Consumi a picco,
Italia più povera di quel che pare
Dall’annuncio di Berlusconi di cancellare l’Irap per le imprese, all’ultima ipotesi di Tremonti di inserire 1,5 miliardi per l’Irap con emendamento alla Finanziaria, corre la distanza tra 37 miliardi, il gettito totale dell’Irap e lo zero, zero. Si va da annunci-bufale a proposte finali slegate dai dati drammatici di famiglie, lavoratori ed imprese. Morandini, responsabile piccole imprese di Confindustria parla di 300.000 PMI e 700.000 posti lavoro a rischio. A parte le cifre, è certo che la fase attuale della crisi è segnata drammaticamente da disoccupazione crescente che colpisce ancor più la domanda interna. Anni di perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni hanno prodotto un calo dei consumi con conseguenze drammatiche, sia socialmente, per le famiglie che non arrivano a fine mese, sia economicamente perché i consumi sono i 2/3 del Pil. Vediamo i dati. Negli ultimi 4 anni le vendite al dettaglio a prezzi correnti sono state stazionarie malgrado la crescita della popolazione, mentre i consumi pro-capite reali, cioè a prezzi costanti, si sono addirittura ridotti del 10%. Infatti nel quadriennio 2005-2009 le vendite al dettaglio a prezzi correnti sono state a crescita zero, ma i prezzi al dettaglio sono cresciuti del 7%; in conseguenza i consumi reali (a prezzi costanti) si sono ridotti del 7%.
Poiché la popolazione residente è cresciuta nel quadriennio di 1,6 milioni, da 58,4 a 60 milioni, del 3%, ne consegue che i consumi pro-capite sono calati del 10% (-7% dei consumi reali e +3% della popolazione). Un calo di proporzioni drammatiche, mai visto in tempo di pace né in Italia né in altri paesi europei, dove il trend dei consumi è sempre positivo, anche per i nuovi prodotti-servizi della società della conoscenza, cellulari, TV, computer, più studi e viaggi. Da questi dati consegue la priorità assoluta del tema lavoro e famiglia, con defiscalizzazioni per salari e pensioni, contratti di solidarietà ad orario ridotto per difendere l’occupazione e sostegni alle famiglie per sostenere figli ed anziani. Se l’Italia non s’impegna seriamente a risolvere il doppio problema delle riforme per la libera concorrenza e delle riforme per il lavoro, il bel paese continuerà a crescere la metà dell’Europa, come succede da anni. Tra una politica dell’offerta, Irap, etc. ed una politica della domanda, salari, famiglie, etc. la prorità più drammatica in questo momento riguarda la domanda; senza escludere misure di salvataggio per le imprese, ad es. mettendo un tetto all’Irap almeno per le imprese in difficoltà (Irap azzerato o bloccato al 50% dell’utile precedente per le imprese con bilanci in rosso) senza lanciare bufale di un’impossibile, oggi, azzeramento dei 37 miliardi dell’Irap.
Nicola Cacace
IL RITORNO DELLA POLITICA
di Alfredo Reichlin
La cosa che più mi ha colpito di quella fiumana di persone che sono andate domenica a votare è la ragione che stava dietro la scelta di Bersani.
Certo, conta la stima per la persona. Ma ci ho visto anche il segno di un bisogno nuovo di politica.
La politica. Finalmente. Non la chiacchiera mediatica, la rissa, l’inciucio, il sottogoverno, la trovata (basta, grazie).
La politica come lo strumento che consente agli uomini di decidere della loro vita indipendentemente dalla potenza del denaro e di organizzarsi liberamente sulla base di una idea comune.
È questo che mi rende felice: la speranza, non so quanto lieve, che si possa invertire il processo di svuotamento della democrazia italiana che è il vero fenomeno sotteso alle vicende di tutti questi anni.
Un fenomeno di cui nessuno è innocente, nemmeno noi.
La giostra dei dibattiti televisivi diventata ossessiva, le grandi decisioni prese sempre più non si sa dove e così, mentre la democrazia partecipata si indeboliva, crescevano i poteri personali.
In più il monopolio della comunicazione che rendeva sempre più incerto il confine tra il vero e il falso, tra il fatto reale e quello virtuale.
E chi usava parole come giustizia, lavoro, uguaglianza appariva anacronistico.
È la questione delle questioni che condiziona tutto l’avvenire del Partito democratico.
Destra, sinistra: queste antiche parole non significano niente se non le ripensiamo in rapporto alle cose. La verità è che siamo di fronte a un problema di “rifondazione” della politica, cioè della libertà degli uomini di decidere del loro destino.
Io penso che bisognerebbe parlare così alla nostra gente. Di che cosa abbiamo paura? Di apparire troppo radicali?
Ma la radicalità non sta in noi bensì nei problemi reali. Basta vedere con quale disinvoltura i banchieri hanno rapinato le ricchezze del mondo. Oppure come la scienza ha spostato il confine tra la morte e la vita. Si invoca il “nuovo” ma il nuovo è questo: è riprendere finalmente il proprio posto nel cuore del conflitto e delle contraddizioni del moderno.
Altro che ritorno alla vecchia sinistra. La novità enorme (di cui Rutelli come tanti altri non si è accorto ancora) è che l’evoluzione delle cose e l’intensificazione delle interdipendenze impone agli uomini di convivere tra loro facendosi carico di nuove responsabilità collettive.
È vero che il tempo di quello che si è chiamato lo “Stato dei partiti” è finito.
Ma fallimentare si è rivelata l’idea che bastava mettere al posto dei vecchi partiti una struttura “leggera”, dove non conta la militanza.
Non parla in me il rimpianto per il Pci ma il bisogno di una struttura dove sia possibile elaborare un progetto politico collettivo e un sistema di idee condivise.
So benissimo che non si possono rifare i vecchi partiti e che per garantire il “governo lungo” della società ci vuole una pluralità di organismi capaci di mettere in campo un’agenda più vasta.
Ma è sbagliato non capire come sia più che mai necessario un organismo che sia un fattore guida della comunità.
Nei partiti di oggi dove si discutono i bisogni collettivi, dove si pensano come possibili le vere alternative?
Parlo di amare esperienze vissute.
È proprio questa la ragione per cui la costruzione del Partito democratico è stata così difficile.
Era “senza popolo”. E se prevalesse la tendenza a trasformare il Pd in un assemblaggio di cordate volte quasi esclusivamente a conquistare le cariche elettive, la conseguenza è che verrebbe meno l’ipotesi di costruire una grande forza a “vocazione maggioritaria”.
Quale vocazione maggioritaria può avere un partito dove i militanti non servono perché tutto si gioca sulla capacità del notabile di raccogliere consenso elettorale a qualunque costo e con qualunque mezzo: (spot, galoppini, clientele, soldi).
In un simile partito non c’è spazio per le classi subalterne. Il ceto politico viene scelto dall’alto, secondo criteri per cui un operaio fa ridere rispetto alla bionda piacente e al mezzo busto televisivo.
Le abbiamo viste queste carriere politiche strabilianti per cui da un giorno all’altro si diventa capi politici, capilista, deputati, presidenti di grandi istituzioni.
E abbiamo visto anche i risultati.
Con Bersani si potrà ricominciare a discutere in modo serio. Il suo problema principale sarà rafforzare il Partito democratico rendendolo più unito. Dovrà tenere insieme anche i notabili ma dovrà soprattutto unificare quel popolo che abbiamo visto domenica ai gazebo.
Ridare la parola al popolo, a quel vasto mondo che Bersani evoca e in cui il lavoro, l’impresa, la cultura, lo studio, la cura per gli altri vanno tenuti insieme.
Questo è il compito: mettere un progetto di rinascita dell’Italia sulle gambe della gente reale.
...LE DUE CONCEZIONI DEL DEBITO...
Tra i beni che saranno venduti ci sono il tunnel di Dartford sul Tamigi e il sistema di scommesse Tote, ha citato Brown parlando a un convegno economico alla sede di Bloomberg Londra. Secondo il primo ministro è comunque necessario continuare con il programma di stimolo all'economia fino a quando la ripresa non si sarà consolidata.
I quotidiani inglesi citano tra i beni che saranno ceduti anche la partecipazione nel capitale della società del tunnel sotto alla Manica e della ferrovia che lo percorre, la quota statale nell'azienda che arricchisce l'uranio per le centrali atomiche (Urenco) e numerose proprietà immobiliari. Il ministro del Commercio e industria, Peter Mandelson, ha riferito che le cessioni «ci aiuteranno a ridurre i disavanzi senza effettuare tagli sui servizi pubblici di base. Ma no siamo idioti: non venderemo ai prezzi più bassi».
È facile notare che in Inghilterra con un debito pubblico al 12% del PIL il governo venda asset più o meno strategici per ridurre il debito.
In Italia invece, succede esattamente l’opposto.
I dati di oggi della Banca d’Italia ci dicono che l'indebitamento dello Stato sale ancora e tocca un nuovo record ad agosto a quota 1.757,534 miliardi di euro. Il debito pubblico di agosto ha registrato un rialzo dello 0,2% rispetto ai 1.754 miliardi di euro di luglio scorso, e del 5,7% rispetto ai 1.663 miliardi di fine 2008.
Nel 2008 era pari al 105,8% del PIL, rispetto al 103,5% del 2007, secondo i dati della Banca centrale. Il governo prevede un aumento del debito pubblico pari al 110,5% del PIL quest’anno e del 112% nel 2010.
In Inghilterra i ponti si vendono per far calare il debito…in Italia invece i ponti (inutili come quello di Messina) si continuano a fare…
Che dire, Buona fortuna a tutti noi !!!
Dati: www.corriere.it
GIU' LE MANI DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Presidente non firmare, presidente non promulgare, presidente... io lo dico chiaramente: giù le mani dal Presidente della Repubblica.
Quello che sta avvenendo in questi mesi e più marcatamente in questi giorni è uno squallido tirare la giacchetta a Giorgio Napolitano come se possa essere la panacea di tutti i mali, il tutto senza riflettere minimamente su quelli che sono stati gli avvenimenti che hanno caratterizzato fin qui il mandato del Presidente Napolitano.
Abbiamo scordato l’autorevolezza con la quale seppe gestire la crisi del governo Prodi, i richiami sul caso Englaro o le eccezioni fatte sul decreto legge intercettazioni ( non ancora approvato proprio per le osservazioni del capo dello stato).
Allora cerchiamo di non buttarla sempre in polemica e di ricordare soprattutto quali sono i compiti del Capo dello Stato ( http://it.wikipedia.org/wiki/Presidente_della_Repubblica_Italiana ) e soprattutto cerchiamo di non chiedere a Napolitano di assolvere ad un’altra funzione, che certamente non compete a lui, che è quella dell’opposizione.
Ebbene sì, perché credo che l’errore in cui un po’ tutti più (Di Pietro) o meno (il signore nel video) rischiamo di cadere è chiedere/sperare che il presidente faccia OPPOSIZIONE e cioè si sostituisca a chi è stato eletto, o meglio nominato, per assolvere a quella funzione.
Il vero dramma è questo, il paese sente la mancanza di una parte politica (nella fattispecie la minoranza) che non sta esercitando fino in fondo le sue prerogative, il paese è orfano di forze politiche che esercitino la funzione di controllo sul potere, il paese sente la mancanza di forze che possano diventare e possano presentarsi all’opinione pubblica come alternativa di governo.
Allora per favore non c’è la prendiamo con Napolitano se il Partito Democratico è prigioniero di se stesso e delle lotte interne, se l’Italia dei Valori sa solo urlare o poco più, se l’Udc non ha capito cosa fare da grande e se la sinistra extraparlamentare non ha più neanche la forza di esistere.
Voglio chiudere ricordando a tutti noi alcuni dati e fatti: il primo è un recente sondaggio del Corriere della Sera sul Presidente della Repubblica: (http://termometropolitico.it/index.php/Sondaggi/ispo-napolitano-mantiene-alta-fiducia-ipr-berlusconi-sotto-il-50.html ) “ la fiducia nel presidente della Repubblica Napolitano si confermerebbe a livelli molto alti (il 79%), ben diciotto punti sopra a chi dichiarava di avere 'molta o moltissima fiducia' in Carlo Azeglio Ciampi a tre anni dall'insediamento, nel giugno 2002, sempre secondo una rilevazione ISPO. L'apprezzamento per l'operato del capo dello Stato, guardando alle tendenze registrate da Ipsos, sarebbe cresciuto di quasi dieci punti dal 2007, avvicinandosi a livelli toccati, nel recente passato, solo dal predecessore Ciampi a fine mandato.”
Il secondo fatto che voglio ricordare è stata la visita del Presidente USA Obama in Italia e le sue dichiarazioni ( da notare la differenza con quelle fatte a proposito di Berlusconi ):
“Il presidente della Repubblica gode di grande ammirazione presso il popolo italiano. Voglio confermare che tutto quello che è stato detto su di lui è vero, è un leader morale“. Così il presidente degli Stati Uniti Barack Obama si è espresso sul capo dello Stato, Giorgio Napolitano, parlando alla stampa al termine del loro incontro al Quirinale. “E’ una persona gentilissima e rappresenta al meglio il vostro Paese. Grazie per la sua leadership“, ha concluso l’inquilino della Casa Bianca.
Credete possa bastare a non continuare a sentire inutili e sterili polemiche?
Asi, “non produciamo più un euro di debito”
“Il quadro non è idilliaco, ma penso che il lavoro del nuovo c.d.a. stia dando i suoi buoni frutti.
Segno che la politica non fa solo danni quando si sposta”.
In attesa di quello cartaceo, questo è in sintesi il bilancio che il presidente dell’Asi Carlo Benincasa sente di poter fare dopo circa un anno e mezzo dal suo insediamento “quando”, dice, “la situazione era veramente drammatica”.
Risanamento, riorganizzazione aziendale, investimenti in corso e progetti futuri.
Il presidente parte proprio dai debiti del Consorzio per spiegare che tipo di direzione si sia intrapresa dopo la stesura del piano di rientro, ora in fase di ri-aggiornamento (l’approvazione prevista entro il 15 ottobre).
La riduzione del personale ha ovviamente ridimensionato i numeri: da
Provvedimento che ha permesso in un certo senso anche il pagamento degli stipendi. “Avevamo dieci mensilità in arretrato, oggi è tutto in regola”, spiega Benincasa che aggiunge: “Non abbiamo prodotto un centesimo di debito in più”. Com’è noto, i grattacapi più consistenti per il Consorzio erano derivati dalla gestione delle reti dell’Acquedotto Pugliese, con tutte le conseguenze che le imprese lasciate più volte all’asciutto hanno dovuto fronteggiare:
“Ma ora che della gestione si occupa esclusivamente l’Aqp, siamo nelle condizioni di non produrre altri debiti”, che comunque restano in pendenza: l’Acquedotto rivendica il pagamento di 6mln.
Il presidente non assicura nell’immediato, ma in qualche modo fa intendere che si sta facendo un grande lavoro per non lasciare insoluta alcuna pratica.
Accenna infatti all’approvazione del regolamento per l’assegnazione dei suoli di proprietà del Consorzio “che ci ha permesso di eliminare il mercato nero dalle zone industriali”.
Bisognerà adesso procedere alla verifica dello stato dei luoghi, ci sono circa 1 milione e 800mila metri quadri di lotti a disposizione delle imprese, da destinare subito, senza varianti, è tutto previsto nel Prg.
A Tricase, Gallipoli e Nardò alcuni lotti sono già stati assegnati.
Molte aree industriali della provincia potrebbero invece essere a breve interessate dagli interventi di completamento che l’Asi ha previsto, finanziabili con le risorse che il relativo bando europeo di sviluppo regionale – con scadenza 30 settembre – contiene.
Il progetto prevede al primo punto: la riqualificazione della zona industriale di Lecce-Surbo con la messa in sicurezza della viabilità e la realizzazione di alcune rotatorie sull’asse principale di spina, la realizzazione si segnaletica stradale
e della cartellonistica relativa alle sedi delle aziende; completamento della rete di distribuzione dell’acquedotto industriale e realizzazione di infrastrutture a banda larga.
Al secondo: la riqualificazione dell’agglomerato industriale di Galatina/Soleto nella stessa misura individuata per Lecce, più la realizzazione di un sistema di illuminazione a Led e il completamento della rete fognaria.
Nell’area di Nardò/Galatone la realizzazione della viabilità e il completamento e la messa in funzione dell’acquedotto potabile e fognante è già in fase di realizzazione, al contrario della realizzazione del sistema di illuminazione a Led.
A Gallipoli, poi, c’è da intervenire praticamente su tutto: viabilità, infrastrutture a banda larga, illuminazione, fognatura e rete di distribuzione dell’acquedotto industriale, da realizzare in toto.
Anche nelle zone P.i.p di Maglie e Melpignano c’è un gran bel da fare: il progetto per il riuso delle acque reflue per usi industriali del depuratore consortile di Maglie è già in corso, come la dotazione infrastrutturale.
Occorre quindi sistemare la viabilità con inserimento di illuminazione, realizzare il sistema a banda larga, completare la rete fognaria e rielaborare il progetto esecutivo per il II° lotto di lavoro per il cavalcavia sulla ss16.
Infine, l’area di Tricase/Specchia/Miggiano: si prevedono interventi per la viabilità, la dotazione di banda larga, di sistema di illuminazione a Led e il completamento della rete fognaria.
La realizzazione delle infrastrutture è già in corso d’opera.
Quali sono i progetti futuri, le idee? Un Parco delle energie rinnovabili a servizio delle imprese.
Ci sarebbero ben
Primo passo: gli espropri.
Fonte: www.ilpaesenuovo.it

Regione Puglia
Antonio Maniglio
Presidente gruppo consiliare
Dopo i tagli della Gelmini e la denuncia degli studenti e del Rettore
Due milioni di euro all’Università
del Salento
Lo ha deciso oggi la prima commissione consiliare
della Regione Puglia.
“Il ministero dell’Università ha tagliato nei mesi scorsi i fondi all’ateneo leccese,
aggravando ulteriormente una situazione di difficoltà che rischia di creare problemi di funzionalità dei servizi e di qualità della didattica per ricadere, in definitiva, sugli studenti.
E bene hanno fatto gli studenti a mobilitarsi subito per impedire un nuovo incremento delle tasse proprio a causa dei tagli della Gemini.
E altrettanto importante è stata la reazione del Rettore che, estraneo a qualsiasi logica politica, ha espresso pubblicamente il proprio dissenso verso una scelta che penalizza l’intero ateneo.
Certo è sorprendente che i tanti parlamentari e consiglieri regionali del Pdl, nonché il neo presidente della Provincia, che pure esternano a ogni piè sospinto, non abbiano trovato il tempo per esprimere una qualche opinione e, magari, attivarsi per trovare qualche soluzione riparatrice.
Prendiamo atto che non si vuole disturbare il ministro Gelmini che, al contrario, sta arrecando danni continui alla scuola e all’Università visto che l’unica pratica che esercita è quella dei tagli dei docenti e dei precari e delle risorse.
Ma
L’Università di Lecce avrà quindi un finanziamento di 2 milioni di euro per questi ultimi mesi del 2009 (Bari ne avrà 4 e Foggia 1); il resto delle risorse (3 milioni di euro) verrà ripartito dalla conferenza regionale dei rettori e ci sarà, pertanto, un ulteriore contributo.
Questo ulteriore impegno di spesa a favore dell’ateneo salentino è coerente con quanto fatto nei mesi passati.
Se oggi il prof. Cingolani annuncia l’imminente apertura del nuovo centro di
nanotecnologie, con conseguente assunzione di giovani ricercatori, è proprio in virtù di un finanziamento regionale di 10 milioni di euro.
L’evidenza dei fatti, pertanto, non consente smentite: mentre a Roma Berlusconi
taglia, a Bari si reperiscono risorse indispensabili per non far crollare il sistema
universitario pugliese e, addirittura, per qualificarlo ulteriormente.
Non ci pare una differenza da poco.
Lecce, 17 settembre 2009 Antonio Maniglio
LAVORO, I DATI ALLARMANTI DELLA CGIL
E’ forte la crisi nei settori produttivi del Salento. A dirlo sono i dati sull’occupazione presentati dalla Cgil. I lavoratori del metalmeccanico in cassa integrazione sono 1080 su 1776.Cnh Italia ha 450 lavoratori, su
della Nardò Techinical Center fino al 17 ottobre; mentre per i 42 lavoratori di Casta si è ancora in attesa di un provvedimento.
Nel settore del Tac una boccata d’ossigeno per i 200 lavoratori della Romano di Matino in cassa fino al 31 agosto 2010. Ancora in attesa della pubblicazione di un decreto invece per gli oltre 640 lavoratori delle aziende del gruppo Filanto: l’azienda Zodiaco ha 210 lavoratori su
Per quanto riguarda Adelchi, invece, il sindacato è in attesa di una convocazione per approfondire i dettagli di un nuovo progetto dell’azienda; al momento però sono ben 490 i lavoratori in cassa integrazione straordinaria.
Per due aziende satellite del Gruppo Adelchi sono stati raggiunti recentemente gli accordi per la cassa integrazione straordinaria: 338 i lavoratori di Crc di Tricase in cassa straordinaria dal 6 luglio; stessa durata per 142 dipendenti della Nuova Adelchi.
Tutt’altro che rosea la situazione nel settore dell’edilizia: nel Gruppo Palumbo (Leadri, Pal Strade, Cocemer) ben 95 su circa 200 sono in cassa integrazione; sono in Cigo anche 36 lavoratori della Petito Srl; 20 quelli della Socim e 15 della Imcev.
Contratti di solidarietà sono stati sottoscritti invece alla Gieffe che ha interessato i 29 dipendenti, alla Billa Iperstanda con 76 dipendenti,
Alla Carrefour di Cavallino 220 dipendenti in cassa a rotazione.
Ben nota è la condizione dei precari della scuola: almeno 500 tra docenti e personale Ata. Anche nel settore agro-alimentare aumenta il dato della cassa, con il caso della Copersalento, in cui tutti i dipendenti (35 più
Fonte: www.ilpaesenuovo.it

Fonte: Quotidiano di Puglia
SPRECOPOLI E PARENTOPOLI ?
BENVENUTI A MICELI TOWN !!!
È doveroso non lasciare passare sotto traccia alcune delibere approvate in Luglio e Agosto poiché il loro contenuto è di alta rilevanza politico-amministrativa.
Cominciamo con la delibera di giunta numero185 (Art. 110 del T.U. sull'ordinamento degli Enti Locali-Settore servizi Sociali- Atto di indirizzo reperibile al seguente indirizzo: http://www.comune.galatone.le.it/delibere_giunta/view.php?id=1752&numero_elemento=14)
con tale atto si delibera di potenziare l’organico specialistico nel settore servizi sociali mediante la programmazione di incarichi a contratto, a tempo pieno e determinato, e che tali incarichi saranno disposti con decreto del Sindaco.
Quindi l’amministrazione ravvisa la necessità di potenziare il settore servizi sociali, pubblica istruzione e cultura con la nomina di una Assistente Sociale e di un Istruttore Direttivo;
necessità talmente urgente che solo dopo qualche giorno arrivano due decreti del Sindaco (precisamente il n° 7/2009 e 8/2009) dove si nominano le due figure sopra menzionate.
Ora è naturale chiedersi:perché non si è adottata una procedura di concorso pubblico? O perché non si è attinto da un elenco di professionisti vagliando opportunamente i loro curriculum? O più in generale perché non si dà mai spazio a quella straordinaria forma di governo che si chiama meritocrazia e cioè quel luogo dove le cariche amministrative, le cariche pubbliche, e qualsiasi ruolo che richieda responsabilità nei confronti degli altri, è affidata secondo criteri di merito, e non di appartenenza lobbystica, familiare (nepotismo e in senso allargato clientelismo) o di casta economica (oligarchia).
Ora non voglio scendere nel particolare di “nomi e nomine”, anche perché sarebbe indelicato, ma ritengo che si stia esagerando, che nella gestione degli incarichi si stia veramente uscendo fuori dal seminato, che si stia superando il limite della decenza.
Altra delibera che merita attenzione è la numero 195 con data di emissione 12/08/2009:
(Organizzazione eventi estivi 2009 reperibile al seguente indirizzo http://www.comune.galatone.le.it/delibere_giunta/view.php?id=1759&numero_elemento=8 ).
Qui si sfiora il ridicolo per una serie di ragioni:
Come si fa a programmare un calendario degli eventi a estate inoltrata? Perché preventivamente non si è provveduto ad organizzare una mappa degli eventi per l’estate Galatea? Come si possono attrarre turisti, in un paese che è a vocazione turistica anche solo per la sua posizione geografica, senza una programmazione turistica seria? E mai possibile che l’amministrazione non riesca a reperire risorse economiche e culturali per promuovere la sua vocazione turistica? Come mai solo grazie alle tanto vituperate e criticate associazioni si riesce ad organizzare qualcosa di degno?
Dal Sindaco non servono più risposte ma fatti.
P.S. Sembra proprio che la “PAGNOTTA” l’amministrazione l’abbia voluta mangiare anticipatamente… qualora non ne foste ancora pienamente convinti, leggete questa delibera:
http://www.comune.galatone.le.it/delibere_giunta/view.php?id=1751&numero_elemento=5
UN'ALTRA SPRUZZATA DI BLU?
Vi ricordate quando noi, maltrattati cittadini di questo paese, ci siamo svegliati una mattina e abbiamo scoperto che il paese era stato ricoperto di blu o meglio di strisce blu…
Bè attenti perché potrebbe riaccadere…anzi riaccadrà...CLICCATE QUI SOTTO e ne scoprirete delle belle...
http://www.comune.galatone.le.it/delibere_giunta/view.php?id=1767&numero_elemento=1
BREVE RIFLESSIONE
Ieri sera alla Festa Democratica di Genova è intervenuto tra gli altri Bruno Tabacci (Parlamentare Udc) persona, a mio modesto parere,di grande spessore politico e umano.
Faceva una riflessione che vi sottopongo: metteva a confronto il sistema partitico-parlamentare americano e quello italiano.
Partendo da una constatazione oggettiva e cioè quella che Berlusconi e Obama hanno (solo e purtroppo per nostra sfortuna) in comune il grande consenso che gli ha portati a guidare il proprio Paese, sottolineava però che non hanno lo stesso rapporto con il Parlamento e con la maggioranza che li sostiene.
In America, ad esempio, non di rado il Parlamento “mette i bastoni tra le ruote” al capo del governo (basti pensare ai problemi che Obama sta incontrando in queste settimane per far approvare la riforma sanitaria promessa in campagna elettorale) e tutto ciò avviene per una ragione definitiva ed univoca: il capo del governo in America non si sceglie i Parlamentari in virtù di una legge elettorale e di un sistema partitico-parlamentare molto più democratico e aperto del nostro.
In Italia invece, per diverse ragioni a partire dal Porcellum Calderoli, è il capo del Governo a scegliersi i parlamentari svilendo l’attività parlamentare ed esautorando lo stesso Parlamento delle sue funzioni…
RIFLETTETE GENTE, RIFLETTETE...