WATERLOO
Bisogna far capire agli italiani che sono infelici». Questa affermazione può sembrare paradossale, se non proprio ridicola. Ma sarebbe un grande errore non prenderla sul serio. Quando Nanni Moretti dice che in Italia non c’è più una pubblica opinione, dichiara, in fondo e giustamente, che da noi è scomparsa l’autocoscienza. Le persone indifferenti e semplicistiche, spesso sorridenti e vagheggianti, non sanno che si potrebbe essere migliori e più felici di quanto si creda. Chi vuol migliorare il nostro paese deve essere in grado di far scoprire ai beoti che sono beoti. Come fare? Innanzi tutto bisogna rimuovere le cause che rendono le persone tarde di mente. Non è facile.
Prendiamo un caso estremo: come si fa a convincere un allegro pazzo di non essere Napoleone ma il signor Pinco Pallino? Francamente si sta più a proprio agio nei panni dell’imperatore francese che in quelli di un povero schizofrenico. Tanto è vero che anche allo psichiatra rigoroso viene il sospetto che forse è il caso di lasciar credere al paziente di essere Napoleone piuttosto che rivelargli di essere un disgraziato senza alcuna gloria. In questo momento, in Italia, c’è un governo che dice agli italiani di essere tutti Napoleone e una opposizione che non trova il modo di dire loro che si potrebbe stare meglio, e in buona salute mentale. La verità, naturalmente, è più vicina all’opposizione che al governo, perché il nostro paese è palesemente malato e ha bisogno di energiche cure. Ma per cominciare la terapia bisogna convincere gli italiani che sono infelici. Purtroppo è una brutta notizia, che nessuno vorrebbe ascoltare. E questa è la ragione profonda delle difficoltà che l’opposizione sta conoscendo per imporsi sulla scena politica. A questo punto, se proprio non si riesce a far rinsavire gli italiani, non c’è altro da fare che attendere la nostra Waterloo.
Vincenzo Cerami
