IL SOLITO TEATRINO
DI MICELI & SOCI
Devo dire la verità, mi aspettavo questo blitz da parte della giunta Miceli ed è puntualmente arrivato. Mi spiego meglio.
Per motivi di studio sapevo da tempo che
Oggi infatti sul sito del Comune è stato pubblicato il bando e lo schema di domanda ( http://www.comune.galatone.le.it/news_primo_piano/view.php?id=910&numero_elemento=0 ) per
“Commissione Locale per il Paesaggio, ai sensi dell’art. 8 della L.R. n° 20/2009 – Deliberazione della Giunta Municipale n° 277 del 15/12/2009 avente per oggetto:“L.R. Puglia n° 20/2009. Composizione, istituzione, funzionamento e nomina della Commissione.”
Il blitz è perfetto, in data 15/12/2009 viene fatta la delibera di giunta preparatorio all’avviso pubblico e al bando, in data 16/12/2009 viene pubblicato il bando e lo schema di domanda e il 18/12/2009 si chiude tutto.
In 3 giorni d’altronde è morto e risorto il creatore figuriamoci se non si potesse orchestrare tutta questa giostra.
A poco serve ribadire nel bando che:
“In tema di nulla osta paesaggistici, il 31 dicembre 2009 cesserà il cd. Regime transitorio previsto dall’art. 159 del D.Lgs. 42/04, Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
Il Comune di Galatone, avendo popolazione superiore a 15.000 abitanti, è destinatario
diretto della delega al rilascio dell’Autorizzazione Paesaggistica. Il Comune può essere
destinatario diretto della delega, ma deve dotarsi della Commissione Locale per il Paesaggio e deve essere designato un Responsabile del Procedimento diverso da quello delegato alle funzioni in tema di edilizia e urbanistica. Tale Commissione esprime il parere nell’ambito del procedimento di rilascio dell’anzidetta autorizzazione.
Per quanto sopra, stante l’urgenza,
Deliberazione n° 277 del 15/12/2009 ha stabilito gli indirizzi circa la composizione, la istituzione, il funzionamento e la nomina della Commissione Locale per il Paesaggio, nonché il nominativo del Responsabile del Procedimento.
Il presente avviso urgente è finalizzato alla selezione dei componenti della Commissione.”
Chiacchiere. Solo chiacchiere.
Perché non si fa un concorso pubblico (con tutti i sacri crismi della regolarità) in questo benedetto Comune e non si attinge sempre da quella graduatoria?
Perché non ci si ispira a quella straordinaria forma di governo che si chiama MERITOCRAZIA (di seguito il significato per chi non lo sapesse) dove le cariche amministrative, le cariche pubbliche, e qualsiasi ruolo che richieda responsabilità nei confronti degli altri, è affidata secondo criteri di merito, e non di appartenenza lobbystica, familiare (nepotismo e in senso allargato clientelismo) o di casta economica (oligarchia)?
Nel registrare il consociativismo delle minoranze o presunte tali, rimango in attesa di illuminanti risposte.
SCAJOLA: UNO CHE NE CAPISCE...
Scaiola solo qualche giorno fa, di ritorno dalla missione di stato a Dubai, ha dichiarato: "Dubai ha superato la crisi, crescerà del 5 per cento nel 2010 e ora guarda con simpatia all'Italia e con ammirazione ai nostri prodotti".
Claudio Scajola non è uno che usa giri di parole, ormai le sue stentoree dichiarazioni hanno fatto scuola. Opinioni nette, sganciate con la sicurezza di chi è addentro alle questioni e ha una conoscenza di prima mano di cose e persone.
L'uomo che ha definito Marco Biagi un rompicoglioni, che ha bollato come stronzi gli operai e certificato sulla parola che il nucleare è "sicuro", non è certo una persona priva del coraggio delle sue opinioni o abituata alle sfumature.
Il 24 di novembre, di ritorno dalla missione governatiiva a Dubai, ha consegnato ai media un'altra dichiarazione destinata a rimanere negli annali della politica per il suo nitore e per la sua precisione: "Dubai ha superato la crisi, crescerà del 5 per cento nel 2010 e ora guarda con simpatia all'Italia e con ammirazione ai nostri prodotti".
Il 26 di novembre Dubai ha chiesto una moratoria sui debiti, che non è in grado di onorare, provocando un tracollo di tutte le borse mondiali. E tanti saluti al 5% di crescita.
Claudio Scajola è il ministro italiano per lo Sviluppo Economico ed è il principale sponsor dell'idea di buttare decine di miliardi di euro nella costruzione di centrali nucleari di veccia concezione, del mitico Ponte di Messina e di altre genialate del genere. Un fulgido esempio d'italica classe dirigente.
ORA L’ASSESSORE BOVE SI DIMETTA
Siamo alle solite. Solita confusione, soliti parapiglia e solita maggioranza litigiosa con se stessa ed in piena crisi esistenziale.
Ebbene si, il consiglio comunale di ieri ci consegna l’ennesimo siparietto comico nei rapporti tra assessori, sindaco e maggioranza consiliare.
Ma andiamo con ordine.
Tra gli altri punti all’ordine del giorno ieri in consiglio comunale vi era il punto 7: “Proposta di integrazione all’art. 3 del Regolamento dell’Asilo Nido Comunale”.
Si è discusso in consiglio infatti di modificare il regolamento dell’asilo nido comunale dopo le riunioni in consiglio di gestione dell’asilo nido e della 3° commissione consiliare.
In pratica il dibattito si è articolato essenzialmente sull’utilità di porre un limite temporale alle iscrizioni all’asilo nido e precisamente, cosi recita la proposta di integrazione, “si può dar luogo in qualsiasi momento a nuove ammissioni e comunque entro e non oltre il 30 aprile di ogni anno”(tutto il materiale in allegato).
L’assessore Roberto Bove ha subito relazionato sul punto all’ordine del giorno difendendo strenuamente, ed in più occasioni durante il dibattito, ciò che all’unanimità avevano approvato sia il consiglio di gestione che la 3° commissione consiliare.
A questo punto è subito intervenuto il consigliere Maglio che ha espresso forti perplessità riguardo al limite/tetto temporale da imporre, successivamente intervenivano anche il capogruppo di maggioranza Marcuccio ed il Sindaco Miceli che erano completamente d’accordo con le eccezioni sollevate dal consigliere Maglio.
In pochi minuti l’operato dell’assessore Bove è stato letteralmente sconfessato sia dalla minoranza ma soprattutto dai consiglieri di maggioranza e dal capo della Giunta.
Si è quindi passato al voto dove all’unanimità il consiglio ha deciso di rimandare il punto all’ordine del giorno con l’impegno di revisionare quanto prima il regolamento.
Credo siano doverose, a questo punto, le dimissioni immediate dell’assessore Bove sbeffeggiato e sfiduciato dalla sua stessa maggioranza che probabilmente si chiederà, come tutti noi del resto, quale apporto Bove in questi anni abbia dato al Paese con il suo incarico assessorile.
...LE DUE CONCEZIONI DEL DEBITO...
Tra i beni che saranno venduti ci sono il tunnel di Dartford sul Tamigi e il sistema di scommesse Tote, ha citato Brown parlando a un convegno economico alla sede di Bloomberg Londra. Secondo il primo ministro è comunque necessario continuare con il programma di stimolo all'economia fino a quando la ripresa non si sarà consolidata.
I quotidiani inglesi citano tra i beni che saranno ceduti anche la partecipazione nel capitale della società del tunnel sotto alla Manica e della ferrovia che lo percorre, la quota statale nell'azienda che arricchisce l'uranio per le centrali atomiche (Urenco) e numerose proprietà immobiliari. Il ministro del Commercio e industria, Peter Mandelson, ha riferito che le cessioni «ci aiuteranno a ridurre i disavanzi senza effettuare tagli sui servizi pubblici di base. Ma no siamo idioti: non venderemo ai prezzi più bassi».
È facile notare che in Inghilterra con un debito pubblico al 12% del PIL il governo venda asset più o meno strategici per ridurre il debito.
In Italia invece, succede esattamente l’opposto.
I dati di oggi della Banca d’Italia ci dicono che l'indebitamento dello Stato sale ancora e tocca un nuovo record ad agosto a quota 1.757,534 miliardi di euro. Il debito pubblico di agosto ha registrato un rialzo dello 0,2% rispetto ai 1.754 miliardi di euro di luglio scorso, e del 5,7% rispetto ai 1.663 miliardi di fine 2008.
Nel 2008 era pari al 105,8% del PIL, rispetto al 103,5% del 2007, secondo i dati della Banca centrale. Il governo prevede un aumento del debito pubblico pari al 110,5% del PIL quest’anno e del 112% nel 2010.
In Inghilterra i ponti si vendono per far calare il debito…in Italia invece i ponti (inutili come quello di Messina) si continuano a fare…
Che dire, Buona fortuna a tutti noi !!!
Dati: www.corriere.it
LAVORO, I DATI ALLARMANTI DELLA CGIL
E’ forte la crisi nei settori produttivi del Salento. A dirlo sono i dati sull’occupazione presentati dalla Cgil. I lavoratori del metalmeccanico in cassa integrazione sono 1080 su 1776.Cnh Italia ha 450 lavoratori, su
della Nardò Techinical Center fino al 17 ottobre; mentre per i 42 lavoratori di Casta si è ancora in attesa di un provvedimento.
Nel settore del Tac una boccata d’ossigeno per i 200 lavoratori della Romano di Matino in cassa fino al 31 agosto 2010. Ancora in attesa della pubblicazione di un decreto invece per gli oltre 640 lavoratori delle aziende del gruppo Filanto: l’azienda Zodiaco ha 210 lavoratori su
Per quanto riguarda Adelchi, invece, il sindacato è in attesa di una convocazione per approfondire i dettagli di un nuovo progetto dell’azienda; al momento però sono ben 490 i lavoratori in cassa integrazione straordinaria.
Per due aziende satellite del Gruppo Adelchi sono stati raggiunti recentemente gli accordi per la cassa integrazione straordinaria: 338 i lavoratori di Crc di Tricase in cassa straordinaria dal 6 luglio; stessa durata per 142 dipendenti della Nuova Adelchi.
Tutt’altro che rosea la situazione nel settore dell’edilizia: nel Gruppo Palumbo (Leadri, Pal Strade, Cocemer) ben 95 su circa 200 sono in cassa integrazione; sono in Cigo anche 36 lavoratori della Petito Srl; 20 quelli della Socim e 15 della Imcev.
Contratti di solidarietà sono stati sottoscritti invece alla Gieffe che ha interessato i 29 dipendenti, alla Billa Iperstanda con 76 dipendenti,
Alla Carrefour di Cavallino 220 dipendenti in cassa a rotazione.
Ben nota è la condizione dei precari della scuola: almeno 500 tra docenti e personale Ata. Anche nel settore agro-alimentare aumenta il dato della cassa, con il caso della Copersalento, in cui tutti i dipendenti (35 più
Fonte: www.ilpaesenuovo.it

Fonte: Quotidiano di Puglia
SPRECOPOLI E PARENTOPOLI ?
BENVENUTI A MICELI TOWN !!!
È doveroso non lasciare passare sotto traccia alcune delibere approvate in Luglio e Agosto poiché il loro contenuto è di alta rilevanza politico-amministrativa.
Cominciamo con la delibera di giunta numero185 (Art. 110 del T.U. sull'ordinamento degli Enti Locali-Settore servizi Sociali- Atto di indirizzo reperibile al seguente indirizzo: http://www.comune.galatone.le.it/delibere_giunta/view.php?id=1752&numero_elemento=14)
con tale atto si delibera di potenziare l’organico specialistico nel settore servizi sociali mediante la programmazione di incarichi a contratto, a tempo pieno e determinato, e che tali incarichi saranno disposti con decreto del Sindaco.
Quindi l’amministrazione ravvisa la necessità di potenziare il settore servizi sociali, pubblica istruzione e cultura con la nomina di una Assistente Sociale e di un Istruttore Direttivo;
necessità talmente urgente che solo dopo qualche giorno arrivano due decreti del Sindaco (precisamente il n° 7/2009 e 8/2009) dove si nominano le due figure sopra menzionate.
Ora è naturale chiedersi:perché non si è adottata una procedura di concorso pubblico? O perché non si è attinto da un elenco di professionisti vagliando opportunamente i loro curriculum? O più in generale perché non si dà mai spazio a quella straordinaria forma di governo che si chiama meritocrazia e cioè quel luogo dove le cariche amministrative, le cariche pubbliche, e qualsiasi ruolo che richieda responsabilità nei confronti degli altri, è affidata secondo criteri di merito, e non di appartenenza lobbystica, familiare (nepotismo e in senso allargato clientelismo) o di casta economica (oligarchia).
Ora non voglio scendere nel particolare di “nomi e nomine”, anche perché sarebbe indelicato, ma ritengo che si stia esagerando, che nella gestione degli incarichi si stia veramente uscendo fuori dal seminato, che si stia superando il limite della decenza.
Altra delibera che merita attenzione è la numero 195 con data di emissione 12/08/2009:
(Organizzazione eventi estivi 2009 reperibile al seguente indirizzo http://www.comune.galatone.le.it/delibere_giunta/view.php?id=1759&numero_elemento=8 ).
Qui si sfiora il ridicolo per una serie di ragioni:
Come si fa a programmare un calendario degli eventi a estate inoltrata? Perché preventivamente non si è provveduto ad organizzare una mappa degli eventi per l’estate Galatea? Come si possono attrarre turisti, in un paese che è a vocazione turistica anche solo per la sua posizione geografica, senza una programmazione turistica seria? E mai possibile che l’amministrazione non riesca a reperire risorse economiche e culturali per promuovere la sua vocazione turistica? Come mai solo grazie alle tanto vituperate e criticate associazioni si riesce ad organizzare qualcosa di degno?
Dal Sindaco non servono più risposte ma fatti.
P.S. Sembra proprio che la “PAGNOTTA” l’amministrazione l’abbia voluta mangiare anticipatamente… qualora non ne foste ancora pienamente convinti, leggete questa delibera:
http://www.comune.galatone.le.it/delibere_giunta/view.php?id=1751&numero_elemento=5
IL GOVERNO TACE
La corsa del prezzo dei carburanti in coincidenza con i massicci spostamenti estivi riaccende lo scontro sul comportamento delle compagnie petrolifere.
Un comportamento asimmetrico: quando il prezzo sui mercati internazionali sale, come avviene da aprile, le conseguenze sul prezzo alla pompa sono immediate; quando, invece, il prezzo del barile scende,come è stato dall’autunno scorso fino a primavera, le ricadute sui consumatori sono ritardate e parziali.
Vi sono solide ragioni tecniche che però, solo in parte, spiegano la vischiosità delle riduzioni (ad esempio il prezzo di acquisto delle scorte ed il prezzo bloccato nei contratti in essere). Molto meno giustificabile la rapidità e la portata degli aumenti.
In sintesi, i prezzi alla pompa sono in larga misura variabili politiche, controllate dalle compagnie petrolifere nello spazio di manovra consentito dalla politica economica dei governi.
Ecco il punto: la politica economica del Governo Berlusconi lascia mano libera alle compagnie petrolifere, come lascia mano libera a tutti gli interessi più forti. Oppure, quando la situazione si mette veramente male, ricorre allo scambio corporativo tra misure simboliche e di breve periodo in cambio di salvaguardia delle rendite.
Certo, la retorica di Tremonti-Robin Hood abbonda, amplificata da media controllatati o allineati, incontrastata dalle associazioni delle imprese, liberiste soltanto sul mercato del lavoro.
Ma la realtà è opposta e colpisce consumatori ed imprese.
Per disciplinare compagnie petrolifere, grandi catene distributive, banche, assicurazioni, produttori di energia elettrica, aziende di telecomunicazioni servono interventi forti per l’apertura dei mercati.
Servono leggi e riorganizzazioni, certo difficili, per consentire concorrenza.
Servono Authority indipendenti e adeguatamente attrezzate per controllare il rispetto delle regole e dare sanzioni significative.
Insomma, sarebbe servito portare avanti le riforme avviate da Bersani nella scorsa legislatura. Invece, si è andati in direzione opposta. Il ministro Scajola ha fatto marcia indietro, in buona compagnia di tanti governi europei, sulla separazione delle reti distributive di energia (Terna) e gas (Snam) dalla proprietà degli ex(?) monopolisti Enel ed Eni. Coperto dall’invocazione strumentale del “primato della politica”, il Governo ha tagliato le risorse alle Authority di controllo,
ha ripetutamente minacciato i presidenti con la schiena dritta (Draghi alla Banca d’Italia e Ortis all’Autorità per l’energia), ha generosamente premiato i vertici servili (in particolare, Cardia, alla Consob).
Insomma, dietro la propaganda, le destre, come sempre in Italia, salvaguardano le rendite e colpiscono il lavoro e la produzione.
Stefano Fassina
Con riferimento all'approvazione della Camera dei Deputati del disegno di legge "Sviluppo ed energia", contenente l’introduzione del nucleare nel nostro Paese, e con particolare riferimento alla richiesta ANCI di rendere vincolante il parere degli enti locali, sulla quale tutti i parlamentari pugliesi si erano impegnati con plurime dichiarazioni, il vice Presidente Fabiano Amati ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Siamo francamente dispiaciuti!" Dopo l’approvazione del Senato, l'Associazione dei Comuni aveva richiesto ai Deputati ed in particolare a quelli pugliesi l’impegno ad introdurre nel disegno di legge una norma che attribuisse ai Comuni e alle Regioni il parere vincolante su tutte le ipotesi di individuazione dei siti nucleari.
"In quelle ore di polemica politica aggravata dall’imminenza delle elezioni europee ed amministrative, l’ANCI mantenne un contegno unanimemente equidistante dalle esigenze partitiche, elaborando una richiesta fondata sul buon senso e sottraendosi dalle alchimie delle destre, delle sinistre, dei centri, dei sopra e dei sotto. Ottenemmo, ahi noi, risolute rassicurazioni, documentate da una produzione inusuale di dichiarazioni stampa, tutte di senso favorevole alla nostra proposta e per di più provenienti da tutti i partiti presenti in parlamento, oltre che da singoli ed autorevoli personalità politiche di rango regionale. Passata la festa (elettorale) il santo (cittadini) è stato gabbato: prima nella seduta del 24 giugno 2009 (chiamata ad esprimersi sugli emendamenti) e poi nella seduta di ieri (sull’approvazione definitiva), la Camera dei Deputati ha respinto la richiesta di introdurre il parere vincolante degli enti locali. Poiché sono convinto che solo gli uomini onesti fanno della propria parola un obbligo, ho deciso di comunicare l’espressione del voto dei Deputati pugliesi (in calce) sulle proposte emendative (25.13. e 25.14) che più semplicemente recepivano la proposta ANCI e gli impegni verbali assunti da tutti. Allo stato non resta che attendere la solitaria decisione del Governo sui siti nucleare, che in ogni caso i Comuni sono pronti ad ostacolare con tutte le iniziative amministrative e politiche di dissenso civile, qualora la scelta dovesse puntare a rubare il futuro che tante comunità hanno pensato e pianificato per sé.”
ESPRESSIONE DI VOTO DEI PARLAMENTARI PUGLIESI SUGLI EMENDAMENTI 25.13. e 25.14.
CONTRARI AL PARERE VINCOLANTE DEGLI ENTI LOCALI: Bruno, Calderisi, Carlucci, Di Staso, Divella, Franoso, Fucci, Lazzari, Lisi, Mannucci, Patarino, Pepe, Sardelli, Sbai.
FAVOREVOLI AL PARERE VINCOLATE DEGLI ENTI LOCALI:
Bellanova, Boccia, Bordo, Buttiglione, Cera, Concia, Ginefra, Grassi, Losacco, Mastromauro, Pisicchio, Ria, Ruggeri, Servodio, Vico, Zazzera.
ASSENTI AL VOTO: Barba, Capano, D’Alema, Di Cagno Abbrescia, Gaglione, Savino, Sisto, Tanoni.
IN MISSIONE: Buonfiglio, Cesa, Fitto, Mantovano, Vitali.
PRESIDENTE DI TURNO (non partecipante al voto): Leone.
Fonte: www.sudnews.it
Vietato dare da mangiare ai randagi
La polizia municipale diffida una donna
a portare cibo ai cani presenti a Galatone
Niente cibo ai randagi. E scatta la diffida. Nel mirino dei vigili urbani di Galatone, una donna che risiede nello stesso comune salentino e che da sempre porta da mangiare a buona parte dei cani che sono presenti sul territorio comunale. Ma appena due giorni addietro, ecco la sorpresa: una pattuglia della polizia municipale l’ha diffidata a portare cibo ai randagi.
E se avesse continuato a farlo sarebbero iniziati i guai.
Ma la signora, amante degli animali e soprattutto dal cuore sensibile, non se l’è sentita proprio di non portare cibo e acqua a quelle povere bestiole, soprattutto adesso che il caldo inizia a farsi sentire e che trovare qualcosa da mangiare diventa impresa ardua. Così, nonostante
la diffida, continua in quella che più che un’abitudine è una missione.
Dell’episodio, sono venuti a conoscenza i volontari della Lega nazionale per la difesa del cane, sezione provinciale, che hanno immediatamente contattato la signora, tra l’altro volto noto perché da sempre sensibile sul problema del randagismo, e si sono subito schierati dalla sua parte.
Il primo passo è stato quello di interpellare l’amministrazione comunale di Galatone, e nello specifico il primo cittadino. Sottolineando come sia interesse della pubblica amministrazione farsi carico delle problematiche relative al randagismo.
Vale a dire che deve essere il Comune a prendersi cura dei cani che so no presenti sul territorio,
magari offrendo loro cure e servizi all’interno di strutture protette.
In buona sostanza, il messaggio lanciato all’indirizzo del sindaco di Galatone è stato il seguente: ben vengano le persone che si prendono cura degli animali lasciati senza cure sul territorio comunale se da parte delle autorità preposte non vengono prese iniziative in proposito.
Una situazione incresciosa, comunque, quella che si è verificata nei gironi scorso sul territorio comunale di Galatone.
“Siamo pronti ad intraprendere qualsiasi forma di lotta e di protesta se dovessero essere presi provvedimenti nei confronti della signora che da sempre porta da mangiare e bere ai cani randagi presenti sul territorio comunale”, dice mostrando tutta la sua rabbia la presidente della locale sezione della Lega per la difesa del cane Maria Teresa Corsi.
Che aggiunge: “Abbiamo già interpellato il primo cittadino, spiegando che non possono essere presi simili provvedimenti, visto che dovrebbe essere proprio l’amministrazione comunale a farsi carico dei cani presenti in paese. Cosa che invece non avviene”.
Da qui l’avvertimento, fatto con toni pacati ma risoluti: se dovessero essere presi provvedimenti nei confronti della signora, allora saremo pronti ad adire tutte le vie possibili per riportare tutto
alla normalità, dicono dall’associazione animalista salentina. Dice ancora la presidente Maria Teresa Corsi: “Questa signora non fa nulla di male, non crea nessuna situazione di pericolo né tanto meno sporca il territorio comunale, visto che il cibo che porta ai cani lo versa in ciotole di plastica. E poi, se vogliono diffidare lei allora che diffidino tutti quanti noi dell’associazione, visto che ognuno dei componenti non si rifiuterebbe mai di portare da mangiare a questi poveri animali. Spero soltanto che avvenga una inversione di rotta, che il provvedimento adottato venga al più presto ritirato, altrimenti ci rivolgeremo a chi di competenza. sarebbe meglio se si pensasse seriamente a risolvere questo problema in altra maniera, e non diffidando chi fa del bene e tiene a cuore le sorte di questi animali, altrimenti destinati a fare una brutta fine”.
Fonte: www.ilpaesenuovo.it
DONNE GALATONESI, SVEGLIA!!!
Stamattina riflettevo sull'ignobile attacco maschilista del Ministro La Russa a Laura Boldrini (portavoce in Italia dell'Unhcr, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) riguardo la questione immigrati.
E di riflesso poi riflettevo anche sulla preoccupante visione della donna che ha Galatone.
E mettevo in correlazione questo elemento con il ruolo delle donne in politica e con le imminenti elezioni amministrative ed europee.
Sono partito da una semplicissima constatazione.
A Galatone nei ruoli che contano non vi sono donne. Basta guardare il consiglio comunale (1 donna su 21 consiglieri) o peggio ancora la giunta comunale (0 donne presenti).
C’è di più, nello scorsa tornata elettorale delle comunali su un totale di 7 candidati sindaci non vi era nemmeno una donna e ve ne erano pochissime candidate nelle liste.
La situazione non è migliorata neanche in questa tornata elettorale dove, nel collegio Galatone-Nardò Sud, ancora una volta non ci sono candidate donne (oltre alla preoccupante considerazione che i candidati hanno un’età media ben al di sopra dei 40 anni!!!).
Facendo queste semplicissime riflessioni mi sentivo preoccupato.
Ma poco dopo la preoccupazione è diventata angoscia quando ho pensato al ruolo che la politica cittadina assegna alla donna o peggio a quale ruolo relega la donna stessa.
Ebbene sì perché è angosciante poi vedere come i comitati elettorali siano occupati o meglio dire riempiti da ragazzine/ragazze/donne alle quali al più viene assegnato un ruolo di logistica o di ragazza pon-pon della situazione.
Diventa infine allarmante che una battaglia come le quote rosa in seno alla giunta l’abbiano dovuta affrontare i tanto bistrattati e vituperati blog e non magari una associazione al femminile creata all’uopo.
Chiudo ponendomi e ponendo a tutti un interrogativo:
rivalutare il ruolo della donne in politica non dovrebbe essere il compito, soprattutto in contesti come quello Galatonese, di chi si professa e si propone all’elettore come forza riformista e progressista?
Non dovrebbe essere il compito di quelle forze che hanno addirittura nel loro statuto prima il dovere morale e poi l’obbligo di ridare dignità e slancio al ruolo della donna in politica?
Ah dimenticavo, gli statuti e il buon senso in politica non contano più niente.
P.S.
Per un ulteriore approfondimento leggete qui:
http://www.unita.it/news/84879/poche_in_fondo_alla_lista_eurocandidate_corsa_in_salita