
Regione Puglia
Antonio Maniglio
Presidente gruppo consiliare
Dopo i tagli della Gelmini e la denuncia degli studenti e del Rettore
Due milioni di euro all’Università
del Salento
Lo ha deciso oggi la prima commissione consiliare
della Regione Puglia.
“Il ministero dell’Università ha tagliato nei mesi scorsi i fondi all’ateneo leccese,
aggravando ulteriormente una situazione di difficoltà che rischia di creare problemi di funzionalità dei servizi e di qualità della didattica per ricadere, in definitiva, sugli studenti.
E bene hanno fatto gli studenti a mobilitarsi subito per impedire un nuovo incremento delle tasse proprio a causa dei tagli della Gemini.
E altrettanto importante è stata la reazione del Rettore che, estraneo a qualsiasi logica politica, ha espresso pubblicamente il proprio dissenso verso una scelta che penalizza l’intero ateneo.
Certo è sorprendente che i tanti parlamentari e consiglieri regionali del Pdl, nonché il neo presidente della Provincia, che pure esternano a ogni piè sospinto, non abbiano trovato il tempo per esprimere una qualche opinione e, magari, attivarsi per trovare qualche soluzione riparatrice.
Prendiamo atto che non si vuole disturbare il ministro Gelmini che, al contrario, sta arrecando danni continui alla scuola e all’Università visto che l’unica pratica che esercita è quella dei tagli dei docenti e dei precari e delle risorse.
Ma
L’Università di Lecce avrà quindi un finanziamento di 2 milioni di euro per questi ultimi mesi del 2009 (Bari ne avrà 4 e Foggia 1); il resto delle risorse (3 milioni di euro) verrà ripartito dalla conferenza regionale dei rettori e ci sarà, pertanto, un ulteriore contributo.
Questo ulteriore impegno di spesa a favore dell’ateneo salentino è coerente con quanto fatto nei mesi passati.
Se oggi il prof. Cingolani annuncia l’imminente apertura del nuovo centro di
nanotecnologie, con conseguente assunzione di giovani ricercatori, è proprio in virtù di un finanziamento regionale di 10 milioni di euro.
L’evidenza dei fatti, pertanto, non consente smentite: mentre a Roma Berlusconi
taglia, a Bari si reperiscono risorse indispensabili per non far crollare il sistema
universitario pugliese e, addirittura, per qualificarlo ulteriormente.
Non ci pare una differenza da poco.
Lecce, 17 settembre 2009 Antonio Maniglio

Regione Puglia
Antonio Maniglio
Presidente gruppo consiliare
Nucleare in Puglia? Il 3 marzo mettiamo un punto fermo in Consiglio Regionale.
E la destra che in Puglia è anche
contro le biomasse cosa farà?
Il nucleare torna nell’agenda nel governo nazionale e la sua declinazione
concreta investe anche
Non è la prima volta. Anche nel
naturali della nostra regione, prima fra tutte il basso rischio sismico, l’area
tra Nardò e Avetrana fu individuata come sito ideale. Ma una straordinaria
mobilitazione popolare bloccò i progetti dell’Enel.
Oggi il tema ritorna e il governo ripropone l’opzione nucleare incurante dei
problemi tutt’ora aperti ereditati dalla prima stagione nuclearista.
Quanti sanno che le scorie prodotte dalle centrali italiane non sono state
ancora smaltite? E che da trent’anni si trovano in depositi “temporanei” in
attesa di individuare un sito?
Come si fa, pertanto, a riproporre oggi di tornare al nucleare di terza
generazione che pone problemi immensi sia per la sicurezza degli impianti
che per lo smaltimento delle scorie?
Il governo Prodi, a conferma che non c’è un atteggiamento
pregiudizialmente negativo, ha riammesso l’Italia nei centri di ricerca
internazionale che stanno lavorando sul nucleare di quarta generazione.
Sarebbe logico e lungimirante, se si dovesse fare l’opzione nucleare,
guardare a quelle ricerche.
E comunque ciò non interessa la nostra regione. In Puglia abbiamo già dato.
Lo vogliamo dire con nettezza, senza se e senza ma.
La nostra regione è tra le maggiori produttrici di energia ed esporta, a
proposito di federalismo solidale, l’88% di quanto produce.
Ma ciò non avviene a costo zero.
Per sostenere una rete energetica così potente i pugliesi pagano un prezzo
altissimo in termini di danni alla salute delle persone e di degrado
ambientale. E a nessuno è consentito chiedere ulteriori sacrifici alle nostre
comunità.
Queste, d’altronde, sono le scelte qualificanti del piano energetico
pugliese: riduzione della quantità di energia da fonti fossili, impulso alle
energie rinnovabili, risparmio energetico.
Ecco perché non c’è spazio per ipotizzare l’insediamento di una centrale
nucleare o di un sito per le scorie.
E siccome non possiamo passare i prossimi mesi a battibeccare su nucleare
SI’ nucleare NO è bene che il Consiglio Regionale, responsabile di fronte ai
pugliesi anche delle scelte energetiche, si esprima con chiarezza.
L’ordine del giorno del PD corrisponde a questa esigenza.
Ci assumiamo la responsabilità di dire no, per l’oggi e per domani,
all’insediamento di centrali nucleari o di depositi di scorie radioattive sul
nostro territorio.
E a questo è finalizzato l’ordine del giorno presentato a settembre dal Pd.
C’è la disponibilità, naturalmente, a introdurre eventuali modifiche
migliorative ma un punto è immodificabile:
e chiaro ad impianti nucleari sul suo territorio.
Antonio Maniglio
E GALATONE?

Regione Puglia
Antonio Maniglio
Presidente gruppo consiliare
Finanziamenti regionali
Salento: 782mila euro a sostegno dei disabili
Nuovi cospicui finanziamenti a sostegno delle persone disabili.
È quanto previsto dall’assessorato ai servizi sociali per otto progetti presentati da imprese e cooperative che operano nel terzo settore e che saranno realizzati in provincia di Lecce.
L’obiettivo dei progetti è quello di diffondere l’utilizzazione degli strumenti informatici e delle nuove tecnologie per le persone diversamente abili ed i loro nuclei familiari.
E ciò sia per ridurre il rischio di esclusione sociale, derivante dalla non conoscenza delle nuove tecnologie, che per facilitare l’accesso a tutti i servizi on line, in particolare a quelli delle pubbliche amministrazioni.
I progetti approvati e finanziati in tutta le regione sono 34 e si contraddistinguono anche per l’integrazione con le politiche di sviluppo locale oltre che per la forte sottolineatura, richiesta dal bando, della parità di genere. E ciò per evitare che sulle donne possa ricadere una doppia esclusione.
Con questo provvedimento continua l’ottimo lavoro dell’assessore Gentile in tema di servizi sociali.
In questi anni si è finanziato l’acquisto di computer per migliaia di disabili, si è sperimentato l’assegno di cura, si sono destinate risorse consistenti agli asili nido e alla scuole materne.
Vi è la conferma che una politica di servizi e di sostegno alle persone, perché produca buoni risultati, deve essere coerente e costante nel tempo. Ed è quello che anche con questa tranche di finanziamenti la regione sta cercando di fare.


Regione Puglia
Antonio Maniglio
Presidente gruppo consiliare
L’ordinanza sui rifiuti
IMPEGNO FORTE PER SUPERARE L’EMERGENZA….
……ma paghiamo ancora i ritardi nei bandi del precedente e
fallimentare piano dei rifiuti
“I sindaci di Ugento e Presicce hanno ragioni da vendere. E ancor di più sono nel giusto i loro concittadini che da anni convivono con una discarica il cui impatto diventa sempre più problematico.
Ma è impensabile, nello stesso tempo, che il commissario governativo potesse emettere un’ordinanza per scaricare su altre province un problema di smaltimento dei rifiuti che riguarda la provincia di Lecce.
L’auspicio, pertanto, è che il mese fissato nell’ordinanza serva a trovare altre soluzioni dando un assetto definitivo a tutti il ciclo dei rifiuti.
Ciò che, invece, è inaccettabile è la canea orchestrata da Palese & company che ancora sperano di vedere la spazzatura in mezzo alla strada. Come se loro venissero dalla luna.
Ma chi vogliono imbrogliare? I problemi di questi giorni nascono proprio da quello che non è stato fatto o è stato fatto male negli anni passati acculando ritardi che solo in questi o in questi mesi, faticosamente, si stanno superando.
Vogliamo ricordare i dati? Il piano dei rifiuti Fitto fu approvato nel marzo 2001, ma i bandi per gli impianti furono firmati solo nel…dicembre 2004! Ben 45 mesi, quasi 4 anni, dopo il varo del piano.
Ecco perché oggi nel Salento e in Puglia c’è affanno, perché non si possono recuperare in pochi mesi simili ritardi.
Il piano Vendola, rimodulato per superare il sistema dei termovalorizzatori e incentivare la raccolta differenziata, è stato pubblicato nel dicembre 2005 e dopo quattro mesi (non quarantacinque!) sono stati già firmati i contratti con i vincitori delle gare, in particolare per gli impianti della LE2 e LE3.
La stessa chiusura di Nardò, d’altronde, non è stato un colpo di testa di Vendola ma la coerente conclusione di un processo concertativo che aveva coinvolto anche la precedente gestione commissariale di FITTO.
E d’altronde l’eredità della destra, che oggi vorrebbe impartire lezioni di buongoverno, c'è la racconta
Non solo. La gestione commissariale di Fitto è stata segnata da “inerzia e inefficienza: in tredici anni non è cambiato nulla. Il piano regionale dei rifiuti è stato un fallimento.”
E ha evidenziato una “non corretta gestione amministrativa, con una totale assenza di pubblicità, concorrenza e trasparenza nell’attribuzioni di incarichi esterni”.
Questo dicono i dati: “dal 2000 al 2005 si è speso 1 milione e mezzo per collaborazioni, e solo 1 milione per la raccolta differenziata, e dal 2002 al 2004 ben 6 milioni di euro per consulenze esterne.”
L’ordinanza su Ugento pone problemi nel rapporto con i comuni interessati.
Ma ad oggi, nonostante i profeti di sventura, non c’è un solo sacchetto di spazzatura in strada.
E siamo convinti che nelle prossime settimane, grazie all’azione congiunta di Regione e Provincia di Lecce, si troveranno soluzioni utili per tutti i salentini.”
Lecce, 30 dicembre 2008
Antonio Maniglio

Regione Puglia
Antonio Maniglio
Presidente gruppo consiliare
I DISOCCUPATI NON PAGHERANNO PIU’ IL TICKET PER
ESAMI DI LABORATORIO, VISITE SPECIALISTICHE,
PRESTAZIONI DIAGNOSTICHE.
Un’altra misura di giustizia sociale a favore dei ceti popolari
da parte del governo Vendola
“Abolito il ticket sulle prestazioni diagnostiche, visite specialiste ed esami di laboratorio per i disoccupati.
Un’altra scelta importante del governo Vendola a favore di chi, non per certo per colpa sua, è disoccupato ed è stato costretto da sempre a pagare un tributo ingiusto.
E il fatto straordinario è che
Fino ad oggi, infatti, i disoccupati hanno pagato il ticket, a volte assai elevato –come per gli esami radiologici, in virtù di una legge nazionale (la 937/1993).
E forse il governo Berlusconi, invece, di togliere l’ICI ai titolari di reddito oltre i 50 milioni di euro e di dare soldi alle banche a scatola chiusa, poteva già intervenire a favore dei disoccupati.
Ai colleghi della destra, che ancora oggi parlano di fantomatiche tasse imposte dal centrosinistra, consigliamo di arrendersi alla prova dei fatti.
Nel 2005, e Fitto e Palese furono mandati a casa anche per questo, tutti i pugliesi pagavano il ticket sui farmaci; oggi lo pagano solo i titolari di reddito da 29 mila euro in su.
La decisione di oggi è coerente, pertanto, con una politica che guarda ai bisogni elementari delle persone e che coglie la drammaticità del disagio reale che c’è nelle famiglie popolari.
Se la destra volesse essere meno parolaia ha l’occasione di dimostrarlo: sulla diagnostica e sulla specialistica, che sono di competenza dello Stato, si innalzi il limite dell’esenzione, che è poco meno di 9 mila euro, e lo si porti a livello dell’esenzione decisa in Puglia per i farmaci: 29 mila euro.
Solo così le filippiche quotidiane della destra potranno essere prese sul serio, altrimenti siamo nel campo della chiacchiera pura.”
Antonio Maniglio

Antonio Maniglio
Presidente gruppo consiliare
IL MITICO ROCCO
“La nota di Palese è un gioiello della commedia italiana, genere travestimento.
Non piove e le dighe sono vuote? E’ colpa di Vendola. C’è la nebbia e a Bari Palese salta un volo? La colpa è sempre di Vendola.
Alitalia affonda gli aeroporti di Brindisi e Bari e appieda i pugliesi, come era chiaro già ad agosto?
Tranquilli, sostiene Palese, anzitutto c’è Air One e poi volendo…..l’autostop!
Ecco il travestimento: implacabile e ossessionato pubblico ministero contro il governo regionale, improbabile difensore d’ufficio delle cause perse.
MITICO!!”
Antonio Maniglio

Regione Puglia
Antonio Maniglio
Presidente gruppo consiliare
Pronto soccorso del Fazzi di Lecce
Dal 2005 potenziato il servizio:più medici, più
operatori, più prestazioni,
maggiori spazi.
“Schizofrenico. Non si può definire altrimenti l’atteggiamento politico del collega Palese sul Pronto Soccorso del “Fazzi”.
Nelle settimane scorse ha improvvidamente attaccato gli operatori del Pronto soccorso in base a una non meglio precisata denuncia di un turista milanese.
Oggi, finalmente, prende atto del lavoro e della professionalità dei medici ma siccome non può fare a meno della dose quotidiana di polemica si scaglia ancora una volta contro le presunte inadempienze della regione proprio sul pronto soccorso del “Fazzi”.
Ma ancora una volta gli argomenti del capogruppo di FI sono inconsistenti e richiamano, al massimo, lo stato di degrado da cui è partita la ricostruzione del servizio di emergenza dell’ospedale leccese.
Oggi il pronto soccorso può arrivare a fare anche 300 interventi al giorno proprio perché, rispetto a quando c’era la destra, è stato potenziato attraverso l’assunzione e stabilizzazione di medici e infermieri, che quando c’era Palese o non c’erano o erano precari.
E questo consente di dare più servizi ai cittadini.
Ciò significa –per dare concretezza al ragionamento- che oggi al Fazzi si trattano per l’intero arco della giornata (24 ore) anche i codici di bassa intensità (bianchi e verdi, per intenderci).
E ciò è stato reso possibile grazie alla utilizzazione degli operatori delle guardie mediche e all’assunzione di infermieri, ausiliari e personale OTA.
Quando c’erano Fitto e Palese i codici bianchi e verdi venivano trattati per poche ore al giorno, per il resto della giornata i poveri cristi dovevano confidare nella buona sorte.
Sono stati attivati, inoltre, quattro posti di astanteria e, soprattutto, un ambulatorio cardiologico che, con operatori di grande professionalità e con strumentazione deguata, gestisce le emergenze con quanti avvertono sintomi cardiovascolari da approfondire.
Stanno partendo, infine, i lavori per il nuovo pronto soccorso, per allestire una struttura ancora più ampia e più moderna in grado di accogliere in modo ancora più efficace i cittadini.
Come si vede stiamo parlando di numeri, di strutture, di servizi, di lavoro concreto, di progetti che si realizzano, di servizi che prima non c’erano o oggi ci sono.
Come fa il collega Palese a non arrossire ogni volta che torna su problemi che lui ha contribuito a incancrenire è uno dei misteri irrisolti di certa politica.”
Lecce, 7 novembre 2008
Antonio Maniglio

“L’arcano è svelato. Le migliaia di studenti, docenti e genitori che sfilano in tutta la Puglia per difendere la scuola e l’università pubblica non capiscono un tubo.
Lo certifica il tandem Ruocco-Palese che, incuranti del ridicolo, si ergono a disciplinati difensori d’ufficio di un governo che per fare cassa taglia 8 miliardi di euro alla scuola e 80 mila posti di lavoro in tre anni.
Ma queste, come direbbe Totò e oggi ripetono i capi del Pdl pugliese, sono quisquilie!
Purtroppo non è così! Qui non c’è alcuna riforma, ci sono solo le forbici di Tremonti che si abbattono su una delle poche istituzioni universalistiche, la scuola.
E siccome tutto ciò che incide sulla vita reale delle persone viene
immediatamente percepito è scattata la protesta, spontanea e unitaria.
E se è vero che finanche movimenti giovanili della destra partecipano ai movimenti di questi giorni, forse solo per evitare improbabili egemonie, non sarebbe male se i consiglieri del PDL acquisissero qualche notizia di prima mano dagli ambienti giovanili e non solo da quelli ministeriali.
Vendola, pertanto, stando con gli studenti ha fatto semplicemente il suo
dovere.
Ma c’è un motivo in più che giustifica la presenza di Vendola: i provvedimenti del governo tagliano solo in Puglia oltre 8000 posti di lavoro (dati del “Sole24ore”, non dei collettivi agitprop) e l’ipotesi di riordino della rete scolastica può comportare la chiusura di centinaia di scuole in tantissimi piccoli comuni pugliesi.
E che deve fare un presidente che si vede non solo espropriato dei suoi poteri (spetta alle regioni programmare la rete delle scuole) ma che potrebbe trovarsi con migliaia di posti che restano vacanti e con tanti piccoli comuni che rischiano di essere privati di una delle poche istituzioni culturali e sociali presenti sul territorio?
Se la destra pugliese ha un qualche potere a livello nazionale farebbe bene a spenderlo a difesa della Puglia. Ne potrebbe trarre finanche un vantaggio.
Se invece la tiritera del collegio di difesa è che Berlusconi ha vinto le elezioni e può fare ciò che vuole contro tutto e tutti ci pare di assistere a un film già visto (l’attacco all’art. 18 dello statuto dei lavoratori).
E quel film, iniziato nel 2001, non si concluse molto bene, mi pare, né per Berlusconi né per le diverse “protesi” sparse in Italia.
E Palese e Ruocco dovrebbero saperne qualcosa!”
Bari, 28 ottobre 2008
Antonio Maniglio

Antonio Maniglio
Presidente gruppo consiliare