nell' università e 11 nella scuola, a mia figlia dovrò dire che forse dovrò rinunciare a parecchie cose, visto che in casa entrerà uno stipendio in meno.

Sarò infatti una delle vittime del taglio drastico delle cattedre d'italiano, Storia e Geografia alle medie. Molto drastico, perché si tratta, grazie ai provvedimenti Gelmini/Tremonti, del 25% delle cattedre, che sugli alunni avranno l'effetto di 2ore in meno d'Italiano la settimana (le ore scenderanno a 5, lo stesso numero propongono per Inglese).

Quest'anno non sono diventata di ruolo per tre posizioni in graduatoria e questo perché mentre per tutti gli altri insegnamenti sono state fatte immissioni in ruolo pari al 48% dei posti vacanti, per la mia classe di concorso si sono limitati al 24% in previsione dei tagli. E tutto questo nel silenzio più assoluto... In tutto siamo stati 2000 a condividere la stessa sorte... 2000 persone destinate per quest'anno ancora alla precarietà e per il prossimo, insieme purtroppo a tante altre (svariate

migliaia), alla non occupazione.

Ho passato un'estate nello sconforto, con mia figlia che vedendomi piangere (sono, ti assicuro, una donna risoluta e pratica, ma sono stata presa da una disperazione che mi ha disarmato) mi ripeteva «ma dai mamma, vedrai che le cose andranno meglio».

In una di queste giornate nere mi sono decisa a presentare la domanda come collaboratrice scolastica, bidella per capirci. E due settimane fa sono uscite le graduatorie definitive e ho ricevuto moltissime chiamate per incarichi annuali fino al 30 giugno. Ho risposto che per quest'anno ancora facevo la prof, ma di tenermi in considerazione per il prossimo anno. Da una scuola mi hanno risposto «Mi scusi, ma non pensa che una laureata dovrebbe avere altre aspirazioni?», da un'

altra «Poverina ha ragione, abbiamo appena verificato che qui l'anno prossimo si perderanno 4 posti della sua classe di concorso».

Una possibilità di occupazione? No, neanche su questo posso farmi illusioni, la iattura dei tagli sarà terrificante anche per il personale Ata e quindi, neanche la bidella mi faranno fare.

Sono stanca, molto stanca...

Nel frattempo mia figlia cresce e da grande vuole fare la professoressa come me, ma ormai aggiunge «se mela faranno fare». L'anno prossimo inizierà il liceo... verrebbe da chiedere se fosse possibile farle ereditare la mia posizione in graduatoria, almeno il mio infinito precariato avrebbe un senso... Tutte queste vicende mi hanno anche allontanato dal sindacato, il »Mai più precari» è stato uno slogan che non ha trovato seguito. Siamo utili come bandiera, ma difficili da gestire...

Quest'estate poi non ho trovato nemmeno una riga sulla sorte di 2000 insegnanti di Italiano, ovviamente la cosa avrebbe meritato una qualche iniziativa di protesta, ma mi sarei accontentata anche di un qualche comunicato.

Quello che però mi ha più ferito è stato il fatto che le persone con cui in sindacato collaboravo più direttamente, non si sono degnate di farmi una telefonata, almeno di solidarietà... E questo dopo tanto lavoro fatto con passione e sacrificio, iniziative, assemblee, consulenza...

Pazienza, la mia tessera è lì, nel borsellino. Ogni tanto ho voglia di ritirare la delega e anche

qui mia figlia ha un ruolo fondamentale.

È fiera, nonostante abbia solo 13 anni, di far parte di una famiglia di sinistra ed è affezionata alla

Cgil, che con passione vede come una condivisione di ideali alla quale non si può rinunciare...

So di essere stata prolissa,ma so anche di essermi limitata all'essenziale, o per meglio dire al personale.

Perché precariato a parte, cosa vogliono fare della scuola italiana?

Ci lamentiamo delle carenze in italiano dei nostri giovani e cosa facciamo per risolvere il problema,

diminuiamo le ore dedicate alla nostra lingua? E ancora, chi farà l'ora alternativa all'insegnamento

della religione cattolica?

Questa era affidata agli insegnanti di italiano nelle loro ore a disposizione, sacrificate sull'altare

dei tagli. Metteremo i ragazzi che non si avvalgono dell'insegnamento della religione cattolica in attesa sui corridoi? Sembra che la cosa non riguardi nessuno, nemmeno la Cgil, che su questo argomento potrebbe costruire una bella battaglia di principi, una di quelle che però, a quanto pare, nessuno vuole più combattere...

 

Prof. Amalia Perfetti

                                                                                        Precaria

postato da: messapico85 alle ore 15:50 | link | commenti
categorie: sfoghi
venerdì, 27 febbraio 2009

RICEVO E PUBBLICO

PD

COMUNICATO STAMPA MANIFESTO RAZZISTA A GALATONE

ON. BELLANOVA: «BANDO AGLI ATTEGGIAMENTI RAZZISTI E ALLE LETTURE FUORVIANTI DELLA REALTA’»

 

L’onorevole Teresa Bellanova interviene in merito al manifesto affisso a Galatone (Lecce) su iniziativadell’Associazione Rifugio Uruz e della Comunità militante Nanni De Angelis (sezione di Azione Giovani), cheriporta messaggi razzisti in riferimento allo stupro avvenuto a Roma: «Questo manifesto è un chiaro segnale di come le politiche del Governo stiano accentuando sentimenti di paura e diffidenza nei confronti del“diverso”, purtroppo coinvolgendo anche le giovanigenerazioni. Queste, invece, dovrebbero essere volano di una nuova società improntata sul rispetto delle differenze. Per il contenuto, la struttura e le parole utilizzate,giudichiamo questo manifesto fortemente razzista, e pensiamo quindi che nessuno possa permettersi di difendere tali atteggiamenti con posizioni strumentali. Ciò è valido amaggior ragione per chi è impegnato a livello istituzionale e dovrebbe avere a cuore l’interesse della collettività tutta, senza differenze di provenienza.

Ricordiamo, inoltre, che secondo i dati Istat 2007, inItalia le donne tra i 16 e i 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita sono ben sei milioni 743mila, e che gli autori di queste violenze sono soltanto in minima parte sconosciuti alle vittime. Nell’87per cento dei casi, infatti, gli autori sono partner o conoscenti delle donne.

Secondo dati del Ministero dell’Interno, infine, gli autori di stupro sono di nazionalità italiana nel 60,9 per cento dei casi. Bando,dunque, agli atteggiamenti razzisti e alle letture fuorvianti della realtà».

 
 
Lecce, 27 febbraio 2009
                                                    On. Maria Teresa Bellanova

postato da: messapico85 alle ore 17:03 | link | commenti
categorie: ricevo e pubblico

RICEVO E PUBBLICO

PD

Regione Puglia

Antonio Maniglio

Presidente gruppo consiliare


Nucleare in Puglia? Il 3 marzo mettiamo un punto fermo in Consiglio Regionale.

E la destra che in Puglia è anche

contro le biomasse cosa farà?

 

Il nucleare torna nell’agenda nel governo nazionale e la sua declinazione

concreta investe anche la Puglia.

Non è la prima volta. Anche nel 1980, in virtù delle peculiari condizioni

naturali della nostra regione, prima fra tutte il basso rischio sismico, l’area

tra Nardò e Avetrana fu individuata come sito ideale. Ma una straordinaria

mobilitazione popolare bloccò i progetti dell’Enel.

Oggi il tema ritorna e il governo ripropone l’opzione nucleare incurante dei

problemi tutt’ora aperti ereditati dalla prima stagione nuclearista.

Quanti sanno che le scorie prodotte dalle centrali italiane non sono state

ancora smaltite? E che da trent’anni si trovano in depositi “temporanei” in

attesa di individuare un sito?

Come si fa, pertanto, a riproporre oggi di tornare al nucleare di terza

generazione che pone problemi immensi sia per la sicurezza degli impianti

che per lo smaltimento delle scorie?

Il governo Prodi, a conferma che non c’è un atteggiamento

pregiudizialmente negativo, ha riammesso l’Italia nei centri di ricerca

internazionale che stanno lavorando sul nucleare di quarta generazione.

Sarebbe logico e lungimirante, se si dovesse fare l’opzione nucleare,

guardare a quelle ricerche.

E comunque ciò non interessa la nostra regione. In Puglia abbiamo già dato.

Lo vogliamo dire con nettezza, senza se e senza ma.

La nostra regione è tra le maggiori produttrici di energia ed esporta, a

proposito di federalismo solidale, l’88% di quanto produce.

Ma ciò non avviene a costo zero.

Per sostenere una rete energetica così potente i pugliesi pagano un prezzo

altissimo in termini di danni alla salute delle persone e di degrado

ambientale. E a nessuno è consentito chiedere ulteriori sacrifici alle nostre

comunità.

Queste, d’altronde, sono le scelte qualificanti del piano energetico

pugliese: riduzione della quantità di energia da fonti fossili, impulso alle

energie rinnovabili, risparmio energetico.

Ecco perché non c’è spazio per ipotizzare l’insediamento di una centrale

nucleare o di un sito per le scorie.

E siccome non possiamo passare i prossimi mesi a battibeccare su nucleare

SI’ nucleare NO è bene che il Consiglio Regionale, responsabile di fronte ai

pugliesi anche delle scelte energetiche, si esprima con chiarezza.

L’ordine del giorno del PD corrisponde a questa esigenza.

Ci assumiamo la responsabilità di dire no, per l’oggi e per domani,

all’insediamento di centrali nucleari o di depositi di scorie radioattive sul

nostro territorio.

E a questo è finalizzato l’ordine del giorno presentato a settembre dal Pd.

C’è la disponibilità, naturalmente, a introdurre eventuali modifiche

migliorative ma un punto è immodificabile: la Puglia deve dire un NO secco

e chiaro ad impianti nucleari sul suo territorio.

Antonio Maniglio

lunedì, 23 febbraio 2009

QUESTIONE QUOTE ROSA

Come i più attenti lettori ricorderanno qualche mese fa questo blog si è occupato di quote rosa e di parità di genere nelle giunte comunali.

Un tema che è attuale e calzante soprattutto a Galatone dove, ricordiamo, la giunta comunale non annovera presenze femminili.

Naturalmente tale mancanza è dovuta ad una volontà/necessità politica di Miceli&Soci ma questa vicenda induce anche ad altre riflessioni.

La  prima riflessione riguarda lo statuto comunale.

L’articolo 34 ( La composizione e poteri della Giunta ) dello statuto del Comune di Galatone recita così:

La Giunta comunale e' composta dal Sindaco, che la presiede, e da un numero massimo di assessori previsto dalla Legge 265/1999 e cioè pari ad un terzo dei componenti il Consiglio comprendendo il Sindaco, garantendo da parte del Sindaco, ove possibile, la presenza di entrambi i  sessi, ai sensi dell'art. 27 della legge 81/93.”

Questo articolo dello statuto È ILLEGITTIMO poiché la Corte Costituzionale, con la pronuncia n. 422/95, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della legge n. 81/93 che è proprio la legge a cui fa riferimento l'art. 34 dello Statuto del Comune di Galatone.

La battaglia da fare deve essere incentrata sulla modifica o meglio sull’adeguamento dello statuto sia all'art. 51 della Costituzione che recità così:

" Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra uomini e donne"

ed adeguato anche al testo unico degli enti locali art. 6 t.u. 267/00 che dispone:

"Gli Statuti comunali e provinciali stabiliscono norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna ai sensi della legge 125/1991, e per promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune e della provincia, nonché degli enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti".

Serve quindi una battaglia politica sull’adeguamento dello statuto comunale che oltre ad essere illegittimo non garantisce le parità di genere.

Un eventuale ricorso al TAR, sulle orme di ciò che è stato fatto a Lecce e Molfetta, non è inoltre fattibile poichè lo statuto e la conformazione del consiglio comunale, presenza di una sola donna, rendono difficile un eventuale battaglia legale.

 

In buona sostanza sono gli amministratori che devono farsi carico della lacunosità e della illegittimità della normativa ma anche delle lacune della politica, poco attenta ai principi e alle leggi sulla parità uomo-donna.

 

In tutto questo Galatone e soprattutto il sindaco Miceli e la sua maggioranza come si comporteranno?

Miceli(che ricordo sta per entrare nel suo 8° anno di Governo e neanche nella sua prima esperienza aveva donne in giunta…)  continuerà con la politica del “vi piaccia o non vi piaccia” o riuscirà finalmente a dare peso alle rappresentanze di genere, avvalendosi delle donne le cui capacità e competenze possono arricchire la politica con la consapevolezza che ogni identità di genere, femminile o maschile, non è un caso limite, ma una possibile ricchezza da cui partire?

 

Di certo non ci accontentiamo di Ginetto Filoni in gonnella o  dell’assessore Magurano con parrucca, anche se in tempi di carnevale……

 

Naturalmente mi scuso se involontariamente ho offeso qualcuno.

 

P.S. Ringrazio Serenella Molendini (Consigliera di parità di Provincia di Lecce e Regione Puglia) che ha contribuito, assieme a chi vi scrive, a questo lavoro sulla questione "quote rosa".

mercoledì, 18 febbraio 2009

LEZIONE DI LAICITÁ

 

Nei giorni scorsi abbiamo assistito al tam-tam mediatico e al dramma umano di Eluana Englaro.

È unanimemente riconosciuto che tale dramma si è consumato soprattutto a causa del fatto che vi è un vuoto legislativo e cioè che in Italia manca una legge sul testamento biologico.

Il testamento biologico (detto anche: testamento di vita, dichiarazione anticipata di trattamento) è l'espressione della volontà da parte di una persona (testatore), fornita in condizioni di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell'eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte (consenso informato) per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, malattie che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione.

Eluana purtroppo non ha avuto la possibilità per diversi motivi di avvalersi del testamento biologico (sia per il vuoto legislativo e sia per il fatto che non era in grado, poiché in coma, di esprimere il proprio diritto ad acconsentire o meno al proseguimento delle cure) e a decidere per lei è stata la magistratura ed il padre.

Magistratura che nei diversi gradi di giudizio ha ordinato che l'interruzione delle cure può avvenire in presenza di due circostanze concorrenti: lo stato vegetativo irreversibile del paziente e l'accertamento che questi, se cosciente, non avrebbe prestato il suo consenso alla continuazione del trattamento (garantito nel caso Englaro dal papà di Eluana).

Nel caso Eluana sono venute fuori tutte le debolezze della politica incapace di trattare e di risolvere problemi cosi delicati lasciando vuoti legislativi preoccupanti.

Vuoti legislativi che si registrano su altri temi delicati come eutanasia e unioni civili anche tra coppie omosessuali.

Su quest’ultimo tema vale la pena soffermarsi.

Si definiscono unioni civili tutte quelle forme di convivenza fra due persone, legate da vincoli affettivi ed economici, che non accedono volontariamente all'istituto giuridico del matrimonio, o che sono impossibilitate a contrarlo, alle quali gli ordinamenti giuridici abbiano dato rilevanza o alle quali abbiano riconosciuto uno status giuridico. La classe delle unioni civili è molto variegata nel mondo e comprende un'estrema varietà di regole e modelli di disciplina: in particolare, le unioni civili possono riguardare sia coppie di diverso sesso sia coppie dello stesso sesso.

L’Italia, tra i paesi del G8 ad esempio, è l’unico paese ad avere anche su questo tema un vuoto legislativo mentre paesi come Olanda, Belgio e Spagna oltre ad aver approvato il riconoscimento giuridico delle coppie non coniugate di qualunque sesso, hanno aperto il matrimonio alle coppie dello stesso sesso per realizzare la parità perfetta tra etero e omosessuali.

Ma oltre a questo, indipendentemente che l’unione civile riguardi etero o omosessuali, vi sono dei diritti fondamentali che con questo vuoto legislativo non sono garantiti come ad esempio:

 

1.   Se uno dei due partner ha bisogno di un intervento medico urgente e rischioso, l'altro non può autorizzarlo, visto che non figura come parente.

2.  Il convivente non può chiedere permessi di lavoro se il partner si ammala gravemente.

3.  Se uno dei partner è extracomunitario non può chiedere il rilascio/rinnovo del permesso o carta di soggiorno per convivenza con il partner italiano.

 

Questi sono solo alcuni dei diritti non riconosciuti!!!

 

Allora la domanda sorge spontanea: perché la politica su questi temi importanti non riesce a legiferare? Forse le ingerenze della chiesa nella vita politica italiana sono determinanti? Perché la politica italiana non riesce ad uscire fuori dal guscio e a staccarsi dalle pressioni vaticane? Forse perché non ci si può far sfuggire il serbatoio di voti che la chiesa garantisce?

A queste domande io voglio rispondere con la LEZIONE DI LAICITÁ che ieri sera Roberto Benigni ha dato sul palco di Sanremo.

http://sanremo2009.coolstreaming.us/video/il-video-integrale-di-benigni-a-sanremo-2009/

domenica, 15 febbraio 2009

ANCHE GALATONE HA IL SUO MASTELLA: FRACASSO

 

Ieri finalmente si è chiuso il cerchio. Ebbene sì, il puzzle politico che aveva portato alla caduta del governo Prodi è stato completato con i pezzi mancanti e cioè con il passaggio di Mastella al PDL.

La maggioranza che sosteneva Prodi si reggeva su un solo senatore…i vari gruppi Dini, Mastella, Bordon però nel gennaio 2008 non rinnovarono la fiducia a Prodi mandando a casa il governo di centrosinistra.

Dini fu candidato subito. Mastella era indagato e Berlusconi non riuscì mantenere la promessa alle politiche, ora con la candidatura alle europee e con l'accordo per le prossime amministrative il cerchio si è chiuso. Per Bordon invece fare riferimento alle intercettazioni Berlusconi-Saccà…

Berlusconi ha finalmente pagato il debito a chi lo ha aiutato a far cadere il governo Prodi.

Voglio ricordare brevemente la carriera politica del Mastellone nazionale: limitandoci a quella che è stata la 2° repubblica è stato ministro del 1° governo Berlusconi nel 1994, fu determinante assieme alla corrente Cossiga per la sfiducia al 1° governo Prodi e l’investitura di D’Alema a Palazzo Chigi, grazie ad una serie impressionante di salti della quaglia è approdato al ministero della giustizia del 2° governo Prodi ed ora al PDL.

È di immediata evidenza che ancora una volta hanno vinto il trasformismo e l’essere mercenario in politica e non una sana coerenza su valori e programmi.

Tutti questi salti della quaglia mi fanno pensare alla situazione politica galatonese ed in particolare a due tipi di riflessioni:

 

  1. Il nascente tavolo del centrosinistra, che tornerà a riunirsi mercoledì prossimo dopo due anni di silenzi, è sicuro di voler ospitare al suo interno chi mandò a casa il vecchio centrosinistra e la giunta di Luigi Vaglio?
  2. I tripli salti carpiati all’indietro,in avanti,sopra e sotto di Mastella quale personaggio politico galatonese vi ricordano? Non c’è dubbio Enzo Fracasso!!!

 

Su questo vale la pena soffermarsi, il Mastella Galatonese e cioè Fracasso è stato autore di numerosi salti della quaglia: nel 1998 si candidò a Sindaco con una coalizione moderata con una delle liste associate che faceva riferimento all’attuale ministro Fitto, poi nel 2003 con una lista “cattolici e riformisti” è parte organica del centrosinistra per poi nel 2007 ricandidarsi a Sindaco nel nome del Partito Democratico dopo aver distrutto il centrosinistra!!!

E non finisce qui…perché sempre nel 2007 il Mastella Galatonese e cioè Fracasso passa all’UDC flirtando con l’attuale maggioranza Miceli.

fassino_fracasso Casini (5)

Ecco, anche a Galatone un vero esempio di cerca-poltrona a tutti i costi sulle orme del Mastellone nazionale; Fracasso rappresenta quindi in modo esemplare  la capacità di assumere repentinamente posizioni differenti e/o alternative a quella immediatamente precedente.

Ma io mi chiedo e chiedo a tutti lettori, la ricerca forsennata e spasmodica di poltrone è vera politica o sete e fame di potere?

  

 

Breve Nota:

L’ultima puntata de “Il Portavoce” ospitava l’UDC Galatonese.

A mio modesto parere gli esponenti locali (Fracasso e Tundo) hanno preso in giro tutti, soprattutto per quanto riguarda la collocazione politica dell’assessore della Giunta Miceli Bove.

Hanno detto che è un amico e non un esponente dell’UDC……mha strano concetto di amicizia visto che l’assessore Bove presenziava alla visita di Casini a Galatone, alla chiusura della campagna elettorale dell’UDC accompagnando sul palco dei comizi il parlamentare D’Onofrio ed infine fa parte organica (a meno che non si tratti di omonimia!?!?!) della direzione provinciale dello stesso UDC (http://www.udc-lecce.it/struttura-udc/il-partito/direzione-provinciale).

D’altronde ci si può aspettare la verità da gente che rappresenta un partito in consiglio comunale (l’UDC) che non era riuscito ad eleggere nessun rappresentante e che grazie al sano trasformismo dei suoi rappresentanti Tundo-Fracasso ora è rappresentato?

      

Galatone, abbandono incontrollato di rifiuti 

discarica galatone

 

Durante il servizio di perlustrazione in tutto il territorio della Provincia di Lecce, la nostra pattuglia del Comando Provinciale Guardie Ambientali d’Italia stazione di Nardò ha individuato in contrada Sant’Angelo (Galatone), dei rifiuti di grosse  dimensioni abbandonati.

 

Sul posto, un ponte sotto un cavalcavia della SS101,sono stati depositati rifiuti di ogni genere anche pericolosi. Nel sito inquinato è stato rinvenuto materiale di escavazione e di ristrutturazione edile, pneumatici e materiale cementizio composto da ondulina di amianto;materassi, tubi in plastica usati per l’irrigazione agricola ecc...il tutto sotto un bel cartello di divieto di scarico. In particolar modo l’abbandono può essere pericoloso anche per la circolazione in quanto il materiale è stato depositato sulla carreggiata.

 

E' stata inoltrata regolare e formare denuncia presso l'Autorità Giudiziaria per gli opportuni adempimenti di legge.

 

L’associazione Nazionale Guardie Ambientali d’Italia,  ricorda che scaricare rifiuti senza autorizzazione è un reato e invita a denunciare le persone che lo fanno senza permesso.

Fonte: www.ilpaesenuovo.it

sabato, 14 febbraio 2009

vignetta
postato da: messapico85 alle ore 16:30 | link | commenti
categorie: per ridere
giovedì, 12 febbraio 2009

Niente Ici sui fabbricati rurali, l'emendamento votato al Senato

  

Finalmente una notizia positiva per l’agricoltura, l’approvazione dell’emendamento che conferma l’esenzione dell’Ici sui fabbricati rurali contenuto nel decreto “milleproroghe” che ha ottenuto oggi il via libera da parte del Senato. Ora la parola passa alla Camera ed è auspicabile che anche in questa sede venga confermato. In questo modo si porrebbe fine ad una delicata e controversa vicenda che potrebbe, se non risolta, avere pesanti conseguenze per gli agricoltori. Infatti, già nelle scorse settimane molti di loro hanno ricevuto da parte dei comuni avvisi di accertamento per richiedere il pagamento dell’Ici sui fabbricati degli ultimi cinque anni. Una situazione complessa che genererebbe forti contrasti fra gli enti locali ed i possessori dei fabbricati asserviti all’esercizio dell’attività agricola.

 

"D’altronde, abbiamo sempre sostenuto che si tratta di un’imposizione arbitraria. - scrivonp da www.notiziesindacali.com - Una tassa che colpisce in modo ingiustificato ed indiscriminato tutti gli agricoltori possessori di fabbricati rurali che in questi anni hanno provveduto al pagamento dell’Ici sui propri fabbricati mediante la tassazione del valore dei terreni agricoli che ricomprende anche quello dei fabbricati.

 

Per questa ragione, in queste ultime settimane avevamo sollecitato i parlamentari della regione affinché intervenissero, attraverso un’interpretazione autentica della norma, in maniera da evitare l’insorgere di un inutile e dannoso contenzioso che non avrebbe alcun effetto se non quello di accentuare il senso di sfiducia del mondo agricolo nei confronti delle istituzioni pubbliche". Ora il voto di Palazzo Madama rappresenta un significativo passo avanti per la definitiva soluzione del problema. L’ultima parola spetta, comunque, a Montecitorio che deve approvare il decreto entro il prossimo primo marzo, pena la decadenza. Per noi è, dunque, necessario procedere spediti per eliminare un’imposta ingiusta e penalizzante per migliaia di agricoltori.

Fonte: sudnews.it

postato da: messapico85 alle ore 09:13 | link | commenti (1)
categorie: politica, informazioni
lunedì, 09 febbraio 2009

...ALTRO CHE GEMELLAGGIO...

 

Il Consiglio Comunale è stato convocato giovedì scorso 5.02.2009 alle ore 15.30 per discutere e deliberare su :

 

1)      Patto di gemellaggio tra la Città di Galatone (Italia), la Città di EĹ‚K (Repubblica di Polonia) e la Provincia di Talsi (Repubblica di Lettonia). Approvazione del Consiglio Comunale.

 

Di solito partecipo con interesse ai consigli comunali ma questa volta, oltre che per impegni, pensavo che fosse solo una formalità e che non vi potessero essere grossi spunti politici.

Ed invece mi sono sbagliato, Miceli&Soci mi hanno smentito.

C’è subito da registrare che convocare un consiglio comunale con un solo punto all’ordine del giorno, dopo che 3 giorni prima ne era stato convocato un altro, conferma la inadeguatezza del Presidente del Consiglio D’Agati.

Inadeguatezza derivante dal fatto che l’evento gemellaggio era stato annunciato da mesi e che l’approvazione sarebbe potuta avvenire anche 3 giorni prima?!?!?

Ma la farsa non finisce qui!!!

Perché, da quanto mi è stato raccontato, l’approvazione del gemellaggio è stata veramente a rischio!!! Con tutte le conseguenze di carattere politico e di immagine che sarebbero ricadute sul paese.

Ebbene sì, la granitica maggioranza di Miceli&Soci non aveva i numeri per approvare il provvedimento o meglio li aveva ma c’era il rischio di non avere il numero legale poiché tra assenze (comprese quella del Sindaco) e mal di pancia vari la maggioranza poteva contare solo su nove consiglieri.

E di immediata evidenza quindi che solo la presenza dei consiglieri di minoranza ha garantito il numero legale ed ha evitato una figuraccia politica e un danno di immagine di proporzioni gigantesche.

Il consigliere Maglio (particolarmente combattivo nella seduta) ha inoltre sottolineato fortemente il fatto che la spocchia e la saccenza mostrata più volte dalla maggioranza consigliavano un comportamento meno responsabile da parte delle opposizioni o pseudo-tali.

C’è da riflettere quindi sulle motivazioni politico-amministrative che hanno portato la maggioranza a non essere in grado autonomamente di approvare un gemellaggio che tanto ha voluto e sponsorizzato.

Tutto questo davanti alle telecamere di Myboxtv che per l’occasione è stata chiamata a presenziare al consiglio…la domanda sorge spontanea: perché negli altri consigli comunali non è stato chiesto a MyboxTv di riprendere i lavori?

Insomma in amministrazione e tra i banchi della maggioranza dominano l’ inadeguatezza, l’impreparazione e l’improvvisazione con il più grande partito di opposizione, il PD, che piuttosto che informare e denunciare tali sconcezze preferisce restare in silenzio.

Tace il labbro, perché?