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sabato, 09 maggio 2009

IN RICORDO DI

ALDO MORO E PEPPINO IMPASTATO

 

Il 9 maggio del 1978 morivano Aldo Moro e Peppino Impastato.

 

È ripetitivo ricordare la caratura morale e politica del grande statista della DC, io voglio solo rammentare il suo impegno a favore della scuola pubblica e per aver concorso alla scrittura degli articoli 33 e 34 della Costituzione che ponevano l’Italia all’avanguardia nel mondo.

Il giovane Moro, durante i lavori della costituente, combatté infatti per tre diritti fondamentali: ogni persona deve essere istruita, ogni famiglia deve decidere gli indirizzi dell’istruzione, ogni cittadino deve difendere le proprie idee senza e senza ma.

 

Meno famoso ma altrettanto degno di essere ricordato è Peppino Impastato.

Peppino Impastato nacque a Cinisi, in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa (il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso nel 1963 in un agguato nella sua Giulietta imbottita di tritolo).

Ancora ragazzo rompe con il padre, che lo caccia di casa, ed avvia un'attività politico-culturale antimafiosa. Nel 1965 fonda il giornalino L'idea socialista e aderisce al PSIUP. Dal 1968 in poi, partecipa, con ruolo dirigente, alle attività dei gruppi di Nuova Sinistra.

Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell'aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati; partecipa alla costituzione e allo svolgimento di numerose attività culturali nel campo della musica, del cinema e del teatro.

Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia. Pochi giorni dopo, gli elettori di Cinisi votano il suo nome, riuscendo ad eleggerlo, simbolicamente, al Consiglio comunale.

Stampa, forze dell'ordine e magistratura parlano di atto terroristico in cui l'attentatore sarebbe rimasto vittima e di suicidio dopo la scoperta di una lettera scritta in realtà molti mesi prima. L'uccisione o, come si fece credere, l'incidente non destò il clamore dovuto, forse anche per il fatto che lo stesso giorno veniva ritrovato, in via Caetani a Roma, il corpo del presidente della DC Aldo Moro.

 

Con queste parole e con le citazioni che seguono ho voluto molto umilmente ricordare due grandi uomini nel giorno dell’ anniversario della loro morte.

 

 

Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi. (Aldo Moro)

 

Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio,

negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare,

aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato,

si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore.”

(Dalla canzone I Cento Passi dei Modena City Ramblers)