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martedì, 13 ottobre 2009

...LE DUE CONCEZIONI DEL DEBITO...

 

La Gran Bretagna nei prossimi due anni venderà beni pubblici per un totale di 16 miliardi di sterline (circa 17,3 miliardi di euro) per ripianare il debito, salito al 12% del Pil. Lo ha annunciato il premier britannico Gordon Brown.

Tra i beni che saranno venduti ci sono il tunnel di Dartford sul Tamigi e il sistema di scommesse Tote, ha citato Brown parlando a un convegno economico alla sede di Bloomberg Londra. Secondo il primo ministro è comunque necessario continuare con il programma di stimolo all'economia fino a quando la ripresa non si sarà consolidata.

I quotidiani inglesi citano tra i beni che saranno ceduti anche la partecipazione nel capitale della società del tunnel sotto alla Manica e della ferrovia che lo percorre, la quota statale nell'azienda che arricchisce l'uranio per le centrali atomiche (Urenco) e numerose proprietà immobiliari. Il ministro del Commercio e industria, Peter Mandelson, ha riferito che le cessioni «ci aiuteranno a ridurre i disavanzi senza effettuare tagli sui servizi pubblici di base. Ma no siamo idioti: non venderemo ai prezzi più bassi».

 

È facile notare che in Inghilterra con un debito pubblico al 12% del PIL il governo venda asset più o meno strategici per ridurre il debito.

In Italia invece, succede esattamente l’opposto.

I dati di oggi della Banca d’Italia ci dicono che l'indebitamento dello Stato sale ancora e tocca un nuovo record ad agosto a quota 1.757,534 miliardi di euro. Il debito pubblico di agosto ha registrato un rialzo dello 0,2% rispetto ai 1.754 miliardi di euro di luglio scorso, e del 5,7% rispetto ai 1.663 miliardi di fine 2008.

Nel 2008 era pari al 105,8% del PIL, rispetto al 103,5% del 2007, secondo i dati della Banca centrale. Il governo prevede un aumento del debito pubblico pari al 110,5% del PIL quest’anno e del 112% nel 2010.

 

In Inghilterra i ponti si vendono per far calare il debito…in Italia invece i ponti (inutili come quello di Messina) si continuano a fare…

Che dire, Buona fortuna a tutti noi !!!

Dati: www.corriere.it

giovedì, 06 agosto 2009

LA BENZINA AUMENTA

IL GOVERNO TACE

La corsa del prezzo dei carburanti in coincidenza con i massicci spostamenti estivi riaccende lo scontro sul comportamento delle compagnie petrolifere.

Un comportamento asimmetrico: quando il prezzo sui mercati internazionali sale, come avviene da aprile, le conseguenze sul prezzo alla pompa sono immediate; quando, invece, il prezzo del barile scende,come è stato dall’autunno scorso fino a primavera, le ricadute sui consumatori sono ritardate e parziali.

Vi sono solide ragioni tecniche che però, solo in parte, spiegano la vischiosità delle riduzioni (ad esempio il prezzo di acquisto delle scorte ed il prezzo bloccato nei contratti in essere). Molto meno giustificabile la rapidità e la portata degli aumenti.

In sintesi, i prezzi alla pompa sono in larga misura variabili politiche, controllate dalle compagnie petrolifere nello spazio di manovra consentito dalla politica economica dei governi.

Ecco il punto: la politica economica del Governo Berlusconi lascia mano libera alle compagnie petrolifere, come lascia mano libera a tutti gli interessi più forti. Oppure, quando la situazione si mette veramente male, ricorre allo scambio corporativo tra misure simboliche e di breve periodo in cambio di salvaguardia delle rendite.

Certo, la retorica di Tremonti-Robin Hood abbonda, amplificata da media controllatati o allineati, incontrastata dalle associazioni delle imprese, liberiste soltanto sul mercato del lavoro.

Ma la realtà è opposta e colpisce consumatori ed imprese.

Per disciplinare compagnie petrolifere, grandi catene distributive, banche, assicurazioni, produttori di energia elettrica, aziende di telecomunicazioni servono interventi forti per l’apertura dei mercati.

Servono leggi e riorganizzazioni, certo difficili, per consentire concorrenza.

Servono Authority indipendenti e adeguatamente attrezzate per controllare il rispetto delle regole e dare sanzioni significative.

Insomma, sarebbe servito portare avanti le riforme avviate da Bersani nella scorsa legislatura. Invece, si è andati in direzione opposta. Il ministro Scajola ha fatto marcia indietro, in buona compagnia di tanti governi europei, sulla separazione delle reti distributive di energia (Terna) e gas (Snam) dalla proprietà degli ex(?) monopolisti Enel ed Eni. Coperto dall’invocazione strumentale del “primato della politica”, il Governo ha tagliato le risorse alle Authority di controllo,

ha ripetutamente minacciato i presidenti con la schiena dritta (Draghi alla Banca d’Italia e Ortis all’Autorità per l’energia), ha generosamente premiato i vertici servili (in particolare, Cardia, alla Consob).

Insomma, dietro la propaganda, le destre, come sempre in Italia, salvaguardano le rendite e colpiscono il lavoro e la produzione.

 

Stefano Fassina

 

mercoledì, 22 luglio 2009

INTERESSANTISSIMO...

Il falò delle illusioni

di MASSIMO GIANNINI


Tremonti che parla alla Camera ricorda il presidente americano Coolidge che scrive al Congresso, nel dicembre del 1928: "Dovete considerare il presente con soddisfazione e prevedere il futuro con ottimismo...". Pochi mesi dopo ci sarebbe stato "Il Grande Crollo" del '29, raccontato da Galbraith.

 

Il "mantra" governativo è sempre lo stesso, assolutorio e rassicurante. Abbiamo fatto tutto ciò che era giusto e necessario per aiutare famiglie e imprese, per finanziare consumi e investimenti, per sostenere reddito e occupazione: la crisi è finita, andate in pace. Anche nell'ambito della politica economica, come in quello dell'etica pubblica, vero e falso si mescolano, realtà e finzione si sovrappongono, e al Paese si narra "un'altra storia". Così, ancora una volta, per riconciliarsi con la forza oggettiva dei fatti non resta che ascoltare la voce di una delle poche istituzioni rimaste incontaminate, al di fuori del perimetro sempre più pervasivo del berlusconismo. In un involontario, ma salutare contrappunto parlamentare, il governatore della Banca d'Italia ci ha spiegato tre verità fondamentali.

 

La prima verità: la fase di peggioramento congiunturale che ha caratterizzato gli ultimi mesi sembra essersi arrestata. E questo è sicuramente un fatto positivo. Ma la crisi è tutt'altro che finita. L'Italia rischia di arrivare esausta al prossimo autunno. Senza una decisa inversione di rotta della produzione industriale, che resta inferiore del 25% rispetto all'aprile dell'anno scorso, a settembre assisteremo a una falcidie di piccole e medie imprese, e ad una conseguente ondata di tagli alla forza lavoro che la Cassa integrazione non basterà a contrastare.

 

 

 

La seconda verità: questa crisi globale, quando finirà, ci lascerà in eredità un debito pubblico enorme. Vale per tutti i Paesi, che hanno contenuto la tempesta perfetta rafforzando gli argini della spesa statale con le care, vecchie politiche keynesiane. Vale ancora di più per l'Italia, che ha usato poco e niente il bilancio pubblico (in parte per necessità, ma soprattutto per scelta) e che partiva da un indebitamento sistemico di proporzioni gigantesche. Oggi il nostro Paese si ritrova svantaggiato due volte: non ha messo in campo "piani di stimolo" significativi, e sconta un quadro di finanza pubblica gravemente deteriorato. Le cifre di Draghi fanno tremare i polsi. A fronte di un Pil in caduta del 5,2%, quest'anno ci ritroveremo con un deficit aumentato al 5,3%, un debito esploso al 115,3% e un avanzo primario azzerato e trasformato in un disavanzo dello 0,4%, per la prima volta dalla fine degli anni '90. Certo, questi risultati sono frutto della caduta generalizzata del denominatore (il Pil, sul quale il governo non può agire più di tanto). Ma anche dell'espansione incontrollata dei numeratori (su tutti la spesa corrente, lievitata al massimo storico del 43,4%, sulla quale invece il governo può agire moltissimo).

 

La terza verità: il tempo delle grandi riforme è adesso, ed è tempo finora sprecato. I pacchetti estemporanei varati fino ad oggi, compreso l'ultimo decreto "anti-crisi", sono pannicelli caldi. Draghi ricorda che senza azioni incisive sulla spesa primaria, sulla previdenza, sulla liberalizzazione dei mercati, non si troveranno risorse per lo sviluppo. E senza misure di vera lotta all'evasione non si porranno mai le basi per una seria riduzione delle imposte che infatti (ironia della sorte, per il Cavaliere che ha vinto tre elezioni promettendo "meno tasse per tutti") continuano ad aumentare. Anche qui, i numeri fanno paura. La pressione fiscale ha raggiunto il 43,4%: lo stesso picco storico che toccò nel '97, anno della rincorsa a Maastricht e dell'eurotassa, e più della vetta raggiunta nel 2007 dall'esecrato governo dei "tartassatori" Prodi, Visco e Padoa-Schioppa. Le entrate tengono, assicura Tremonti. Mente: nel primo trimestre l'Iva è crollata del 10,2%. Di nuovo: pesa la caduta generalizzata del denominatore (il Pil, che comunque si è ridotto "solo" della metà). E poi, nello stesso periodo, i consumi sono scesi "solo" del 2,6%. Come si spiega questa differenza? Il governatore lo dice con il linguaggio del banchiere centrale: "Solo una parte del divario sembrerebbe riconducibile a una ricomposizione dei consumi verso beni essenziali, caratterizzati da aliquote più basse". Tradotto nel linguaggio della gente comune, il divario si spiega con il dilagare dell'evasione.

 

Il paradosso è che anche nella politica fiscale il governo usa l'arte della dissimulazione, in questo caso disonesta. Spaccia per "guerra totale" un altro "condono tombale". Perché questo è, al di là di ogni ragionevole dubbio, lo scudo fiscale appena varato dal Tesoro. Noi lo abbiamo scritto, senza giri di parole. Oggi Draghi lo conferma, con parole non meno chiare: Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, per i pentiti che fanno rientrare i capitali dall'estero, "non prevedono l'anonimato del contribuente e le norme comportano l'intero versamento delle imposte dovute e non versate, inclusi gli interessi e le sanzioni". Nel Belpaese, invece, funziona in tutt'altro modo: l'anonimato è garantito, e con un modesto obolo del 7,5% si chiudono i conti con l'Erario. Questa è l'Italia. E a Berlusconi e Tremonti piace così. Torna in mente ciò che scrisse Mark Twain, citato sul Wall Street Journal dell'11 settembre '29: "Non separatevi dalle vostre illusioni. Quando esse sono scomparse, potete continuare a esistere, anche se avete cessato di vivere".

lunedì, 01 giugno 2009

LE BALLE DI BERLUSCO-NISI

Ieri sera il candidato locale del PDl ha dichiarato: "Il Presidente Berlusconi ha detto che il nucleare in Puglia non si farà" ( sarebbe stato cosi fesso da farlo in campagna elettorale?)

Mi chiedo: dobbiamo credere alle parole di un candidato di paese o alle parole di un Ministro della Repubblica, nella fattispecie, Raffaele Fitto:

Fitto__nucleare[1]

Qualcuno ci chiarisca chi sta prendendo in giro gli elettori?

domenica, 15 febbraio 2009

ANCHE GALATONE HA IL SUO MASTELLA: FRACASSO

 

Ieri finalmente si è chiuso il cerchio. Ebbene sì, il puzzle politico che aveva portato alla caduta del governo Prodi è stato completato con i pezzi mancanti e cioè con il passaggio di Mastella al PDL.

La maggioranza che sosteneva Prodi si reggeva su un solo senatore…i vari gruppi Dini, Mastella, Bordon però nel gennaio 2008 non rinnovarono la fiducia a Prodi mandando a casa il governo di centrosinistra.

Dini fu candidato subito. Mastella era indagato e Berlusconi non riuscì mantenere la promessa alle politiche, ora con la candidatura alle europee e con l'accordo per le prossime amministrative il cerchio si è chiuso. Per Bordon invece fare riferimento alle intercettazioni Berlusconi-Saccà…

Berlusconi ha finalmente pagato il debito a chi lo ha aiutato a far cadere il governo Prodi.

Voglio ricordare brevemente la carriera politica del Mastellone nazionale: limitandoci a quella che è stata la 2° repubblica è stato ministro del 1° governo Berlusconi nel 1994, fu determinante assieme alla corrente Cossiga per la sfiducia al 1° governo Prodi e l’investitura di D’Alema a Palazzo Chigi, grazie ad una serie impressionante di salti della quaglia è approdato al ministero della giustizia del 2° governo Prodi ed ora al PDL.

È di immediata evidenza che ancora una volta hanno vinto il trasformismo e l’essere mercenario in politica e non una sana coerenza su valori e programmi.

Tutti questi salti della quaglia mi fanno pensare alla situazione politica galatonese ed in particolare a due tipi di riflessioni:

 

  1. Il nascente tavolo del centrosinistra, che tornerà a riunirsi mercoledì prossimo dopo due anni di silenzi, è sicuro di voler ospitare al suo interno chi mandò a casa il vecchio centrosinistra e la giunta di Luigi Vaglio?
  2. I tripli salti carpiati all’indietro,in avanti,sopra e sotto di Mastella quale personaggio politico galatonese vi ricordano? Non c’è dubbio Enzo Fracasso!!!

 

Su questo vale la pena soffermarsi, il Mastella Galatonese e cioè Fracasso è stato autore di numerosi salti della quaglia: nel 1998 si candidò a Sindaco con una coalizione moderata con una delle liste associate che faceva riferimento all’attuale ministro Fitto, poi nel 2003 con una lista “cattolici e riformisti” è parte organica del centrosinistra per poi nel 2007 ricandidarsi a Sindaco nel nome del Partito Democratico dopo aver distrutto il centrosinistra!!!

E non finisce qui…perché sempre nel 2007 il Mastella Galatonese e cioè Fracasso passa all’UDC flirtando con l’attuale maggioranza Miceli.

fassino_fracasso Casini (5)

Ecco, anche a Galatone un vero esempio di cerca-poltrona a tutti i costi sulle orme del Mastellone nazionale; Fracasso rappresenta quindi in modo esemplare  la capacità di assumere repentinamente posizioni differenti e/o alternative a quella immediatamente precedente.

Ma io mi chiedo e chiedo a tutti lettori, la ricerca forsennata e spasmodica di poltrone è vera politica o sete e fame di potere?

  

 

Breve Nota:

L’ultima puntata de “Il Portavoce” ospitava l’UDC Galatonese.

A mio modesto parere gli esponenti locali (Fracasso e Tundo) hanno preso in giro tutti, soprattutto per quanto riguarda la collocazione politica dell’assessore della Giunta Miceli Bove.

Hanno detto che è un amico e non un esponente dell’UDC……mha strano concetto di amicizia visto che l’assessore Bove presenziava alla visita di Casini a Galatone, alla chiusura della campagna elettorale dell’UDC accompagnando sul palco dei comizi il parlamentare D’Onofrio ed infine fa parte organica (a meno che non si tratti di omonimia!?!?!) della direzione provinciale dello stesso UDC (http://www.udc-lecce.it/struttura-udc/il-partito/direzione-provinciale).

D’altronde ci si può aspettare la verità da gente che rappresenta un partito in consiglio comunale (l’UDC) che non era riuscito ad eleggere nessun rappresentante e che grazie al sano trasformismo dei suoi rappresentanti Tundo-Fracasso ora è rappresentato?

      

Galatone, abbandono incontrollato di rifiuti 

discarica galatone

 

Durante il servizio di perlustrazione in tutto il territorio della Provincia di Lecce, la nostra pattuglia del Comando Provinciale Guardie Ambientali d’Italia stazione di Nardò ha individuato in contrada Sant’Angelo (Galatone), dei rifiuti di grosse  dimensioni abbandonati.

 

Sul posto, un ponte sotto un cavalcavia della SS101,sono stati depositati rifiuti di ogni genere anche pericolosi. Nel sito inquinato è stato rinvenuto materiale di escavazione e di ristrutturazione edile, pneumatici e materiale cementizio composto da ondulina di amianto;materassi, tubi in plastica usati per l’irrigazione agricola ecc...il tutto sotto un bel cartello di divieto di scarico. In particolar modo l’abbandono può essere pericoloso anche per la circolazione in quanto il materiale è stato depositato sulla carreggiata.

 

E' stata inoltrata regolare e formare denuncia presso l'Autorità Giudiziaria per gli opportuni adempimenti di legge.

 

L’associazione Nazionale Guardie Ambientali d’Italia,  ricorda che scaricare rifiuti senza autorizzazione è un reato e invita a denunciare le persone che lo fanno senza permesso.

Fonte: www.ilpaesenuovo.it

lunedì, 09 febbraio 2009

...ALTRO CHE GEMELLAGGIO...

 

Il Consiglio Comunale è stato convocato giovedì scorso 5.02.2009 alle ore 15.30 per discutere e deliberare su :

 

1)      Patto di gemellaggio tra la Città di Galatone (Italia), la Città di EĹ‚K (Repubblica di Polonia) e la Provincia di Talsi (Repubblica di Lettonia). Approvazione del Consiglio Comunale.

 

Di solito partecipo con interesse ai consigli comunali ma questa volta, oltre che per impegni, pensavo che fosse solo una formalità e che non vi potessero essere grossi spunti politici.

Ed invece mi sono sbagliato, Miceli&Soci mi hanno smentito.

C’è subito da registrare che convocare un consiglio comunale con un solo punto all’ordine del giorno, dopo che 3 giorni prima ne era stato convocato un altro, conferma la inadeguatezza del Presidente del Consiglio D’Agati.

Inadeguatezza derivante dal fatto che l’evento gemellaggio era stato annunciato da mesi e che l’approvazione sarebbe potuta avvenire anche 3 giorni prima?!?!?

Ma la farsa non finisce qui!!!

Perché, da quanto mi è stato raccontato, l’approvazione del gemellaggio è stata veramente a rischio!!! Con tutte le conseguenze di carattere politico e di immagine che sarebbero ricadute sul paese.

Ebbene sì, la granitica maggioranza di Miceli&Soci non aveva i numeri per approvare il provvedimento o meglio li aveva ma c’era il rischio di non avere il numero legale poiché tra assenze (comprese quella del Sindaco) e mal di pancia vari la maggioranza poteva contare solo su nove consiglieri.

E di immediata evidenza quindi che solo la presenza dei consiglieri di minoranza ha garantito il numero legale ed ha evitato una figuraccia politica e un danno di immagine di proporzioni gigantesche.

Il consigliere Maglio (particolarmente combattivo nella seduta) ha inoltre sottolineato fortemente il fatto che la spocchia e la saccenza mostrata più volte dalla maggioranza consigliavano un comportamento meno responsabile da parte delle opposizioni o pseudo-tali.

C’è da riflettere quindi sulle motivazioni politico-amministrative che hanno portato la maggioranza a non essere in grado autonomamente di approvare un gemellaggio che tanto ha voluto e sponsorizzato.

Tutto questo davanti alle telecamere di Myboxtv che per l’occasione è stata chiamata a presenziare al consiglio…la domanda sorge spontanea: perché negli altri consigli comunali non è stato chiesto a MyboxTv di riprendere i lavori?

Insomma in amministrazione e tra i banchi della maggioranza dominano l’ inadeguatezza, l’impreparazione e l’improvvisazione con il più grande partito di opposizione, il PD, che piuttosto che informare e denunciare tali sconcezze preferisce restare in silenzio.

Tace il labbro, perché?

 

giovedì, 22 gennaio 2009

VI RACCONTO IL CONSIGLIO COMUNALE DI IERI

Il consiglio comunale di ieri aveva diversi punti all’ordine del giorno:

1) Lettura ed approvazione verbali sedute precedenti del 26.11.2008 e 5.12.2008;

2) Comunicazione delibera G.M. n. 249 del 30.12.2008 avente all’oggetto: “Art.166 T.U. n. 267/2000 – Prelievo dal fondo di riserva”.

3) Art. 25 del Regolamento del Consiglio Comunale “Richiesta di convocazione”. Proposta delibera avente all’oggetto : ”Emergenza rifiuti; Provvedimenti”.

4) Revoca deliberazione C.C. n. 37/2002 – Provvedimenti.

 

Partiamo dal 2° punto all’ordine del giorno che era semplicemente una presa d’atto (quindi non vi è stata una discussione) ma che dà qualche spunto di riflessione.

Il Sindaco infatti ha giustificato la delibera di Giunta n°249 e cioè il prelievo dal fondo di riserva con il fatto che poichè a Galatone vi sono state piogge copiose si è deciso di usare quel fondo per interventi straordinari di manutenzione sulle strade.

Si commenta da solo...credo non servano ulteriori riflessioni di carattere politico-finanziario per giustificare un prelievo dal fondo di riserva!!!

Ma veniamo al punto 3 che era il più atteso e il più caldo proprio perché trattava lo scottante tema rifiuti.

Non si deliberava nulla, il consiglio era chiamato a produrre solo un atto di indirizzo.

Parto col dire che vi è stata una lunga discussione (quasi 3 ore…) con momenti di duro scontro politico e dialettico.

I fatti da mettere in evidenza sono diversi.

I vari gruppi consiliari rimproveravano il Sindaco (con toni diversi) di non essere intervenuto tempestivamente nei giorni dell’emergenza e di non aver mai attivato la raccolta differenziata.

I consiglieri Filoni e Maglio nei loro vari interventi hanno fatto proposte/ricostruzioni valide e positive .

I consiglieri dell’UDC hanno chiesto spiegazioni sul manifesto di risposta del Sindaco apparso nel paese sottolineando che il loro atteggiamento voleva essere propositivo (ci mancherebbe fosse atteggiamento di opposizione aggiungo io); inoltre hanno sottolineato (più volte) che le responsabilità sono di Vendola e sperano che nella prossima tornata elettorale delle regionali possa uscire sconfitto….

I consiglieri in quota Nisi hanno condannato l’operato di Vendola esaltando l’operato di Fitto e spronato il Sindaco a partire con la differenziata.

Il Sindaco nelle varie repliche ha dato il meglio di sé…difendendo l’idea dell’inceneritore e del sito di stoccaggio/discarica in Contrada Morrone; inoltre ha accusato con dichiarazioni del tipo “certa politica che ha atteggiamenti mafiosi”, “certa magistratura che ha bloccato importanti progetti”, “alcuni che favoriscono e difendono i loro amici” e infine alcune lobby di potere sono entrate prepotentemente nella gestione del sistema rifiuti. 

Dopo queste varie dichiarazioni Nisi ha chiesto che il consiglio votasse di mandare il verbale della seduta, date le scottanti dichiarazioni di Miceli, alla procura della repubblica ma il presidente del consiglio D’Agati si è opposto alla votazione consigliando a Nisi di mandare lui il verbale senza che il consiglio procedesse al voto.

Infine si è arrivati ad un documento votato all’unanimità (che rappresenta l’atto di indirizzo) dove una commissione cercherà in accordo con l’ATO LE/2 di introdurre nel più breve tempo possibile la raccolta differenziata.

Ultima osservazione: sembra si sia perso il progetto dell‘ ing. Causo sulla differenziata, sembra infatti che il Comune non ne abbia regolare copia protocollata e sembra che tale progetto sia finito tra le carte sequestrate dalla Finanza per la vicenda Morrone.

Fin qui la cronaca.

 

Vi sottopongo ora alcune riflessioni di carattere politico-amministrativo.

Miceli si ostina a difendere progetti che per fortuna del paese non sono mai diventati operativi.

Si vantava del fatto che il pm Gagliotta, sulla vicenda Morrone, si fosse sbagliato procedendo al dissequestro dell’area…ricordo a Miceli che probabilmente lì non vi erano (ancora) sostanze pericolose tali da giustificare il sequestro ma che quel sito si trova zona ampiamente urbanizzata, con pregi paesaggistici, storici, artistici, botanici, fuori dalle previsioni di piano, a distanza molto inferiore a 250m da abitazioni e con una procedura di sanatoria in corso.

Il Sindaco inoltre si vantava di aver pensato per primo all’inceneritore e ritiene che sia l’unica soluzione al problema rifiuti…probabilmente vive sulla luna.

Per questo rimango dubbioso rispetto all’atto di indirizzo approvato, Miceli&Soci non erano e non sono affatto convinti che sia la differenziata la soluzione al problema rifiuti.

Da segnalare inoltre la totale indisciplina nei toni e negli atteggiamenti di alcuni consiglieri di maggioranza che non onorano né il luogo dove siedono né il ruolo che ricoprono, con il Presidente del Consiglio che fatica a garantire l’ordine.

Un’ altra doverosa osservazione riguardo il tatticismo esasperato di UDC e gruppo Nisi…dopo quasi due anni di consiliatura non si capisce se stanno a destra,sinistra,sopra,sotto,etc…

Sicuramente non fanno opposizione e non fanno il bene del paese.

Il PD, pur essendosi ieri comportato bene in consiglio, rimane prigioniero dei suoi errori ed ancora una volta ieri (come ho sostenuto nei post passati) “gli alleati di manifesto” hanno attaccato lo stesso PD a livello provinciale e regionale.

Non solo, la poca credibilità politica e la pochezza di argomentazioni in consiglio di FI e UDC getta discredito su un partito come il PD che non ha certo bisogno di certe collaborazioni……

Chiudo dicendo che probabilmente le forze di opposizione (quelle vere) dovrebbero organizzare una giornata monotematica sui rifiuti ricostruendo la “storia rifiuti” degli ultimi anni (ammettendo eventuali responsabilità) e formulando una proposta organica all’amministrazione di Miceli&soci.

 

 

 

giovedì, 15 gennaio 2009

GLI ERRORI DEL PD GALATONESE

E LE BALLE DI MICELI

 

Ritengo utile commentare il volantino del PD del 09/01 e poi il manifesto di ieri di Miceli&Soci visto che sono strettamente collegati e danno numerosi spunti di riflessione.

Il volantino del PD è adeguato nella forma e nei contenuti e non si limita solo a fare opposizione ma fa proposte serie e concrete.

C’è un piccolo problema, il volantino è arrivato tardi cioè a crisi già risolta (i rappresentati istituzionali del Pd stesso avevano già trovato l’accordo in prefettura con le ATO e i sindaci…) e dopo essersi esposti a critiche per il volantino precedente.

Volantino precedente che oltre a non avere alcun senso politico, visto che è stato redatto e firmato con chi ha idee completamente diverse sulla gestione del rifiuto (vedi le dichiarazioni di Nisi sull’inceneritore), ha esposto lo stesso PD alle critiche degli stessi cofirmatari.

Io mi permetto di fare un’osservazione: se lo stesso volantino del 09/01/2009 fosse stato fatto il 2 gennaio, cioè in piena crisi, il PD non si sarebbe risparmiato una brutta figura?

C’era bisogno di fare un volantino con chi ti pugnala alle spalle per essere efficaci?

Il PD credo abbia in sé le risorse per condurre diversamente la sua politica di opposizione senza esporsi a tali errori.

Ma passiamo al manifesto di Miceli.

Voglio commentarlo senza fare riferimento al decreto Ronchi (tanto Miceli se non lo ha rispettato ed attuato per 8 anni, volete che lo cominci a fare ora?) ma raccontando un esperienza che ho vissuto personalmente.

Sabato mattina scorso a RadioRamaTalk (trasmissione di Telerama) erano ospiti Silvano Macculi presidente ATO LE/2 nonché Sindaco di Botrugno (centrodestra) e Sergio Blasi Sindaco di Melpignano, comune più virtuoso per quanto riguarda la raccolta differenziata e si parlava di ambiente e gestione rifiuti.

Verso la fine della trasmissione intervengo in diretta facendo una domanda al presidente Macculi:

“Presidente come mai Galatone, oltre a non aver mai attuato il decreto Ronchi, non trasmette i dati della raccolta differenziata alla regione e ha una tariffa di 1,9027 €/mq?”

La risposta imbarazzata di Macculi, ricordo Sindaco di CENTRODESTRA e presidente dell’ATO LE/2 di cui fa parte Galatone,  è stata:

“È grave non si faccia la differenziata e comunque queste domande le deve fare al suo Sindaco perché l’ATO non ha responsabilità; inoltre è una brutta abitudine non comunicare i dati alla regione”.

Sergio Blasi condannando l’operato di Miceli ha detto: “A Melpignano si paga 0,81 €/mq e chi fa il compostaggio domestico ancora meno”.

Non credo serva altro, si commenta da solo... 

Caro Miceli c'è aria di affari, privilegi e coperture politiche. Abbia un po' di pudore.

Ma il manifesto di Miceli propone anche spunti strettamente politici.

Non attacca Nisi nonostante fosse tra i firmatari della pseudo-protesta perché probabilmente se lo vuole tenere buono……ma associa pericolosamente L’UDC al PD.

Questo è purtroppo il prezzo da pagare per gli errori che menzionavo prima…credo infatti che per il PD Galatonese essere associato all’UDC sia altamente squalificante!!!

I motivi sono palesi: non si può accettare di essere associati con chi finora ha flirtato con la maggioranza avendo addirittura un’assessore in giunta, non si può essere associati a chi ha votato delibere importanti (Contrada Morrone…) con la maggioranza, non si può essere associati con chi si è ricordato di esistere solo ora…….

Spero il PD si prepari presto a mostrare a tutti il volto serio e dignitoso di chi si prepara a cambiare le cose.

Chiedo scusa, infine, se in qualche punto ho involontariamente offeso qualcuno…

 

 

  

P.S. L’altra sera a Ballarò Veltroni ha detto una cosa condivisibilissima: “Berlusconi negli ultimi 15 anni è stato per 8 al governo e per 7 ha fatto il capo dell’opposizione, se il Paese è ridotto così male lui ha grandissime responsabilità visto che nessun altro uomo politico in Italia ha avuto tale  “privilegio” “

Credo che lo stesso ragionamento vada fatto per Miceli e non solo per la questione ambiente, se negli ultimi 11 anni Miceli è stato per 8 anni Sindaco e per 3 anni capo dell’opposizione bè allora sicuramente ha molte responsabilità per lo stato in cui si trova Galatone…

 

mercoledì, 07 gennaio 2009

CHE PUZZA!!!

 

Tranquilli, la puzza che sentiamo non è solo della spazzatura sparsa per le strade ma è anche quella che emana certa classe politica galatonese.

Ebbene sì, assieme ai sacchetti della spazzatura sono emersi/riemersi i più biechi e indecenti trasformismi e trasversalismi.

Basta vedere la forma di protesta adottata dai gruppi consiliari e pubblicata dal segretario del PD Corrado Longo su Myboxtv.com (http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=7896)

per rendersi conto di quanto sia scarsa, poco significativa e poco convincente questa iniziativa.

Chi firma infatti quel volantino ha idee completamente diverse su come trattare ed affrontare il problema e l’emergenza rifiuti; basti pensare e ricordare ad esempio che sulla questione della discarica in Contrada Morrone il gruppo dell’UDC votò a favore e quindi con la maggioranza di Miceli quel provvedimento (è tutto documentato a questo link: http://www.comune.galatone.le.it/delibere_consiglio/view.php?id=1041&numero_elemento=17).

Cioè circa un anno fa c’era chi votava  per costruire una discarica o uno pseudo sito di stoccaggio con la maggioranza Miceli, ora quelle stesse persone diffondono volantini e comunicati contro quella stessa maggioranza.

È proprio vero “ci no mozzica, mena caci”!!!

Ma quello che fa orrore è vedere il PD Galatonese coinvolto in questa baillame o meglio fracasso.

Mi chiedo, è mai possibile che il PD debba stare al fianco di chi voleva un sito di stoccaggio in una zona ampiamente urbanizzata, con pregi paesaggistici, storici, artistici, botanici, fuori dalle previsioni di piano, a distanza molto inferiore a duecentocinquantamentri da abitazioni ed in presenza di un sito sequestrato dalla Guardia di Finanza e con una procedura di sanatoria in corso?

È possibile che il PD non riesca a formulare un’azione forte e seria sul tema rifiuti che non un misero volantino? Ed è possibile che ci si ricordi di tale tema solo in occasione delle emergenze?

Nella fattispecie in questa occasione ci si è ricordati di alzare le voce proprio nel giorno in cui, si spera, si troverà una soluzione, ed in tutti questi giorni di emergenza dov’era il PD?

Se almeno questo tempo fosse stato sfruttato per sentire iscritti,simpatizzanti ed elettori del PD………..

Peraltro il PD, lo voglio ricordare, deve recuperare quel debito che ha verso i cittadini per non essersi impegnato adeguatamente nella vicenda della discarica Morrone…

Sul comportamento degli altri gruppi consiliari non mi esprimo anche perché non mi appassionano le disgrazie altrui.

Infine non rimane che dire: SIAMO PROPRIO NELLA MUNNEZZA!!!

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