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venerdì, 02 ottobre 2009

Asi, “non produciamo più un euro di debito”

 

“Il quadro non è idilliaco, ma penso che il lavoro del nuovo c.d.a. stia dando i suoi buoni frutti.

Segno che la politica non fa solo danni quando si sposta”.

In attesa di quello cartaceo, questo è in sintesi il bilancio che il presidente dell’Asi Carlo Benincasa sente di poter fare dopo circa un anno e mezzo dal suo insediamento “quando”, dice, “la situazione era veramente drammatica”.

Risanamento, riorganizzazione aziendale, investimenti in corso e progetti futuri.

Il presidente parte proprio dai debiti del Consorzio per spiegare che tipo di direzione si sia intrapresa dopo la stesura del piano di rientro, ora in fase di ri-aggiornamento (l’approvazione prevista entro il 15 ottobre).

La riduzione del personale ha ovviamente ridimensionato i numeri: da 18 a 6 dipendenti, per un risparmio sul sulla spesa pari a 750mila euro.

Provvedimento che ha permesso in un certo senso anche il pagamento degli stipendi. “Avevamo dieci mensilità in arretrato, oggi è tutto in regola”, spiega Benincasa che aggiunge: “Non abbiamo prodotto un centesimo di debito in più”. Com’è noto, i grattacapi più consistenti per il Consorzio erano derivati dalla gestione delle reti dell’Acquedotto Pugliese, con tutte le conseguenze che le imprese lasciate più volte all’asciutto hanno dovuto fronteggiare:

“Ma ora che della gestione si occupa esclusivamente l’Aqp, siamo nelle condizioni di non produrre altri debiti”, che comunque restano in pendenza: l’Acquedotto rivendica il pagamento di 6mln.

Il presidente non assicura nell’immediato, ma in qualche modo fa intendere che si sta facendo un grande lavoro per non lasciare insoluta alcuna pratica.

Accenna infatti all’approvazione del regolamento per l’assegnazione dei suoli di proprietà del Consorzio “che ci ha permesso di eliminare il mercato nero dalle zone industriali”.

Bisognerà adesso procedere alla verifica dello stato dei luoghi, ci sono circa 1 milione e 800mila metri quadri di lotti a disposizione delle imprese, da destinare subito, senza varianti, è tutto previsto nel Prg.

A Tricase, Gallipoli e Nardò alcuni lotti sono già stati assegnati.

Molte aree industriali della provincia potrebbero invece essere a breve interessate dagli interventi di completamento che l’Asi ha previsto, finanziabili con le risorse che il relativo bando europeo di sviluppo regionale – con scadenza 30 settembre – contiene.

Il progetto prevede al primo punto: la riqualificazione della zona industriale di Lecce-Surbo con la messa in sicurezza della viabilità e la realizzazione di alcune rotatorie sull’asse principale di spina, la realizzazione si segnaletica stradale

e della cartellonistica relativa alle sedi delle aziende; completamento della rete di distribuzione dell’acquedotto industriale e realizzazione di infrastrutture a banda larga.

Al secondo: la riqualificazione dell’agglomerato industriale di Galatina/Soleto nella stessa misura individuata per Lecce, più la realizzazione di un sistema di illuminazione a Led e il completamento della rete fognaria.

Nell’area di Nardò/Galatone la realizzazione della viabilità e il completamento e la messa in funzione dell’acquedotto potabile e fognante è già in fase di realizzazione, al contrario della realizzazione del sistema di illuminazione a Led.

A Gallipoli, poi, c’è da intervenire praticamente su tutto: viabilità, infrastrutture a banda larga, illuminazione, fognatura e rete di distribuzione dell’acquedotto industriale, da realizzare in toto.

Anche nelle zone P.i.p di Maglie e Melpignano c’è un gran bel da fare: il progetto per il riuso delle acque reflue per usi industriali del depuratore consortile di Maglie è già in corso, come la dotazione infrastrutturale.

Occorre quindi sistemare la viabilità con inserimento di illuminazione, realizzare il sistema a banda larga, completare la rete fognaria e rielaborare il progetto esecutivo per il II° lotto di lavoro per il cavalcavia sulla ss16.

Infine, l’area di Tricase/Specchia/Miggiano: si prevedono interventi per la viabilità, la dotazione di banda larga, di sistema di illuminazione a Led e il completamento della rete fognaria.

La realizzazione delle infrastrutture è già in corso d’opera.

Quali sono i progetti futuri, le idee? Un Parco delle energie rinnovabili a servizio delle imprese.

Ci sarebbero ben 25 ettari da destinare a questa che per ora è praticamente solo un’idea. Benincasa sostiene di crederci fermamente, anche se ci vorrà del tempo.

Primo passo: gli espropri.

Fonte: www.ilpaesenuovo.it

venerdì, 24 ottobre 2008

RICEVO E PUBBLICO

PD Regione Puglia 
Antonio Maniglio
Presidente gruppo consiliare

Il solito quotidiano e rancoroso attacco a Vendola
In tre anni gli investimenti AQP da 45 a
500 milioni di euro
-Nuove norme per un governo efficace dell’acqua
-Ma per la destra se non piove è colpa di Vendola
 
 
“Se la destra specula anche sulle calamità atmosferiche vuol dire che sono proprio alla frutta.
Non piove? E’ colpa di Vendola.  
Il Sinni riduce la fornitura d’acqua per Basilicata, Calabria e Puglia? E’ sempre colpa di Vendola.
Naturalmente il Pdl si guarda bene dal dire cosa bisogna fare, oltre alla danza della pioggia, e soprattutto cosa ha fatto nel decennio 1995-2005 per dotare la Puglia di infrastrutture e politiche in grado di superare almeno parzialmente la nostra carenza di acqua.
Ma al loro posto parlano i dati forniti proprio dall’AQP e che la destra non ha mai avuto il coraggio civile di contestare in sede di audizione.
E i   fatti    non lasciano dubbi: nel   triennio 2003-2005 (presidenza Divella) AQP   è passato da 19 a 45 milioni di   investimenti; dal 2005 ad oggi gli investimenti in esecuzione sono passati da 45 a 500 milioni (!!!), secondo i dati forniti dall’ing. Monteforte.
Sono partiti, tra l’altro, gli investimenti per ridurre le perdite sia attraverso la sostituzione dei contatori (35   milioni   di   euro) che il progetto straordinario per la ricerca perdite e risanamento reti (151 milioni di euro); per   potenziare   la   capacità   di   approvvigionamento   è   stata   appaltata la costruzione del potabilizzatore di Conza (53 milioni) e l’adeguamento di quelli del Pertusillo (12 milioni) e del Fortore (14 mln).
Per i tre lotti del Sinni (76 mln), che serviranno a costruire condotte e serbatoi strategici diaccumulo, si   è   in   attesa   delle   autorizzazioni.  
Perché   questo è il vero dramma: i tempi per le autorizzazioni variano da un minimo di 360 giorni a uno scandaloso 1060 giorni!!
E anche le opere destinate al Salento, l’area che soffre di più la carenza di acqua, ossia la condotta Seclì-Sant’Eleuterio e il Sifone leccese sono stati appaltati.
E ciò è stato fatto –se lo metta in testa la destra- in questi tre anni!
Anni difficili che sono stati affrontati con serietà, spirito di servizio e mettendo in piedi, oltre al rilancio di AQP, una strategia per fronteggiare la carenza di acqua.
E’ di martedì scorso l’approvazione di una serie di leggi che consentiranno di utilizzare ai fini irrigui le acque depurate, che autorizzano la Regione a partecipare con la Basilicata alla società   Aqua, nonché le norme per sbloccare i tre dissalatori e quelle per l’istituzione di un’agenzia dell’acqua che consenta un più efficace governo di una risorsa sempre più carente e preziosa.
Di fronte a questo lavoro straordinario, tendente a recuperare il   tempo perso, la destra si esibisce con quattro parole distruttive e irresponsabili.
E lo fanno proprio mentre con la finanziaria 2009, come denunciato dalla Coldiretti, stanno     tagliando pesantemente (-55   milioni) i contributi destinati alle opere irrigue.
Questa è la politica (della destra)!”  
Antonio Maniglio
P.S. Qui invece l'ultima edizione de "Il Punto" periodico di informazione politico-amministrativo della Regione Puglia sempre a cura di Antonio Maniglio
il_punto_24_ottobre_2008[1]