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mercoledì, 16 dicembre 2009

IL SOLITO TEATRINO

DI MICELI & SOCI

 

Devo dire la verità, mi aspettavo questo blitz da parte della giunta Miceli ed è puntualmente arrivato. Mi spiego meglio.

Per motivi di studio sapevo da tempo che la Regione Puglia, prima o poi, avrebbe delegato i comuni al rilascio delle Autorizzazioni Paesaggistiche e di conseguenza al passaggio di competenze ci si poteva preparare per tempo, ma evidentemente non era intenzione dell’attuale giunta farlo.

Oggi infatti sul sito del Comune è stato pubblicato il bando e lo schema di domanda ( http://www.comune.galatone.le.it/news_primo_piano/view.php?id=910&numero_elemento=0 ) per

“Commissione Locale per il Paesaggio, ai sensi dell’art. 8 della L.R. n° 20/2009 – Deliberazione della Giunta Municipale n° 277 del 15/12/2009 avente per oggetto:“L.R. Puglia n° 20/2009. Composizione, istituzione, funzionamento e nomina della Commissione.”

 

Il blitz è perfetto, in data 15/12/2009 viene fatta la delibera di giunta preparatorio all’avviso pubblico e al bando, in data 16/12/2009 viene pubblicato il bando e lo schema di domanda e il 18/12/2009 si chiude tutto.

In 3 giorni d’altronde è morto e risorto il creatore figuriamoci se non si potesse orchestrare tutta questa giostra.

A poco serve ribadire nel bando che:

 

“In tema di nulla osta paesaggistici, il 31 dicembre 2009 cesserà il cd. Regime transitorio previsto dall’art. 159 del D.Lgs. 42/04, Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. La Regione Puglia, con la Legge n° 20/09 e ss.mm.ii., nonché con l’Allegato A alla D.G.R. n° 2273 del 24/11/2009, come pervenuta tramite al Comune per posta elettronica in data di ieri, ha stabilito le condizioni necessarie per la delega al rilascio delle Autorizzazioni Paesaggistiche ai Comuni, fissando nel giorno 20 dicembre 2009 la data ultima di ricezione degli atti presso i propri Uffici competenti.

Il Comune di Galatone, avendo popolazione superiore a 15.000 abitanti, è destinatario

diretto della delega al rilascio dell’Autorizzazione Paesaggistica. Il Comune può essere

destinatario diretto della delega, ma deve dotarsi della Commissione Locale per il Paesaggio e deve essere designato un Responsabile del Procedimento diverso da quello delegato alle funzioni in tema di edilizia e urbanistica. Tale Commissione esprime il parere nell’ambito del procedimento di rilascio dell’anzidetta autorizzazione.

Per quanto sopra, stante l’urgenza, la Giunta Municipale di Galatone, con

Deliberazione n° 277 del 15/12/2009 ha stabilito gli indirizzi circa la composizione, la istituzione, il funzionamento e la nomina della Commissione Locale per il Paesaggio, nonché il nominativo del Responsabile del Procedimento.

Il presente avviso urgente è finalizzato alla selezione dei componenti della Commissione.”

 

Chiacchiere. Solo chiacchiere.

Perché non si fa un concorso pubblico (con tutti i sacri crismi della regolarità) in questo benedetto Comune e non si attinge sempre da quella graduatoria?

Perché non ci si ispira a quella straordinaria forma di governo che si chiama MERITOCRAZIA (di seguito il significato per chi non lo sapesse) dove le cariche amministrative, le cariche pubbliche, e qualsiasi ruolo che richieda responsabilità nei confronti degli altri, è affidata secondo criteri di merito, e non di appartenenza lobbystica, familiare (nepotismo e in senso allargato clientelismo) o di casta economica (oligarchia)?

Nel registrare il consociativismo delle minoranze o presunte tali, rimango in attesa di illuminanti risposte.

giovedì, 26 novembre 2009

ORA L’ASSESSORE BOVE SI DIMETTA

 

Siamo alle solite. Solita confusione, soliti parapiglia e solita maggioranza litigiosa con se stessa ed in piena crisi esistenziale.

Ebbene si, il consiglio comunale di ieri ci consegna l’ennesimo siparietto comico nei rapporti tra assessori, sindaco e maggioranza consiliare.

Ma andiamo con ordine.

Tra gli altri punti all’ordine del giorno ieri in consiglio comunale vi era il punto 7: “Proposta di integrazione all’art. 3 del Regolamento dell’Asilo Nido Comunale”.

Si è discusso in consiglio infatti di modificare il regolamento dell’asilo nido comunale dopo le riunioni in consiglio di gestione dell’asilo nido e della 3° commissione consiliare.

In pratica il dibattito si è articolato essenzialmente sull’utilità di porre un limite temporale alle iscrizioni all’asilo nido e precisamente, cosi recita la proposta di integrazione, “si può dar luogo in qualsiasi momento a nuove ammissioni e comunque entro e non oltre il 30 aprile di ogni anno”(tutto il materiale in allegato).

 

Allegato al punto 6 e 7Punto 7 

L’assessore Roberto Bove ha subito relazionato sul punto all’ordine del giorno difendendo strenuamente, ed in più occasioni durante il dibattito, ciò che all’unanimità avevano approvato sia il consiglio di gestione che la 3° commissione consiliare.

A questo punto è subito intervenuto il consigliere Maglio che ha espresso forti perplessità riguardo al limite/tetto temporale da imporre, successivamente intervenivano anche il capogruppo di maggioranza Marcuccio ed il Sindaco Miceli che erano completamente d’accordo con le eccezioni sollevate dal consigliere Maglio.

In pochi minuti l’operato dell’assessore Bove è stato letteralmente sconfessato sia dalla minoranza ma soprattutto dai consiglieri di maggioranza e dal capo della Giunta.

Si è quindi passato al voto dove all’unanimità il consiglio ha deciso di rimandare il punto all’ordine del giorno con l’impegno di revisionare quanto prima il regolamento.

Credo siano doverose, a questo punto, le dimissioni immediate dell’assessore Bove sbeffeggiato e sfiduciato dalla sua stessa maggioranza che probabilmente si chiederà, come tutti noi del resto, quale apporto Bove in questi anni abbia dato al Paese con il suo incarico assessorile.

lunedì, 23 novembre 2009

RIFORMISMO E RADICALITA'

 

“…Tutto chiede quindi che scenda in campo una forza autonoma capace, non solo di fare analisi, dare interviste e parlare nel pollaio televisivo, ma di ridare una ossatura alla democrazia italiana.

Penso quindi che sia davvero alle nostre spalle un vecchio dibattito correntizio e politologico (centro, sinistra, trattino, non trattino).

Torna quella semplice verità secondo la quale l’identità di un partito non si inventa, non discende da una ideologia bensì dalla sua funzione reale.

Dall’essere necessario non a sé ma al Paese. Un partito non è l’idea di sé. È uno strumento. Di che cosa? Io non credo che siamo innocenti. Ci siamo occupati poco degli italiani e troppo dei nostri problemi interni (chi comanda). Non è solo colpa della destra se è così cambiato il modo di essere degli italiani: la scissione silenziosa di una larga parte del Nord, l’illegalità diffusa,

la paura del diverso, le nuove povertà accanto alla formazione di ricchezze e di stilli di vita quali dopo l’età feudale, e con l’avvento dei diritti dell’uomo e del cittadino non si erano più visti…”

 

 

“…È assolutamente vero che anche il tempo di quello che è stato chiamato lo Stato dei partiti è finito. Non si può più governare solo in nome di un blocco sociale.

Non solo, ma governare significa dettare regole e arbitrare una crescente complessità e varietà di poteri (non solo economici).

Il che comporta l’uso di agenzie e di strumenti di conoscenza che i partiti non hanno.

Ma sarebbe fallimentare l’idea che basti mettere al posto dei vecchi partiti uno strumento essenzialmente di propaganda dove non conta la militanza organizzata.

Non credo che parli in me il rimpianto per il Pci. Parla piuttosto il bisogno di una struttura diversa dove sia possibile elaborare un progetto politico collettivo e un sistema di idee condivise.

Non bastano il consenso elettorale e i “Capi” carismatici.

So benissimo che non si possono rifare i vecchi partiti, ma c’è poco da fare: un organismo che sia fattore di guida anche morale della comunità è oggi più che mai necessario.

Parlo di uno strumento capace di mobilitare forze, intelligenze e passioni e quindi radicato nella società e nella storia del Paese...”

 

 

“…Di che cosa abbiamo paura? Di apparire troppo radicali?

Ma la radicalità non sta in noi, bensì nei problemi reali intorno a noi.

Basta vedere con quale disinvoltura una ristretta oligarchia ha rapinato le ricchezze del mondo.

Oppure come la scienza ha spostato il confine tra la morte e la vita.

È su cose come queste che si ridefiniscono le ragioni di una grande forza.

Si invoca retoricamente il “nuovo” ma il nuovo è questo.

È riprendere finalmente il proprio posto nel cuore del conflitto e delle contraddizioni del Paese...”

 

Riflessioni di Alfredo Reichlin

lunedì, 05 ottobre 2009

GIU' LE MANI DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

 

 

 

 

 

Presidente non firmare, presidente non promulgare, presidente... io lo dico chiaramente: giù le mani dal Presidente della Repubblica.

Quello che sta avvenendo in questi mesi e più marcatamente in questi giorni è uno squallido tirare la giacchetta a Giorgio Napolitano come se possa essere la panacea di tutti i mali, il tutto senza riflettere minimamente su quelli che sono stati gli avvenimenti che hanno caratterizzato fin qui il mandato del Presidente Napolitano.

Abbiamo scordato l’autorevolezza con la quale seppe gestire la crisi del governo Prodi, i richiami sul caso Englaro o le eccezioni fatte sul decreto legge intercettazioni ( non ancora approvato proprio per le osservazioni del capo dello stato).

Allora cerchiamo di non buttarla sempre in polemica e di ricordare soprattutto quali sono i compiti del Capo dello Stato ( http://it.wikipedia.org/wiki/Presidente_della_Repubblica_Italiana )  e soprattutto cerchiamo di non chiedere a Napolitano di assolvere ad un’altra funzione, che certamente non compete a lui, che è quella dell’opposizione.

Ebbene sì, perché credo che l’errore in cui un po’ tutti più (Di Pietro) o meno (il signore nel video) rischiamo di cadere è chiedere/sperare  che il presidente faccia OPPOSIZIONE e cioè si sostituisca a chi è stato eletto, o meglio nominato, per assolvere a quella funzione.

Il vero dramma è questo, il paese sente la mancanza di una parte politica (nella fattispecie la minoranza) che non sta esercitando fino in fondo le sue prerogative, il paese è orfano di forze politiche che esercitino la funzione di controllo sul potere, il paese sente la mancanza di forze che possano diventare e possano presentarsi all’opinione pubblica come alternativa di governo.

Allora per favore non c’è la prendiamo con Napolitano se il Partito Democratico è prigioniero di se stesso e delle lotte interne, se l’Italia dei Valori sa solo urlare o poco più, se l’Udc non ha capito cosa fare da grande e se la sinistra extraparlamentare non ha più neanche la forza di esistere.

 

Voglio chiudere ricordando a tutti noi alcuni dati e fatti: il primo è un recente sondaggio del Corriere della Sera sul Presidente della Repubblica: (http://termometropolitico.it/index.php/Sondaggi/ispo-napolitano-mantiene-alta-fiducia-ipr-berlusconi-sotto-il-50.html ) “ la fiducia nel presidente della Repubblica Napolitano si confermerebbe a livelli molto alti (il 79%), ben diciotto punti sopra a chi dichiarava di avere 'molta o moltissima fiducia' in Carlo Azeglio Ciampi a tre anni dall'insediamento, nel giugno 2002, sempre secondo una rilevazione ISPO. L'apprezzamento per l'operato del capo dello Stato, guardando alle tendenze registrate da Ipsos, sarebbe cresciuto di quasi dieci punti dal 2007, avvicinandosi a livelli toccati, nel recente passato, solo dal predecessore Ciampi a fine mandato.”

Il secondo fatto che voglio ricordare è stata la visita del Presidente USA Obama in Italia e le sue dichiarazioni ( da notare la differenza con quelle fatte a proposito di Berlusconi ):

“Il presidente della Repubblica gode di grande ammirazione presso il popolo italiano. Voglio confermare che tutto quello che è stato detto su di lui è vero, è un leader morale“. Così il presidente degli Stati Uniti Barack Obama si è espresso sul capo dello Stato, Giorgio Napolitano, parlando alla stampa al termine del loro incontro al Quirinale. “E’ una persona gentilissima e rappresenta al meglio il vostro Paese. Grazie per la sua leadership“, ha concluso l’inquilino della Casa Bianca.

Credete possa bastare a non continuare a sentire inutili e sterili polemiche?

lunedì, 23 febbraio 2009

QUESTIONE QUOTE ROSA

Come i più attenti lettori ricorderanno qualche mese fa questo blog si è occupato di quote rosa e di parità di genere nelle giunte comunali.

Un tema che è attuale e calzante soprattutto a Galatone dove, ricordiamo, la giunta comunale non annovera presenze femminili.

Naturalmente tale mancanza è dovuta ad una volontà/necessità politica di Miceli&Soci ma questa vicenda induce anche ad altre riflessioni.

La  prima riflessione riguarda lo statuto comunale.

L’articolo 34 ( La composizione e poteri della Giunta ) dello statuto del Comune di Galatone recita così:

La Giunta comunale e' composta dal Sindaco, che la presiede, e da un numero massimo di assessori previsto dalla Legge 265/1999 e cioè pari ad un terzo dei componenti il Consiglio comprendendo il Sindaco, garantendo da parte del Sindaco, ove possibile, la presenza di entrambi i  sessi, ai sensi dell'art. 27 della legge 81/93.”

Questo articolo dello statuto È ILLEGITTIMO poiché la Corte Costituzionale, con la pronuncia n. 422/95, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della legge n. 81/93 che è proprio la legge a cui fa riferimento l'art. 34 dello Statuto del Comune di Galatone.

La battaglia da fare deve essere incentrata sulla modifica o meglio sull’adeguamento dello statuto sia all'art. 51 della Costituzione che recità così:

" Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra uomini e donne"

ed adeguato anche al testo unico degli enti locali art. 6 t.u. 267/00 che dispone:

"Gli Statuti comunali e provinciali stabiliscono norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna ai sensi della legge 125/1991, e per promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune e della provincia, nonché degli enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti".

Serve quindi una battaglia politica sull’adeguamento dello statuto comunale che oltre ad essere illegittimo non garantisce le parità di genere.

Un eventuale ricorso al TAR, sulle orme di ciò che è stato fatto a Lecce e Molfetta, non è inoltre fattibile poichè lo statuto e la conformazione del consiglio comunale, presenza di una sola donna, rendono difficile un eventuale battaglia legale.

 

In buona sostanza sono gli amministratori che devono farsi carico della lacunosità e della illegittimità della normativa ma anche delle lacune della politica, poco attenta ai principi e alle leggi sulla parità uomo-donna.

 

In tutto questo Galatone e soprattutto il sindaco Miceli e la sua maggioranza come si comporteranno?

Miceli(che ricordo sta per entrare nel suo 8° anno di Governo e neanche nella sua prima esperienza aveva donne in giunta…)  continuerà con la politica del “vi piaccia o non vi piaccia” o riuscirà finalmente a dare peso alle rappresentanze di genere, avvalendosi delle donne le cui capacità e competenze possono arricchire la politica con la consapevolezza che ogni identità di genere, femminile o maschile, non è un caso limite, ma una possibile ricchezza da cui partire?

 

Di certo non ci accontentiamo di Ginetto Filoni in gonnella o  dell’assessore Magurano con parrucca, anche se in tempi di carnevale……

 

Naturalmente mi scuso se involontariamente ho offeso qualcuno.

 

P.S. Ringrazio Serenella Molendini (Consigliera di parità di Provincia di Lecce e Regione Puglia) che ha contribuito, assieme a chi vi scrive, a questo lavoro sulla questione "quote rosa".

martedì, 11 novembre 2008

CHIEDIAMO SCUSA

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Io e il mio migliore amico Julio (orgogliosamente abbronzato….) abbiamo voluto chiedere scusa a chi si è sentito insultato dal, purtroppo, nostro Presidente del Consiglio Berlusconi.

Abbiamo deciso di chiedere scusa al mondo intero per tutte le cazzate dette dal nano, come ad esempio, ”Abbronzato” a Obama, “Kapo” a Schulz, “Troppe nove donne nel governo spagnolo”,  “È più bello di Cacciari" al premier danese, Le corna al vertice Ue con i leader del mondo…e tante altre.

Abbiamo quindi aderito a notspeakinginmyname.com, un sito che raccoglie le foto degli italiani indignati contro il presidente del Consiglio.

Ciascuno si è fatto fotografare reggendo tra le mani un semplice foglio di carta con la scritta «I'm italian and prime minister Silvio Berlusconi is not speaking in my name» e poi abbiamo spedito l'immagine in rete, con tanto di firma.

Un raduno spontaneo di italiani che provano imbarazzo e indignazione per il fatto di essere rappresentati da Berlusconi e dal suo governo.

Diciamo a tutti che “Se non sei italiano e ti senti insultato dal nostro premier, ti preghiamo di accettare le nostre scuse”.

 

QUINDI SCUSATE TUTTI, NON CI RAPPRESENTA E SOPRATTUTTO NOI NON LO ABBIAMO VOTATO.

giovedì, 06 novembre 2008

BONUS FAMIGLIE DISAGIATE

 

Sono pronte le modalità applicative del "bonus" sulle bollette elettriche per le famiglie disagiate previste alla fine del 2007 dal Governo Prodi (decreto interministeriale del 28 dicembre 2007). La delibera dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas che contiene le indicazioni operative è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale 258 del 4 novembre. Lo sconto sulle bollette per le famiglie disagiate dovrebbe garantire un risparmio di circa il 20% all'anno ai clienti domestici con un contatore di potenza limitata a tre kilowatt. Si stima che il beneficio coinvolga cinque milioni di famiglie.

 

Il bonus per i clienti domestici disagiati: chi può chiederlo

Potranno accedere al bonus sociale, secondo quanto stabilito dal decreto interministeriale 28 dicembre 2007, tutti i nuclei familiari che dispongono di un ISEE, il cui valore sia inferiore o uguale a 7500 euro. L’ISEE è l’indicatore di situazione economica equivalente, che permette di misurare la condizione economica delle famiglie, tenendo conto del reddito, del patrimonio mobiliare-immobiliare e delle caratteristiche di numerosità e tipologia. E’ già ampiamente utilizzato per l’accesso ad altre prestazioni a carattere sociale, soprattutto a livello locale. A titolo puramente esemplificativo, un nucleo familiare composto da padre, madre e due figli, monoreddito, in affitto e senza ulteriori disponibilità patrimoniali, rientra nella soglia ISEE di 7.500 con reddito annuo lordo fino a circa 23.400 euro.

Come chiedere il bonus

Una volta attivato l’apposito sistema informatico per far fronte alle richieste, che secondo la delibera dell’Autorità dovrebbe essere completato entro 90 giorni, il cliente domestico disagiato potrà fare richiesta di accesso al bonus recandosi presso il proprio Comune di residenza con l’attestazione del valore ISEE. Il cliente finale interessato dovrà anche presentare le indicazioni sulla sua fornitura elettrica (già reperibili su ogni bolletta) e sulla numerosità della famiglia anagrafica.
La domanda, dopo gli opportuni controlli, darà diritto al riconoscimento della compensazione per 12 mensilità (salvo rinnovo).

Il sistema sarà pienamente operativo dal gennaio 2009 e prevede che il godimento del bonus possa essere anche retroattivo per tutto il 2008, per le richieste effettuate entro il 28 febbraio 2009 (delibera ARG/elt 117/08, disponibile sul sito www.autorita.energia.it).

Le compensazioni a seconda del nucleo familiare

Raggruppamenti familiari

Stima consumo medio
(kWh)

Agevolazione per nucleo familiare
Euro

1-2 componenti

2.200

60,00

3-4 componenti

2.700

78,00

oltre 4 componenti

4.000

135,00

 

 

Risparmi di spesa per utenti agevolati

Soglia di consumo annuo

Componenti nucleo famigliare

1-2

3-4

Oltre 4

900 kWh/anno 

-42,65%

-55,45%

-95,97%

1.800 kWh/anno 

-23,53%

-30,59%

-52,95%

2.200 kWh/anno 

-18,43%

-23,96%

-41,46%

2.700 kWh/anno 

-14,36%

-18,67%

-32,32%

3.000 kWh/anno 

-12,25%

-15,92%

-27,56%

3.500 kWh/anno 

-9,83%

-12,78%

-22,12%

4.000 kWh/anno 

-8,21%

-10,68%

-18,48%

4.500 kWh/anno 

-7,01%

-9,12%

-15,78%

4.600 kWh/anno 

-6,77%

-8,80%

-15,23%

5.000 kWh/anno 

-5,93%

-7,71%

-13,35%

5.400 kWh/anno 

-5,28%

-6,86%

-11,88%

 

P.S. Non so se il comune abbia già attivato uno sportello e informato i cittadini di tale iniziativa, mi sembra di no, sarebbe auspicabile lo facesse quanto prima.

mercoledì, 05 novembre 2008

LA VITTORIA DELLA SPERANZA

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“Se le proiezioni sono vere stanotte la storia ha preso la strada che volevamo che prendesse. Se ha vinto Obama in New Mexico e in Ohio, se vincerà in Florida sarà un risultato storico. Uso i se perché siamo esperti di campagne elettorali ma c’è già un dato impressionante, quello del Senato”.
È elettrica l’atmosfera al tempio di Adriano e Walter Veltroni la trasmette bene. I democratici hanno infatti la maggioranza “vincendo anche dei duelli simbolici, battendo ad esempio Elizabeth Dole, L’America sembra aver preso la strada giusta, questa notte rimarrà nella storia”. Sono le 4 del mattino ma l’attenzione verso gli schermi è altissima perché “se l’America mentre vive la sua crisi più drammatica fa una scelta di tale coraggio è una buona notizia per il mondo intero”. È l’America che “riprende il suo fascino dopo gli anni bui di Bush, comincia una stagione nuova, la vittoria della speranza sulla paura. Berlusconi è stato l’unico a definire, appena 20 giorni fa a Washington, gli anni di Bush come straordinari. E mentre anche John Mc Cain se ne allontava!” .

Non manca la stilettata agli esponenti del centrodestra che hanno aperto il sito “pdlperobama”: “Se l’avessimo fatto noi appoggiando Mc Cain cosa sarebbe successo? Titoli sulle spaccatura, editoriali.

Mentre loro possono fare qualsiasi cosa! Sei per Obama Gelmini? Allora investi 14 miliardi di dollari nella scuola pubblica!” E’uno dei passaggi più applauditi dell’intera serata, nella notte in cui la memoria corre alle vittorie di Roosevelt e Kennedy e Veltroni può chiudere il suo intervento affermando: “Stasera cambia il mondo, gira la storia e lo dobbiamo al coraggio di un giovane senatore americano e a un grande movimento di popolo”. E quando il vento gira negli Stati Uniti poi gira anche da questa parte.

 

P.S. È stato squallido vedere e sentire gli esponenti della destra italiana salire sul carro del vincitore, hanno sempre lodato ed osannato Bush ed ora improvvisamente obamiani!!! Vergogna!!!

Se l'avesse fatto Walter con McCain, immagino gli speciali dei vari Riotta, Minun, Vespa, Mazza, etc.....