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mercoledì, 16 dicembre 2009

IL SOLITO TEATRINO

DI MICELI & SOCI

 

Devo dire la verità, mi aspettavo questo blitz da parte della giunta Miceli ed è puntualmente arrivato. Mi spiego meglio.

Per motivi di studio sapevo da tempo che la Regione Puglia, prima o poi, avrebbe delegato i comuni al rilascio delle Autorizzazioni Paesaggistiche e di conseguenza al passaggio di competenze ci si poteva preparare per tempo, ma evidentemente non era intenzione dell’attuale giunta farlo.

Oggi infatti sul sito del Comune è stato pubblicato il bando e lo schema di domanda ( http://www.comune.galatone.le.it/news_primo_piano/view.php?id=910&numero_elemento=0 ) per

“Commissione Locale per il Paesaggio, ai sensi dell’art. 8 della L.R. n° 20/2009 – Deliberazione della Giunta Municipale n° 277 del 15/12/2009 avente per oggetto:“L.R. Puglia n° 20/2009. Composizione, istituzione, funzionamento e nomina della Commissione.”

 

Il blitz è perfetto, in data 15/12/2009 viene fatta la delibera di giunta preparatorio all’avviso pubblico e al bando, in data 16/12/2009 viene pubblicato il bando e lo schema di domanda e il 18/12/2009 si chiude tutto.

In 3 giorni d’altronde è morto e risorto il creatore figuriamoci se non si potesse orchestrare tutta questa giostra.

A poco serve ribadire nel bando che:

 

“In tema di nulla osta paesaggistici, il 31 dicembre 2009 cesserà il cd. Regime transitorio previsto dall’art. 159 del D.Lgs. 42/04, Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. La Regione Puglia, con la Legge n° 20/09 e ss.mm.ii., nonché con l’Allegato A alla D.G.R. n° 2273 del 24/11/2009, come pervenuta tramite al Comune per posta elettronica in data di ieri, ha stabilito le condizioni necessarie per la delega al rilascio delle Autorizzazioni Paesaggistiche ai Comuni, fissando nel giorno 20 dicembre 2009 la data ultima di ricezione degli atti presso i propri Uffici competenti.

Il Comune di Galatone, avendo popolazione superiore a 15.000 abitanti, è destinatario

diretto della delega al rilascio dell’Autorizzazione Paesaggistica. Il Comune può essere

destinatario diretto della delega, ma deve dotarsi della Commissione Locale per il Paesaggio e deve essere designato un Responsabile del Procedimento diverso da quello delegato alle funzioni in tema di edilizia e urbanistica. Tale Commissione esprime il parere nell’ambito del procedimento di rilascio dell’anzidetta autorizzazione.

Per quanto sopra, stante l’urgenza, la Giunta Municipale di Galatone, con

Deliberazione n° 277 del 15/12/2009 ha stabilito gli indirizzi circa la composizione, la istituzione, il funzionamento e la nomina della Commissione Locale per il Paesaggio, nonché il nominativo del Responsabile del Procedimento.

Il presente avviso urgente è finalizzato alla selezione dei componenti della Commissione.”

 

Chiacchiere. Solo chiacchiere.

Perché non si fa un concorso pubblico (con tutti i sacri crismi della regolarità) in questo benedetto Comune e non si attinge sempre da quella graduatoria?

Perché non ci si ispira a quella straordinaria forma di governo che si chiama MERITOCRAZIA (di seguito il significato per chi non lo sapesse) dove le cariche amministrative, le cariche pubbliche, e qualsiasi ruolo che richieda responsabilità nei confronti degli altri, è affidata secondo criteri di merito, e non di appartenenza lobbystica, familiare (nepotismo e in senso allargato clientelismo) o di casta economica (oligarchia)?

Nel registrare il consociativismo delle minoranze o presunte tali, rimango in attesa di illuminanti risposte.

venerdì, 04 dicembre 2009

SCAJOLA: UNO CHE NE CAPISCE...

Scaiola solo qualche giorno fa, di ritorno dalla missione di stato a Dubai, ha dichiarato: "Dubai ha superato la crisi, crescerà del 5 per cento nel 2010 e ora guarda con simpatia all'Italia e con ammirazione ai nostri prodotti".

Claudio Scajola non è uno che usa giri di parole, ormai le sue stentoree dichiarazioni hanno fatto scuola. Opinioni nette, sganciate con la sicurezza di chi è addentro alle questioni e ha una conoscenza di prima mano di cose e persone.

L'uomo che ha definito Marco Biagi un rompicoglioni, che ha bollato come stronzi gli operai e certificato sulla parola che il nucleare è "sicuro", non è certo una persona priva del coraggio delle sue opinioni o abituata alle sfumature.

Il 24 di novembre, di ritorno dalla missione governatiiva a Dubai, ha consegnato ai media un'altra dichiarazione destinata a rimanere negli annali della politica per il suo nitore e per la sua precisione: "Dubai ha superato la crisi, crescerà del 5 per cento nel 2010 e ora guarda con simpatia all'Italia e con ammirazione ai nostri prodotti".

Il 26 di novembre Dubai ha chiesto una moratoria sui debiti, che non è in grado di onorare, provocando un tracollo di tutte le borse mondiali. E tanti saluti al 5% di crescita.

Claudio Scajola è il ministro italiano per lo Sviluppo Economico ed è il principale sponsor dell'idea di buttare decine di miliardi di euro nella costruzione di centrali nucleari di veccia concezione, del mitico Ponte di Messina e di altre genialate del genere. Un fulgido esempio d'italica classe dirigente.

 

lunedì, 23 novembre 2009

RIFORMISMO E RADICALITA'

 

“…Tutto chiede quindi che scenda in campo una forza autonoma capace, non solo di fare analisi, dare interviste e parlare nel pollaio televisivo, ma di ridare una ossatura alla democrazia italiana.

Penso quindi che sia davvero alle nostre spalle un vecchio dibattito correntizio e politologico (centro, sinistra, trattino, non trattino).

Torna quella semplice verità secondo la quale l’identità di un partito non si inventa, non discende da una ideologia bensì dalla sua funzione reale.

Dall’essere necessario non a sé ma al Paese. Un partito non è l’idea di sé. È uno strumento. Di che cosa? Io non credo che siamo innocenti. Ci siamo occupati poco degli italiani e troppo dei nostri problemi interni (chi comanda). Non è solo colpa della destra se è così cambiato il modo di essere degli italiani: la scissione silenziosa di una larga parte del Nord, l’illegalità diffusa,

la paura del diverso, le nuove povertà accanto alla formazione di ricchezze e di stilli di vita quali dopo l’età feudale, e con l’avvento dei diritti dell’uomo e del cittadino non si erano più visti…”

 

 

“…È assolutamente vero che anche il tempo di quello che è stato chiamato lo Stato dei partiti è finito. Non si può più governare solo in nome di un blocco sociale.

Non solo, ma governare significa dettare regole e arbitrare una crescente complessità e varietà di poteri (non solo economici).

Il che comporta l’uso di agenzie e di strumenti di conoscenza che i partiti non hanno.

Ma sarebbe fallimentare l’idea che basti mettere al posto dei vecchi partiti uno strumento essenzialmente di propaganda dove non conta la militanza organizzata.

Non credo che parli in me il rimpianto per il Pci. Parla piuttosto il bisogno di una struttura diversa dove sia possibile elaborare un progetto politico collettivo e un sistema di idee condivise.

Non bastano il consenso elettorale e i “Capi” carismatici.

So benissimo che non si possono rifare i vecchi partiti, ma c’è poco da fare: un organismo che sia fattore di guida anche morale della comunità è oggi più che mai necessario.

Parlo di uno strumento capace di mobilitare forze, intelligenze e passioni e quindi radicato nella società e nella storia del Paese...”

 

 

“…Di che cosa abbiamo paura? Di apparire troppo radicali?

Ma la radicalità non sta in noi, bensì nei problemi reali intorno a noi.

Basta vedere con quale disinvoltura una ristretta oligarchia ha rapinato le ricchezze del mondo.

Oppure come la scienza ha spostato il confine tra la morte e la vita.

È su cose come queste che si ridefiniscono le ragioni di una grande forza.

Si invoca retoricamente il “nuovo” ma il nuovo è questo.

È riprendere finalmente il proprio posto nel cuore del conflitto e delle contraddizioni del Paese...”

 

Riflessioni di Alfredo Reichlin

venerdì, 20 novembre 2009

Razzismo, la politica che ammala i giovani

 

Sporco Negro, lo insultarono. Mohamed P. era bengalese. Domenica 1 Novembre, nel parco l’Arcobaleno di Acilia, il cui nome avrebbe dovuto suggerire la tolleranza multicolore, fu pestato fino a causargli un trauma cranico. Ma la notizia è finita nelle «brevi»: cronaca di violenza «non ordinaria», ma anonima. Braccato, come Navtej Singh Sindu, l’indiano arso vivo a Nettuno nel febbraio scorso da un gruppo di ragazzi che non superavano i 20 anni. Radi peli sul mento, ma già l’odio del diverso nel cuore. E poi, tanta vigliaccheria per pestare in venti, come animali, quattro indifesi. Accanendosi su uno di loro fino a lasciarlo quasi morto. Al grido di «’sti negri li dovemo fa’ spari’!».
Siccome i bambini non nascono «razzisti», ma sani, chi può avergli inculcato la paura e l’annullamento del diverso da sé? Resi così disinformati da non sapere che l’immigrazione è una realtà del loro Paese? Chi li ha resi così anaffettivi e violenti, da prendere a bersaglio un uomo che si riposa su una panchina dopo il duro lavoro «regolare» di pulire il culo ai nostri vecchietti? Chi sta modificando questi giovani di oggi nei mostri di domani?
Le menti (e le parole) malate della politica. Come la ministra Carfagna che strumentalizza l’omicidio della giovane Sanaa per puntare il dito contro le «sacche di immigrazione che non avrebbero ancora accettato i nostri valori» (leggere: cristiani contro musulmani, allorché si trattava di un assassinio e basta e semmai di malattia mentale che, come sottolineava Paolo Izzo su Agenzia Radicale, è «multietnica»). O come Fini, che pure in una lodevole battaglia per la cittadinanza, tra le righe di un discorso al Dossier Immigrazione di Caritas-Migrantes, accennava che tra «assimilazione» alla francese e modello multietnico all’inglese, una terza via di integrazione era da inventare intorno ai famosi «valori italiani»: cittadinanza solo dopo un ciclo di studi nella brava scuola italiana… Post-riforma Gelmini: ora di religione, crocifisso nelle aule, carenza di educazione civica alla multietnicità… Come funziona ce lo dice una ricerca di Cnr e dell’Irpps, che ha preso come campione 3.200 studenti di scuole medie e superiori, ponendo loro domande su famiglia, immigrati e rapporti tra i sessi. Da essa, i ragazzi risultano «sessisti, violenti e disinformati», col permanere di stereotipi sulle identità di genere e la sessualità, fino alla legittimazione della «forzatura» delle donne al rapporto; o ancora l’incapacità, pressoché totale, di valutare il fenomeno migratorio.
A confermare che l’attacco al diverso ha una risonanza nell’atavico odio per la donna. E a suggerire che forse la lotta al razzismo potrebbe ricominciare dal lavorare verso un rapporto uomo-donna veramente equilibrato.

Fonte:www.unita.it

martedì, 10 novembre 2009

Consumi a picco,

 Italia più povera di quel che pare

Dall’annuncio di Berlusconi di cancellare l’Irap per le imprese, all’ultima ipotesi di Tremonti di inserire 1,5 miliardi per l’Irap con emendamento alla Finanziaria, corre la distanza tra 37 miliardi, il gettito totale dell’Irap e lo zero, zero. Si va da annunci-bufale a proposte finali slegate dai dati drammatici di famiglie, lavoratori ed imprese. Morandini, responsabile piccole imprese di Confindustria parla di 300.000 PMI e 700.000 posti lavoro a rischio. A parte le cifre, è certo che la fase attuale della crisi è segnata drammaticamente da disoccupazione crescente che colpisce ancor più la domanda interna. Anni di perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni hanno prodotto un calo dei consumi con conseguenze drammatiche, sia socialmente, per le famiglie che non arrivano a fine mese, sia economicamente perché i consumi sono i 2/3 del Pil. Vediamo i dati. Negli ultimi 4 anni le vendite al dettaglio a prezzi correnti sono state stazionarie malgrado la crescita della popolazione, mentre i consumi pro-capite reali, cioè a prezzi costanti, si sono addirittura ridotti del 10%. Infatti nel quadriennio 2005-2009 le vendite al dettaglio a prezzi correnti sono state a crescita zero, ma i prezzi al dettaglio sono cresciuti del 7%; in conseguenza i consumi reali (a prezzi costanti) si sono ridotti del 7%.
Poiché la popolazione residente è cresciuta nel quadriennio di 1,6 milioni, da 58,4 a 60 milioni, del 3%, ne consegue che i consumi pro-capite sono calati del 10% (-7% dei consumi reali e +3% della popolazione). Un calo di proporzioni drammatiche, mai visto in tempo di pace né in Italia né in altri paesi europei, dove il trend dei consumi è sempre positivo, anche per i nuovi prodotti-servizi della società della conoscenza, cellulari, TV, computer, più studi e viaggi. Da questi dati consegue la priorità assoluta del tema lavoro e famiglia, con defiscalizzazioni per salari e pensioni, contratti di solidarietà ad orario ridotto per difendere l’occupazione e sostegni alle famiglie per sostenere figli ed anziani. Se l’Italia non s’impegna seriamente a risolvere il doppio problema delle riforme per la libera concorrenza e delle riforme per il lavoro, il bel paese continuerà a crescere la metà dell’Europa, come succede da anni. Tra una politica dell’offerta, Irap, etc. ed una politica della domanda, salari, famiglie, etc. la prorità più drammatica in questo momento riguarda la domanda; senza escludere misure di salvataggio per le imprese, ad es. mettendo un tetto all’Irap almeno per le imprese in difficoltà (Irap azzerato o bloccato al 50% dell’utile precedente per le imprese con bilanci in rosso) senza lanciare bufale di un’impossibile, oggi, azzeramento dei 37 miliardi dell’Irap.

Nicola Cacace

lunedì, 02 novembre 2009

L'Italiano delle Donne



Si = No - No = Si - Forse = No

Mi dispiace = Ti dispiacerà

Abbiamo bisogno = Voglio

Decidi tu = La decisione giusta dovrebbe essere ovvia

Fai come ti pare = La pagherai in seguito

Dobbiamo parlare = Ho bisogno di lamentarmi di qualcosa

Certo, fallo pure se vuoi = Non voglio che tu lo faccia

Non sono arrabbiata = Certo che sono arrabbiata, cretino!

Sei così mascolino = Potevi anche fartela la barba!

Certo che stasera sei proprio carino con me = Possibile che pensi sempre al sesso?


Spegni la luce = Ho la cellulite

Questa cucina è così poco pratica = Voglio una casa nuova

Voglio delle nuove tendine = e tappeti, e mobili, e carta da parati

Ho sentito un rumore = Mi ero accorta che stavi per addormentarti

Mi ami? = Sto per chiederti qualcosa di costoso

Quanto mi ami? = Ho fatto qualcosa che non ti piacerà sentire

Ho il sedere grosso? = Dimmi che sono stupenda

Devi imparare a comunicare = Devi solo essere d'accordo con me

Niente, davvero = è solo che sei un tale stronzo




L'Italiano degli uomini



Ho fame = Ho fame

Ho sonno = Ho sonno

Sono stanco = Sono stanco

Andiamo al cinema? = Mi piacerebbe fare sesso con te

Posso portarti fuori a cena? = Mi piacerebbe fare sesso con te

Posso chiamarti qualche volta? = Mi piacerebbe fare sesso con te

Posso avere l'onore di un ballo? = Mi piacerebbe fare sesso con te

Bel vestito! = Bella gnocca!

Sembri tesa, ti faccio un massaggio? = Ti voglio accarezzare

Cosa c'è che non va? = Non vedo perchè ne stai facendo una tragedia

Cosa c'è che non va? = Attraverso quale insignificante trauma psicologico auto-inventato stai combattendo ?

Cosa c'è che non va? = Immagino che di fare sesso stanotte non se ne parla...

Sono annoiato = Scopi?

Ti amo = Facciamo sesso, adesso!

Ti amo anch'io = Va bene, l'ho detto, ma ora scopiamo

Si, mi piace il tuo taglio di capelli = Mi piacevano di più prima

Si, mi piace il tuo taglio di capelli = Cinquanta euro e non è cambiato nulla!

Parliamo = Sto cercando di fare una buona impressione su di te in modo che tu creda che sono una persona profonda e forse allora acconsentirai a fare sesso con me

Mi sposerai? = Voglio che diventi illegale per te andare a letto con altri uomini

(mentre si fanno compere)
Mi piace di più quell'altro = Prendi uno qualunque di questi cazzo di vestiti ed andiamocene a casa!

postato da: messapico85 alle ore 16:08 | link | commenti
categorie: zelig, lo sapevate che, satira, babele, esilarante, balle mediatiche
martedì, 13 ottobre 2009

...LE DUE CONCEZIONI DEL DEBITO...

 

La Gran Bretagna nei prossimi due anni venderà beni pubblici per un totale di 16 miliardi di sterline (circa 17,3 miliardi di euro) per ripianare il debito, salito al 12% del Pil. Lo ha annunciato il premier britannico Gordon Brown.

Tra i beni che saranno venduti ci sono il tunnel di Dartford sul Tamigi e il sistema di scommesse Tote, ha citato Brown parlando a un convegno economico alla sede di Bloomberg Londra. Secondo il primo ministro è comunque necessario continuare con il programma di stimolo all'economia fino a quando la ripresa non si sarà consolidata.

I quotidiani inglesi citano tra i beni che saranno ceduti anche la partecipazione nel capitale della società del tunnel sotto alla Manica e della ferrovia che lo percorre, la quota statale nell'azienda che arricchisce l'uranio per le centrali atomiche (Urenco) e numerose proprietà immobiliari. Il ministro del Commercio e industria, Peter Mandelson, ha riferito che le cessioni «ci aiuteranno a ridurre i disavanzi senza effettuare tagli sui servizi pubblici di base. Ma no siamo idioti: non venderemo ai prezzi più bassi».

 

È facile notare che in Inghilterra con un debito pubblico al 12% del PIL il governo venda asset più o meno strategici per ridurre il debito.

In Italia invece, succede esattamente l’opposto.

I dati di oggi della Banca d’Italia ci dicono che l'indebitamento dello Stato sale ancora e tocca un nuovo record ad agosto a quota 1.757,534 miliardi di euro. Il debito pubblico di agosto ha registrato un rialzo dello 0,2% rispetto ai 1.754 miliardi di euro di luglio scorso, e del 5,7% rispetto ai 1.663 miliardi di fine 2008.

Nel 2008 era pari al 105,8% del PIL, rispetto al 103,5% del 2007, secondo i dati della Banca centrale. Il governo prevede un aumento del debito pubblico pari al 110,5% del PIL quest’anno e del 112% nel 2010.

 

In Inghilterra i ponti si vendono per far calare il debito…in Italia invece i ponti (inutili come quello di Messina) si continuano a fare…

Che dire, Buona fortuna a tutti noi !!!

Dati: www.corriere.it

lunedì, 05 ottobre 2009

GIU' LE MANI DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

 

 

 

 

 

Presidente non firmare, presidente non promulgare, presidente... io lo dico chiaramente: giù le mani dal Presidente della Repubblica.

Quello che sta avvenendo in questi mesi e più marcatamente in questi giorni è uno squallido tirare la giacchetta a Giorgio Napolitano come se possa essere la panacea di tutti i mali, il tutto senza riflettere minimamente su quelli che sono stati gli avvenimenti che hanno caratterizzato fin qui il mandato del Presidente Napolitano.

Abbiamo scordato l’autorevolezza con la quale seppe gestire la crisi del governo Prodi, i richiami sul caso Englaro o le eccezioni fatte sul decreto legge intercettazioni ( non ancora approvato proprio per le osservazioni del capo dello stato).

Allora cerchiamo di non buttarla sempre in polemica e di ricordare soprattutto quali sono i compiti del Capo dello Stato ( http://it.wikipedia.org/wiki/Presidente_della_Repubblica_Italiana )  e soprattutto cerchiamo di non chiedere a Napolitano di assolvere ad un’altra funzione, che certamente non compete a lui, che è quella dell’opposizione.

Ebbene sì, perché credo che l’errore in cui un po’ tutti più (Di Pietro) o meno (il signore nel video) rischiamo di cadere è chiedere/sperare  che il presidente faccia OPPOSIZIONE e cioè si sostituisca a chi è stato eletto, o meglio nominato, per assolvere a quella funzione.

Il vero dramma è questo, il paese sente la mancanza di una parte politica (nella fattispecie la minoranza) che non sta esercitando fino in fondo le sue prerogative, il paese è orfano di forze politiche che esercitino la funzione di controllo sul potere, il paese sente la mancanza di forze che possano diventare e possano presentarsi all’opinione pubblica come alternativa di governo.

Allora per favore non c’è la prendiamo con Napolitano se il Partito Democratico è prigioniero di se stesso e delle lotte interne, se l’Italia dei Valori sa solo urlare o poco più, se l’Udc non ha capito cosa fare da grande e se la sinistra extraparlamentare non ha più neanche la forza di esistere.

 

Voglio chiudere ricordando a tutti noi alcuni dati e fatti: il primo è un recente sondaggio del Corriere della Sera sul Presidente della Repubblica: (http://termometropolitico.it/index.php/Sondaggi/ispo-napolitano-mantiene-alta-fiducia-ipr-berlusconi-sotto-il-50.html ) “ la fiducia nel presidente della Repubblica Napolitano si confermerebbe a livelli molto alti (il 79%), ben diciotto punti sopra a chi dichiarava di avere 'molta o moltissima fiducia' in Carlo Azeglio Ciampi a tre anni dall'insediamento, nel giugno 2002, sempre secondo una rilevazione ISPO. L'apprezzamento per l'operato del capo dello Stato, guardando alle tendenze registrate da Ipsos, sarebbe cresciuto di quasi dieci punti dal 2007, avvicinandosi a livelli toccati, nel recente passato, solo dal predecessore Ciampi a fine mandato.”

Il secondo fatto che voglio ricordare è stata la visita del Presidente USA Obama in Italia e le sue dichiarazioni ( da notare la differenza con quelle fatte a proposito di Berlusconi ):

“Il presidente della Repubblica gode di grande ammirazione presso il popolo italiano. Voglio confermare che tutto quello che è stato detto su di lui è vero, è un leader morale“. Così il presidente degli Stati Uniti Barack Obama si è espresso sul capo dello Stato, Giorgio Napolitano, parlando alla stampa al termine del loro incontro al Quirinale. “E’ una persona gentilissima e rappresenta al meglio il vostro Paese. Grazie per la sua leadership“, ha concluso l’inquilino della Casa Bianca.

Credete possa bastare a non continuare a sentire inutili e sterili polemiche?

venerdì, 02 ottobre 2009

Asi, “non produciamo più un euro di debito”

 

“Il quadro non è idilliaco, ma penso che il lavoro del nuovo c.d.a. stia dando i suoi buoni frutti.

Segno che la politica non fa solo danni quando si sposta”.

In attesa di quello cartaceo, questo è in sintesi il bilancio che il presidente dell’Asi Carlo Benincasa sente di poter fare dopo circa un anno e mezzo dal suo insediamento “quando”, dice, “la situazione era veramente drammatica”.

Risanamento, riorganizzazione aziendale, investimenti in corso e progetti futuri.

Il presidente parte proprio dai debiti del Consorzio per spiegare che tipo di direzione si sia intrapresa dopo la stesura del piano di rientro, ora in fase di ri-aggiornamento (l’approvazione prevista entro il 15 ottobre).

La riduzione del personale ha ovviamente ridimensionato i numeri: da 18 a 6 dipendenti, per un risparmio sul sulla spesa pari a 750mila euro.

Provvedimento che ha permesso in un certo senso anche il pagamento degli stipendi. “Avevamo dieci mensilità in arretrato, oggi è tutto in regola”, spiega Benincasa che aggiunge: “Non abbiamo prodotto un centesimo di debito in più”. Com’è noto, i grattacapi più consistenti per il Consorzio erano derivati dalla gestione delle reti dell’Acquedotto Pugliese, con tutte le conseguenze che le imprese lasciate più volte all’asciutto hanno dovuto fronteggiare:

“Ma ora che della gestione si occupa esclusivamente l’Aqp, siamo nelle condizioni di non produrre altri debiti”, che comunque restano in pendenza: l’Acquedotto rivendica il pagamento di 6mln.

Il presidente non assicura nell’immediato, ma in qualche modo fa intendere che si sta facendo un grande lavoro per non lasciare insoluta alcuna pratica.

Accenna infatti all’approvazione del regolamento per l’assegnazione dei suoli di proprietà del Consorzio “che ci ha permesso di eliminare il mercato nero dalle zone industriali”.

Bisognerà adesso procedere alla verifica dello stato dei luoghi, ci sono circa 1 milione e 800mila metri quadri di lotti a disposizione delle imprese, da destinare subito, senza varianti, è tutto previsto nel Prg.

A Tricase, Gallipoli e Nardò alcuni lotti sono già stati assegnati.

Molte aree industriali della provincia potrebbero invece essere a breve interessate dagli interventi di completamento che l’Asi ha previsto, finanziabili con le risorse che il relativo bando europeo di sviluppo regionale – con scadenza 30 settembre – contiene.

Il progetto prevede al primo punto: la riqualificazione della zona industriale di Lecce-Surbo con la messa in sicurezza della viabilità e la realizzazione di alcune rotatorie sull’asse principale di spina, la realizzazione si segnaletica stradale

e della cartellonistica relativa alle sedi delle aziende; completamento della rete di distribuzione dell’acquedotto industriale e realizzazione di infrastrutture a banda larga.

Al secondo: la riqualificazione dell’agglomerato industriale di Galatina/Soleto nella stessa misura individuata per Lecce, più la realizzazione di un sistema di illuminazione a Led e il completamento della rete fognaria.

Nell’area di Nardò/Galatone la realizzazione della viabilità e il completamento e la messa in funzione dell’acquedotto potabile e fognante è già in fase di realizzazione, al contrario della realizzazione del sistema di illuminazione a Led.

A Gallipoli, poi, c’è da intervenire praticamente su tutto: viabilità, infrastrutture a banda larga, illuminazione, fognatura e rete di distribuzione dell’acquedotto industriale, da realizzare in toto.

Anche nelle zone P.i.p di Maglie e Melpignano c’è un gran bel da fare: il progetto per il riuso delle acque reflue per usi industriali del depuratore consortile di Maglie è già in corso, come la dotazione infrastrutturale.

Occorre quindi sistemare la viabilità con inserimento di illuminazione, realizzare il sistema a banda larga, completare la rete fognaria e rielaborare il progetto esecutivo per il II° lotto di lavoro per il cavalcavia sulla ss16.

Infine, l’area di Tricase/Specchia/Miggiano: si prevedono interventi per la viabilità, la dotazione di banda larga, di sistema di illuminazione a Led e il completamento della rete fognaria.

La realizzazione delle infrastrutture è già in corso d’opera.

Quali sono i progetti futuri, le idee? Un Parco delle energie rinnovabili a servizio delle imprese.

Ci sarebbero ben 25 ettari da destinare a questa che per ora è praticamente solo un’idea. Benincasa sostiene di crederci fermamente, anche se ci vorrà del tempo.

Primo passo: gli espropri.

Fonte: www.ilpaesenuovo.it

lunedì, 07 settembre 2009

SPRECOPOLI E PARENTOPOLI ?

BENVENUTI A MICELI TOWN !!!

 

È doveroso non lasciare passare sotto traccia alcune delibere approvate in Luglio e Agosto poiché il loro contenuto è di alta rilevanza politico-amministrativa.

Cominciamo con la delibera di giunta numero185 (Art. 110 del T.U. sull'ordinamento degli Enti Locali-Settore servizi Sociali- Atto di indirizzo reperibile al seguente indirizzo: http://www.comune.galatone.le.it/delibere_giunta/view.php?id=1752&numero_elemento=14)

con tale atto si delibera di potenziare l’organico specialistico nel settore servizi sociali mediante la programmazione di incarichi a contratto, a tempo pieno e determinato, e che tali incarichi saranno disposti con decreto del Sindaco.

Quindi l’amministrazione ravvisa la necessità di potenziare il settore servizi sociali, pubblica istruzione e cultura con la nomina di una Assistente Sociale e di un Istruttore Direttivo;

necessità talmente urgente che solo dopo qualche giorno arrivano due decreti del Sindaco (precisamente il n° 7/2009 e 8/2009) dove si nominano le due figure sopra menzionate.

Ora è naturale chiedersi:perché non si è adottata una procedura di concorso pubblico? O perché non si è attinto da un elenco di professionisti vagliando opportunamente i loro curriculum? O più in generale perché non si dà mai spazio a quella straordinaria forma di governo che si chiama meritocrazia e cioè quel luogo dove le cariche amministrative, le cariche pubbliche, e qualsiasi ruolo che richieda responsabilità nei confronti degli altri, è affidata secondo criteri di merito, e non di appartenenza lobbystica, familiare (nepotismo e in senso allargato clientelismo) o di casta economica (oligarchia).

Ora non voglio scendere nel particolare di “nomi e nomine”, anche perché sarebbe indelicato, ma ritengo che si stia esagerando, che nella gestione degli incarichi si stia veramente uscendo fuori dal seminato, che si stia superando il limite della decenza.

 

Altra delibera che merita attenzione è la numero 195 con data di emissione 12/08/2009:

(Organizzazione eventi estivi 2009 reperibile al seguente indirizzo http://www.comune.galatone.le.it/delibere_giunta/view.php?id=1759&numero_elemento=8 ).

Qui si sfiora il ridicolo per una serie di ragioni:

Come si fa a programmare un calendario degli eventi a estate inoltrata? Perché preventivamente non si è provveduto ad organizzare una mappa degli eventi per l’estate Galatea? Come si possono attrarre turisti, in un paese che è a vocazione turistica anche solo per la sua posizione geografica, senza una programmazione turistica seria? E mai possibile che l’amministrazione non riesca a reperire risorse economiche e culturali per promuovere la sua vocazione turistica? Come mai solo grazie alle tanto vituperate e criticate associazioni si riesce ad organizzare qualcosa di degno?

 

Dal Sindaco non servono più risposte ma fatti.

 

 

P.S. Sembra proprio che la “PAGNOTTA” l’amministrazione l’abbia voluta mangiare anticipatamente… qualora non ne foste ancora pienamente convinti, leggete questa delibera:

http://www.comune.galatone.le.it/delibere_giunta/view.php?id=1751&numero_elemento=5