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sabato, 19 settembre 2009

RICEVO E PUBBLICO

 

PD

Regione Puglia

Antonio Maniglio

Presidente gruppo consiliare

Dopo i tagli della Gelmini e la denuncia degli studenti e del Rettore

Due milioni di euro all’Università

del Salento

Lo ha deciso oggi la prima commissione consiliare

della Regione Puglia.

 

 

“Il ministero dell’Università ha tagliato nei mesi scorsi i fondi all’ateneo leccese,

aggravando ulteriormente una situazione di difficoltà che rischia di creare problemi di funzionalità dei servizi e di qualità della didattica per ricadere, in definitiva, sugli studenti.

E bene hanno fatto gli studenti a mobilitarsi subito per impedire un nuovo incremento delle tasse proprio a causa dei tagli della Gemini.

E altrettanto importante è stata la reazione del Rettore che, estraneo a qualsiasi logica politica, ha espresso pubblicamente il proprio dissenso verso una scelta che penalizza l’intero ateneo.

Certo è sorprendente che i tanti parlamentari e consiglieri regionali del Pdl, nonché il neo presidente della Provincia, che pure esternano a ogni piè sospinto, non abbiano trovato il tempo per esprimere una qualche opinione e, magari, attivarsi per trovare qualche soluzione riparatrice.

Prendiamo atto che non si vuole disturbare il ministro Gelmini che, al contrario, sta arrecando danni continui alla scuola e all’Università visto che l’unica pratica che esercita è quella dei tagli dei docenti e dei precari e delle risorse.

Ma la Regione Puglia non abbandona le Università pugliesi e, pur dentro a un bilancio rigido, destina 10 milioni di euro agli atenei. Questo è quanto ha deciso oggi la commissione bilancio della Regione.

L’Università di Lecce avrà quindi un finanziamento di 2 milioni di euro per questi ultimi mesi del 2009 (Bari ne avrà 4 e Foggia 1); il resto delle risorse (3 milioni di euro) verrà ripartito dalla conferenza regionale dei rettori e ci sarà, pertanto, un ulteriore contributo.

Questo ulteriore impegno di spesa a favore dell’ateneo salentino è coerente con quanto fatto nei mesi passati.

Se oggi il prof. Cingolani annuncia l’imminente apertura del nuovo centro di

nanotecnologie, con conseguente assunzione di giovani ricercatori, è proprio in virtù di un finanziamento regionale di 10 milioni di euro.

L’evidenza dei fatti, pertanto, non consente smentite: mentre a Roma Berlusconi

taglia, a Bari si reperiscono risorse indispensabili per non far crollare il sistema

universitario pugliese e, addirittura, per qualificarlo ulteriormente.

Non ci pare una differenza da poco.

 

 

Lecce, 17 settembre 2009                                                                            Antonio Maniglio

 

venerdì, 17 aprile 2009

RICEVO E PUBBLICO

DIFESA DEL VINO ROSATO

di Antonio Maniglio

agric-vino_rosato

postato da: messapico85 alle ore 17:43 | link | commenti
categorie: ricevo e pubblico, antonio maniglio
venerdì, 27 febbraio 2009

RICEVO E PUBBLICO

PD

Regione Puglia

Antonio Maniglio

Presidente gruppo consiliare


Nucleare in Puglia? Il 3 marzo mettiamo un punto fermo in Consiglio Regionale.

E la destra che in Puglia è anche

contro le biomasse cosa farà?

 

Il nucleare torna nell’agenda nel governo nazionale e la sua declinazione

concreta investe anche la Puglia.

Non è la prima volta. Anche nel 1980, in virtù delle peculiari condizioni

naturali della nostra regione, prima fra tutte il basso rischio sismico, l’area

tra Nardò e Avetrana fu individuata come sito ideale. Ma una straordinaria

mobilitazione popolare bloccò i progetti dell’Enel.

Oggi il tema ritorna e il governo ripropone l’opzione nucleare incurante dei

problemi tutt’ora aperti ereditati dalla prima stagione nuclearista.

Quanti sanno che le scorie prodotte dalle centrali italiane non sono state

ancora smaltite? E che da trent’anni si trovano in depositi “temporanei” in

attesa di individuare un sito?

Come si fa, pertanto, a riproporre oggi di tornare al nucleare di terza

generazione che pone problemi immensi sia per la sicurezza degli impianti

che per lo smaltimento delle scorie?

Il governo Prodi, a conferma che non c’è un atteggiamento

pregiudizialmente negativo, ha riammesso l’Italia nei centri di ricerca

internazionale che stanno lavorando sul nucleare di quarta generazione.

Sarebbe logico e lungimirante, se si dovesse fare l’opzione nucleare,

guardare a quelle ricerche.

E comunque ciò non interessa la nostra regione. In Puglia abbiamo già dato.

Lo vogliamo dire con nettezza, senza se e senza ma.

La nostra regione è tra le maggiori produttrici di energia ed esporta, a

proposito di federalismo solidale, l’88% di quanto produce.

Ma ciò non avviene a costo zero.

Per sostenere una rete energetica così potente i pugliesi pagano un prezzo

altissimo in termini di danni alla salute delle persone e di degrado

ambientale. E a nessuno è consentito chiedere ulteriori sacrifici alle nostre

comunità.

Queste, d’altronde, sono le scelte qualificanti del piano energetico

pugliese: riduzione della quantità di energia da fonti fossili, impulso alle

energie rinnovabili, risparmio energetico.

Ecco perché non c’è spazio per ipotizzare l’insediamento di una centrale

nucleare o di un sito per le scorie.

E siccome non possiamo passare i prossimi mesi a battibeccare su nucleare

SI’ nucleare NO è bene che il Consiglio Regionale, responsabile di fronte ai

pugliesi anche delle scelte energetiche, si esprima con chiarezza.

L’ordine del giorno del PD corrisponde a questa esigenza.

Ci assumiamo la responsabilità di dire no, per l’oggi e per domani,

all’insediamento di centrali nucleari o di depositi di scorie radioattive sul

nostro territorio.

E a questo è finalizzato l’ordine del giorno presentato a settembre dal Pd.

C’è la disponibilità, naturalmente, a introdurre eventuali modifiche

migliorative ma un punto è immodificabile: la Puglia deve dire un NO secco

e chiaro ad impianti nucleari sul suo territorio.

Antonio Maniglio

lunedì, 26 gennaio 2009

RICEVO E PUBBLICO

E GALATONE?

PD

Regione Puglia

Antonio Maniglio

Presidente gruppo consiliare

 

Finanziamenti regionali

Salento: 782mila  euro a sostegno dei disabili

 

Nuovi  cospicui finanziamenti a sostegno delle persone disabili.

È quanto previsto dall’assessorato ai servizi sociali per  otto progetti presentati da imprese e cooperative che operano nel terzo settore e che saranno realizzati in provincia di Lecce.

L’obiettivo dei progetti è quello di diffondere l’utilizzazione degli strumenti informatici e delle nuove tecnologie per le persone diversamente abili ed i loro nuclei familiari.

E ciò sia per ridurre il rischio di  esclusione sociale, derivante dalla non conoscenza delle nuove tecnologie, che per facilitare  l’accesso a tutti i servizi on line, in particolare a quelli delle pubbliche amministrazioni.

I progetti approvati e finanziati in tutta le regione sono 34 e si contraddistinguono anche per l’integrazione con le politiche di sviluppo locale oltre che per la forte sottolineatura, richiesta dal  bando,  della parità di  genere.  E ciò per  evitare che sulle donne possa ricadere una doppia esclusione.

Con questo provvedimento continua l’ottimo lavoro dell’assessore Gentile in tema di servizi sociali.

In questi anni si è finanziato l’acquisto di computer  per  migliaia   di   disabili, si è sperimentato  l’assegno di cura, si  sono destinate risorse consistenti agli asili nido e alla scuole materne.

Vi è la conferma che una politica di servizi e di sostegno alle persone, perché produca buoni risultati, deve essere coerente e costante nel tempo. Ed è quello che anche con questa tranche di finanziamenti la regione sta cercando di fare.

REG

martedì, 30 dicembre 2008

RICEVO E PUBBLICO

PD

Regione Puglia 
Antonio Maniglio
Presidente gruppo consiliare

 

L’ordinanza sui rifiuti

 

IMPEGNO FORTE PER SUPERARE L’EMERGENZA….

……ma paghiamo ancora i ritardi nei bandi del precedente e

fallimentare piano dei rifiuti

 

“I sindaci di Ugento e Presicce hanno ragioni da vendere. E ancor di più sono nel giusto i loro concittadini  che   da   anni   convivono   con   una   discarica   il   cui   impatto   diventa   sempre   più problematico.

Ma  è  impensabile,   nello   stesso   tempo, che il commissario governativo   potesse emettere un’ordinanza per scaricare su altre province un problema di smaltimento dei rifiuti che riguarda la provincia di Lecce.

L’auspicio, pertanto, è che il mese fissato nell’ordinanza serva a trovare altre soluzioni dando un assetto definitivo a tutti il ciclo dei rifiuti.

Ciò che, invece, è inaccettabile è la canea orchestrata da Palese & company che ancora sperano di vedere la spazzatura in mezzo alla strada. Come se loro venissero dalla luna.

Ma chi vogliono imbrogliare? I problemi di questi giorni nascono proprio da quello che non è stato fatto o è stato fatto male negli anni passati acculando ritardi che solo in questi o in questi mesi, faticosamente, si stanno superando.

Vogliamo ricordare i dati? Il piano dei rifiuti Fitto fu approvato nel marzo 2001, ma i bandi per gli impianti furono firmati solo nel…dicembre 2004! Ben 45 mesi, quasi 4 anni, dopo il varo del piano.

Ecco perché oggi nel Salento e  in Puglia c’è affanno, perché non si  possono recuperare  in pochi mesi simili ritardi.

Il  piano Vendola,  rimodulato per  superare  il  sistema dei   termovalorizzatori  e  incentivare la raccolta differenziata,  è stato pubblicato nel dicembre 2005 e  dopo quattro mesi (non quarantacinque!) sono stati già firmati i contratti con i vincitori delle gare, in particolare per gli impianti della LE2 e LE3.

La stessa  chiusura di  Nardò,  d’altronde,  non è stato un colpo di   testa di  Vendola ma  la coerente conclusione di  un processo concertativo che aveva coinvolto anche  la precedente gestione commissariale di FITTO.

E d’altronde l’eredità della destra, che oggi vorrebbe impartire  lezioni di buongoverno, c'è la racconta  la Corte dei  Conti:   in  tredici  anni   il  gap nella  raccolta differenziata, che in Puglia partiva da meno 8 punti rispetto alla media nazionale, si è più che raddoppiato.

Non solo.  La gestione commissariale di  Fitto è stata segnata da  “inerzia e  inefficienza: in tredici  anni  non è cambiato nulla.   Il  piano  regionale dei   rifiuti  è stato un  fallimento.” 

E ha evidenziato una “non corretta gestione amministrativa,  con una totale assenza di pubblicità, concorrenza e trasparenza nell’attribuzioni di incarichi esterni”.

Questo dicono i dati: “dal 2000 al  2005 si  è speso 1 milione e mezzo   per  collaborazioni,  e solo 1 milione per  la  raccolta differenziata, e dal 2002 al 2004 ben 6 milioni di euro per consulenze esterne.”

L’ordinanza su Ugento pone problemi nel rapporto con i comuni interessati. 

Ma ad oggi, nonostante  i profeti di sventura, non c’è un solo sacchetto di spazzatura in strada.

E siamo convinti che nelle prossime settimane, grazie   all’azione congiunta di Regione e Provincia di Lecce, si troveranno soluzioni utili per tutti i salentini.”

 

Lecce, 30 dicembre 2008                                                                        

                                                                     Antonio Maniglio

 

sabato, 13 dicembre 2008

RICEVO E PUBBLICO

PD

Regione Puglia 
Antonio Maniglio
Presidente gruppo consiliare

I DISOCCUPATI NON PAGHERANNO PIU’ IL TICKET PER

ESAMI DI LABORATORIO, VISITE SPECIALISTICHE,

PRESTAZIONI DIAGNOSTICHE.

Un’altra misura di giustizia sociale a favore dei ceti popolari

da parte del governo Vendola

 

“Abolito il ticket  sulle prestazioni diagnostiche, visite specialiste ed esami di laboratorio per i disoccupati.

Un’altra scelta importante del governo Vendola a favore di chi, non per certo per colpa sua, è disoccupato ed è stato costretto da sempre a pagare un tributo ingiusto.

E il fatto straordinario è che la Regione, con una forzatura motivata dal bisogno di aiutare una categoria disagiata, interviene su una materia che non è di sua competenza.

Fino ad oggi, infatti, i disoccupati hanno pagato il ticket, a volte assai elevato –come per gli esami radiologici, in virtù di una legge nazionale (la 937/1993).

E  forse il governo Berlusconi,  invece,  di togliere  l’ICI  ai  titolari di reddito oltre i 50 milioni  di euro e di dare soldi alle banche a scatola chiusa, poteva già intervenire a favore dei disoccupati.

Ai colleghi della destra, che ancora oggi parlano di fantomatiche tasse imposte dal centrosinistra, consigliamo di arrendersi alla prova dei fatti.

Nel 2005, e Fitto e Palese furono mandati a casa anche per questo, tutti i pugliesi pagavano il ticket sui farmaci; oggi lo pagano solo i titolari di reddito da 29 mila euro in su.

La decisione di oggi è coerente, pertanto, con una politica che guarda ai bisogni elementari delle persone e che coglie la drammaticità del disagio reale che c’è nelle famiglie popolari.

Se la destra volesse essere meno parolaia ha l’occasione di dimostrarlo: sulla diagnostica e sulla specialistica, che sono di competenza dello Stato, si innalzi il limite dell’esenzione, che è poco meno di 9 mila euro, e lo si porti a livello dell’esenzione decisa in Puglia per i farmaci: 29 mila euro.

Solo così le filippiche quotidiane della destra potranno essere prese sul serio, altrimenti siamo nel campo della chiacchiera pura.”

Antonio Maniglio

martedì, 25 novembre 2008

RICEVO E PUBBLICO

PD

Antonio Maniglio
Presidente gruppo consiliare

IL MITICO ROCCO

 

“La nota di  Palese è un gioiello della commedia italiana,  genere travestimento.

Non piove e le dighe sono vuote? E’ colpa di Vendola. C’è la nebbia  e a Bari Palese salta un volo? La colpa è sempre di Vendola.

Alitalia affonda gli aeroporti di Brindisi e Bari e appieda i pugliesi, come era chiaro già ad agosto?

Tranquilli,   sostiene   Palese,   anzitutto   c’è   Air   One   e   poi volendo…..l’autostop!

Ecco   il   travestimento:   implacabile   e   ossessionato   pubblico ministero   contro   il   governo   regionale,   improbabile   difensore d’ufficio delle cause perse.

MITICO!!”

 

Antonio Maniglio

venerdì, 07 novembre 2008

RICEVO E PUBBLICO

PD

Regione Puglia 
Antonio Maniglio
Presidente gruppo consiliare

 

Pronto soccorso del Fazzi di Lecce

Dal 2005 potenziato il servizio:più medici, più

operatori, più prestazioni,

maggiori spazi.

 

 

 

“Schizofrenico. Non si può definire altrimenti l’atteggiamento politico del collega Palese sul Pronto Soccorso del “Fazzi”.

Nelle settimane scorse ha improvvidamente attaccato gli operatori del Pronto soccorso in base a una non meglio precisata denuncia di un turista milanese.

Oggi, finalmente, prende atto del lavoro e della professionalità dei medici ma siccome  non  può   fare a meno della dose quotidiana di polemica si scaglia ancora una volta contro le presunte  inadempienze della regione proprio sul pronto soccorso del “Fazzi”.

Ma ancora una volta gli argomenti del capogruppo di FI sono inconsistenti e richiamano, al massimo, lo stato di degrado da cui è partita la ricostruzione del servizio di emergenza dell’ospedale leccese.

Oggi  il pronto soccorso può arrivare a fare anche 300  interventi al giorno proprio   perché,   rispetto   a   quando   c’era   la   destra,  è   stato   potenziato attraverso l’assunzione e stabilizzazione di medici e infermieri, che quando c’era Palese o non c’erano o erano precari. 

E questo consente di dare più servizi ai cittadini.

Ciò significa  –per  dare concretezza al   ragionamento-  che oggi  al  Fazzi  si trattano per   l’intero arco della giornata  (24 ore)  anche  i  codici  di  bassa intensità (bianchi e verdi, per intenderci).

E ciò è stato reso possibile grazie alla utilizzazione degli  operatori delle guardie mediche e all’assunzione di infermieri, ausiliari e personale OTA.

Quando c’erano Fitto e Palese i codici bianchi e verdi venivano trattati per poche ore al  giorno,  per   il   resto della giornata i poveri cristi dovevano confidare nella buona sorte.

Sono stati  attivati,  inoltre, quattro posti di astanteria  e,  soprattutto, un ambulatorio cardiologico che, con operatori di grande professionalità e con strumentazione deguata, gestisce le emergenze   con quanti avvertono sintomi cardiovascolari da approfondire.

Stanno partendo, infine, i lavori per il nuovo pronto soccorso, per allestire una struttura ancora più ampia e più moderna in grado di  accogliere in modo ancora più efficace i cittadini.

Come si vede stiamo parlando di numeri, di strutture, di servizi, di lavoro concreto, di progetti che si realizzano, di servizi che prima non c’erano o oggi ci sono.

Come fa il  collega Palese a non arrossire ogni volta che torna su problemi che  lui  ha contribuito a  incancrenire è uno dei misteri irrisolti di certa politica.”

 

Lecce, 7 novembre 2008

                                                                                 

                                                                                  Antonio Maniglio

 

martedì, 28 ottobre 2008

RICEVO E PUBBLICO

 

PD

Regione Puglia 
Antonio Maniglio
Presidente gruppo consiliare

I tagli di Tremonti sulla Puglia: 8000 posti di lavoro in meno,
centinaia di scuole chiuse….
……e gli studenti non capiscono nulla
Parola del collegio di difesa Ruocco-Palese
 
 

“L’arcano è svelato. Le migliaia di studenti, docenti e genitori che sfilano in tutta la Puglia per difendere la scuola e l’università pubblica non capiscono un tubo.
Lo certifica il tandem Ruocco-Palese che, incuranti del ridicolo, si ergono a disciplinati  difensori  d’ufficio di  un governo  che per   fare  cassa  taglia 8 miliardi di euro alla scuola e 80 mila posti di lavoro in tre anni.
Ma queste, come direbbe Totò e oggi ripetono i capi del Pdl pugliese, sono quisquilie!
Purtroppo non è così! Qui non c’è alcuna riforma, ci sono solo le forbici
di Tremonti che si abbattono su una delle poche istituzioni universalistiche, la scuola.

E siccome tutto ciò che incide sulla vita reale delle persone viene
immediatamente percepito è scattata la protesta, spontanea e unitaria.
E se è vero che  finanche movimenti  giovanili  della destra partecipano ai movimenti di questi giorni, forse solo per evitare improbabili egemonie, non sarebbe male se i consiglieri del PDL acquisissero qualche notizia di prima mano dagli ambienti giovanili e non solo da quelli ministeriali.
Vendola, pertanto, stando con gli studenti ha fatto semplicemente il suo
dovere.
Ma   c’è   un   motivo   in   più   che   giustifica   la   presenza   di   Vendola: i provvedimenti del governo tagliano solo in Puglia oltre 8000 posti di lavoro (dati  del  “Sole24ore”,  non dei  collettivi  agitprop)  e  l’ipotesi  di   riordino della rete scolastica può comportare  la chiusura di  centinaia di  scuole  in tantissimi piccoli comuni pugliesi.
E che deve  fare un presidente che si  vede non solo espropriato dei  suoi poteri   (spetta   alle   regioni   programmare   la   rete   delle   scuole) ma che potrebbe  trovarsi  con migliaia di  posti  che  restano vacanti e con tanti piccoli  comuni che rischiano di essere privati di una delle poche istituzioni culturali e sociali presenti sul territorio?
Se la destra pugliese ha un qualche potere  a livello nazionale farebbe bene a spenderlo a difesa della Puglia. Ne potrebbe trarre finanche un vantaggio.
Se  invece  la  tiritera del  collegio  di  difesa è  che Berlusconi  ha  vinto  le elezioni e può fare ciò che vuole contro tutto e tutti ci pare di assistere a un film già visto (l’attacco all’art. 18 dello statuto dei lavoratori).
E quel film, iniziato nel 2001, non si concluse molto bene, mi pare, né per Berlusconi  né per  le diverse “protesi” sparse  in  Italia.

E Palese e Ruocco dovrebbero saperne qualcosa!”

Bari, 28 ottobre 2008                                          

                                                            Antonio Maniglio

venerdì, 24 ottobre 2008

RICEVO E PUBBLICO

PD Regione Puglia 
Antonio Maniglio
Presidente gruppo consiliare

Il solito quotidiano e rancoroso attacco a Vendola
In tre anni gli investimenti AQP da 45 a
500 milioni di euro
-Nuove norme per un governo efficace dell’acqua
-Ma per la destra se non piove è colpa di Vendola
 
 
“Se la destra specula anche sulle calamità atmosferiche vuol dire che sono proprio alla frutta.
Non piove? E’ colpa di Vendola.  
Il Sinni riduce la fornitura d’acqua per Basilicata, Calabria e Puglia? E’ sempre colpa di Vendola.
Naturalmente il Pdl si guarda bene dal dire cosa bisogna fare, oltre alla danza della pioggia, e soprattutto cosa ha fatto nel decennio 1995-2005 per dotare la Puglia di infrastrutture e politiche in grado di superare almeno parzialmente la nostra carenza di acqua.
Ma al loro posto parlano i dati forniti proprio dall’AQP e che la destra non ha mai avuto il coraggio civile di contestare in sede di audizione.
E i   fatti    non lasciano dubbi: nel   triennio 2003-2005 (presidenza Divella) AQP   è passato da 19 a 45 milioni di   investimenti; dal 2005 ad oggi gli investimenti in esecuzione sono passati da 45 a 500 milioni (!!!), secondo i dati forniti dall’ing. Monteforte.
Sono partiti, tra l’altro, gli investimenti per ridurre le perdite sia attraverso la sostituzione dei contatori (35   milioni   di   euro) che il progetto straordinario per la ricerca perdite e risanamento reti (151 milioni di euro); per   potenziare   la   capacità   di   approvvigionamento   è   stata   appaltata la costruzione del potabilizzatore di Conza (53 milioni) e l’adeguamento di quelli del Pertusillo (12 milioni) e del Fortore (14 mln).
Per i tre lotti del Sinni (76 mln), che serviranno a costruire condotte e serbatoi strategici diaccumulo, si   è   in   attesa   delle   autorizzazioni.  
Perché   questo è il vero dramma: i tempi per le autorizzazioni variano da un minimo di 360 giorni a uno scandaloso 1060 giorni!!
E anche le opere destinate al Salento, l’area che soffre di più la carenza di acqua, ossia la condotta Seclì-Sant’Eleuterio e il Sifone leccese sono stati appaltati.
E ciò è stato fatto –se lo metta in testa la destra- in questi tre anni!
Anni difficili che sono stati affrontati con serietà, spirito di servizio e mettendo in piedi, oltre al rilancio di AQP, una strategia per fronteggiare la carenza di acqua.
E’ di martedì scorso l’approvazione di una serie di leggi che consentiranno di utilizzare ai fini irrigui le acque depurate, che autorizzano la Regione a partecipare con la Basilicata alla società   Aqua, nonché le norme per sbloccare i tre dissalatori e quelle per l’istituzione di un’agenzia dell’acqua che consenta un più efficace governo di una risorsa sempre più carente e preziosa.
Di fronte a questo lavoro straordinario, tendente a recuperare il   tempo perso, la destra si esibisce con quattro parole distruttive e irresponsabili.
E lo fanno proprio mentre con la finanziaria 2009, come denunciato dalla Coldiretti, stanno     tagliando pesantemente (-55   milioni) i contributi destinati alle opere irrigue.
Questa è la politica (della destra)!”  
Antonio Maniglio
P.S. Qui invece l'ultima edizione de "Il Punto" periodico di informazione politico-amministrativo della Regione Puglia sempre a cura di Antonio Maniglio
il_punto_24_ottobre_2008[1]