IL SOLITO TEATRINO
DI MICELI & SOCI
Devo dire la verità, mi aspettavo questo blitz da parte della giunta Miceli ed è puntualmente arrivato. Mi spiego meglio.
Per motivi di studio sapevo da tempo che
Oggi infatti sul sito del Comune è stato pubblicato il bando e lo schema di domanda ( http://www.comune.galatone.le.it/news_primo_piano/view.php?id=910&numero_elemento=0 ) per
“Commissione Locale per il Paesaggio, ai sensi dell’art. 8 della L.R. n° 20/2009 – Deliberazione della Giunta Municipale n° 277 del 15/12/2009 avente per oggetto:“L.R. Puglia n° 20/2009. Composizione, istituzione, funzionamento e nomina della Commissione.”
Il blitz è perfetto, in data 15/12/2009 viene fatta la delibera di giunta preparatorio all’avviso pubblico e al bando, in data 16/12/2009 viene pubblicato il bando e lo schema di domanda e il 18/12/2009 si chiude tutto.
In 3 giorni d’altronde è morto e risorto il creatore figuriamoci se non si potesse orchestrare tutta questa giostra.
A poco serve ribadire nel bando che:
“In tema di nulla osta paesaggistici, il 31 dicembre 2009 cesserà il cd. Regime transitorio previsto dall’art. 159 del D.Lgs. 42/04, Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
Il Comune di Galatone, avendo popolazione superiore a 15.000 abitanti, è destinatario
diretto della delega al rilascio dell’Autorizzazione Paesaggistica. Il Comune può essere
destinatario diretto della delega, ma deve dotarsi della Commissione Locale per il Paesaggio e deve essere designato un Responsabile del Procedimento diverso da quello delegato alle funzioni in tema di edilizia e urbanistica. Tale Commissione esprime il parere nell’ambito del procedimento di rilascio dell’anzidetta autorizzazione.
Per quanto sopra, stante l’urgenza,
Deliberazione n° 277 del 15/12/2009 ha stabilito gli indirizzi circa la composizione, la istituzione, il funzionamento e la nomina della Commissione Locale per il Paesaggio, nonché il nominativo del Responsabile del Procedimento.
Il presente avviso urgente è finalizzato alla selezione dei componenti della Commissione.”
Chiacchiere. Solo chiacchiere.
Perché non si fa un concorso pubblico (con tutti i sacri crismi della regolarità) in questo benedetto Comune e non si attinge sempre da quella graduatoria?
Perché non ci si ispira a quella straordinaria forma di governo che si chiama MERITOCRAZIA (di seguito il significato per chi non lo sapesse) dove le cariche amministrative, le cariche pubbliche, e qualsiasi ruolo che richieda responsabilità nei confronti degli altri, è affidata secondo criteri di merito, e non di appartenenza lobbystica, familiare (nepotismo e in senso allargato clientelismo) o di casta economica (oligarchia)?
Nel registrare il consociativismo delle minoranze o presunte tali, rimango in attesa di illuminanti risposte.
Consumi a picco,
Italia più povera di quel che pare
Dall’annuncio di Berlusconi di cancellare l’Irap per le imprese, all’ultima ipotesi di Tremonti di inserire 1,5 miliardi per l’Irap con emendamento alla Finanziaria, corre la distanza tra 37 miliardi, il gettito totale dell’Irap e lo zero, zero. Si va da annunci-bufale a proposte finali slegate dai dati drammatici di famiglie, lavoratori ed imprese. Morandini, responsabile piccole imprese di Confindustria parla di 300.000 PMI e 700.000 posti lavoro a rischio. A parte le cifre, è certo che la fase attuale della crisi è segnata drammaticamente da disoccupazione crescente che colpisce ancor più la domanda interna. Anni di perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni hanno prodotto un calo dei consumi con conseguenze drammatiche, sia socialmente, per le famiglie che non arrivano a fine mese, sia economicamente perché i consumi sono i 2/3 del Pil. Vediamo i dati. Negli ultimi 4 anni le vendite al dettaglio a prezzi correnti sono state stazionarie malgrado la crescita della popolazione, mentre i consumi pro-capite reali, cioè a prezzi costanti, si sono addirittura ridotti del 10%. Infatti nel quadriennio 2005-2009 le vendite al dettaglio a prezzi correnti sono state a crescita zero, ma i prezzi al dettaglio sono cresciuti del 7%; in conseguenza i consumi reali (a prezzi costanti) si sono ridotti del 7%.
Poiché la popolazione residente è cresciuta nel quadriennio di 1,6 milioni, da 58,4 a 60 milioni, del 3%, ne consegue che i consumi pro-capite sono calati del 10% (-7% dei consumi reali e +3% della popolazione). Un calo di proporzioni drammatiche, mai visto in tempo di pace né in Italia né in altri paesi europei, dove il trend dei consumi è sempre positivo, anche per i nuovi prodotti-servizi della società della conoscenza, cellulari, TV, computer, più studi e viaggi. Da questi dati consegue la priorità assoluta del tema lavoro e famiglia, con defiscalizzazioni per salari e pensioni, contratti di solidarietà ad orario ridotto per difendere l’occupazione e sostegni alle famiglie per sostenere figli ed anziani. Se l’Italia non s’impegna seriamente a risolvere il doppio problema delle riforme per la libera concorrenza e delle riforme per il lavoro, il bel paese continuerà a crescere la metà dell’Europa, come succede da anni. Tra una politica dell’offerta, Irap, etc. ed una politica della domanda, salari, famiglie, etc. la prorità più drammatica in questo momento riguarda la domanda; senza escludere misure di salvataggio per le imprese, ad es. mettendo un tetto all’Irap almeno per le imprese in difficoltà (Irap azzerato o bloccato al 50% dell’utile precedente per le imprese con bilanci in rosso) senza lanciare bufale di un’impossibile, oggi, azzeramento dei 37 miliardi dell’Irap.
Nicola Cacace
...LE DUE CONCEZIONI DEL DEBITO...
Tra i beni che saranno venduti ci sono il tunnel di Dartford sul Tamigi e il sistema di scommesse Tote, ha citato Brown parlando a un convegno economico alla sede di Bloomberg Londra. Secondo il primo ministro è comunque necessario continuare con il programma di stimolo all'economia fino a quando la ripresa non si sarà consolidata.
I quotidiani inglesi citano tra i beni che saranno ceduti anche la partecipazione nel capitale della società del tunnel sotto alla Manica e della ferrovia che lo percorre, la quota statale nell'azienda che arricchisce l'uranio per le centrali atomiche (Urenco) e numerose proprietà immobiliari. Il ministro del Commercio e industria, Peter Mandelson, ha riferito che le cessioni «ci aiuteranno a ridurre i disavanzi senza effettuare tagli sui servizi pubblici di base. Ma no siamo idioti: non venderemo ai prezzi più bassi».
È facile notare che in Inghilterra con un debito pubblico al 12% del PIL il governo venda asset più o meno strategici per ridurre il debito.
In Italia invece, succede esattamente l’opposto.
I dati di oggi della Banca d’Italia ci dicono che l'indebitamento dello Stato sale ancora e tocca un nuovo record ad agosto a quota 1.757,534 miliardi di euro. Il debito pubblico di agosto ha registrato un rialzo dello 0,2% rispetto ai 1.754 miliardi di euro di luglio scorso, e del 5,7% rispetto ai 1.663 miliardi di fine 2008.
Nel 2008 era pari al 105,8% del PIL, rispetto al 103,5% del 2007, secondo i dati della Banca centrale. Il governo prevede un aumento del debito pubblico pari al 110,5% del PIL quest’anno e del 112% nel 2010.
In Inghilterra i ponti si vendono per far calare il debito…in Italia invece i ponti (inutili come quello di Messina) si continuano a fare…
Che dire, Buona fortuna a tutti noi !!!
Dati: www.corriere.it
GIU' LE MANI DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Presidente non firmare, presidente non promulgare, presidente... io lo dico chiaramente: giù le mani dal Presidente della Repubblica.
Quello che sta avvenendo in questi mesi e più marcatamente in questi giorni è uno squallido tirare la giacchetta a Giorgio Napolitano come se possa essere la panacea di tutti i mali, il tutto senza riflettere minimamente su quelli che sono stati gli avvenimenti che hanno caratterizzato fin qui il mandato del Presidente Napolitano.
Abbiamo scordato l’autorevolezza con la quale seppe gestire la crisi del governo Prodi, i richiami sul caso Englaro o le eccezioni fatte sul decreto legge intercettazioni ( non ancora approvato proprio per le osservazioni del capo dello stato).
Allora cerchiamo di non buttarla sempre in polemica e di ricordare soprattutto quali sono i compiti del Capo dello Stato ( http://it.wikipedia.org/wiki/Presidente_della_Repubblica_Italiana ) e soprattutto cerchiamo di non chiedere a Napolitano di assolvere ad un’altra funzione, che certamente non compete a lui, che è quella dell’opposizione.
Ebbene sì, perché credo che l’errore in cui un po’ tutti più (Di Pietro) o meno (il signore nel video) rischiamo di cadere è chiedere/sperare che il presidente faccia OPPOSIZIONE e cioè si sostituisca a chi è stato eletto, o meglio nominato, per assolvere a quella funzione.
Il vero dramma è questo, il paese sente la mancanza di una parte politica (nella fattispecie la minoranza) che non sta esercitando fino in fondo le sue prerogative, il paese è orfano di forze politiche che esercitino la funzione di controllo sul potere, il paese sente la mancanza di forze che possano diventare e possano presentarsi all’opinione pubblica come alternativa di governo.
Allora per favore non c’è la prendiamo con Napolitano se il Partito Democratico è prigioniero di se stesso e delle lotte interne, se l’Italia dei Valori sa solo urlare o poco più, se l’Udc non ha capito cosa fare da grande e se la sinistra extraparlamentare non ha più neanche la forza di esistere.
Voglio chiudere ricordando a tutti noi alcuni dati e fatti: il primo è un recente sondaggio del Corriere della Sera sul Presidente della Repubblica: (http://termometropolitico.it/index.php/Sondaggi/ispo-napolitano-mantiene-alta-fiducia-ipr-berlusconi-sotto-il-50.html ) “ la fiducia nel presidente della Repubblica Napolitano si confermerebbe a livelli molto alti (il 79%), ben diciotto punti sopra a chi dichiarava di avere 'molta o moltissima fiducia' in Carlo Azeglio Ciampi a tre anni dall'insediamento, nel giugno 2002, sempre secondo una rilevazione ISPO. L'apprezzamento per l'operato del capo dello Stato, guardando alle tendenze registrate da Ipsos, sarebbe cresciuto di quasi dieci punti dal 2007, avvicinandosi a livelli toccati, nel recente passato, solo dal predecessore Ciampi a fine mandato.”
Il secondo fatto che voglio ricordare è stata la visita del Presidente USA Obama in Italia e le sue dichiarazioni ( da notare la differenza con quelle fatte a proposito di Berlusconi ):
“Il presidente della Repubblica gode di grande ammirazione presso il popolo italiano. Voglio confermare che tutto quello che è stato detto su di lui è vero, è un leader morale“. Così il presidente degli Stati Uniti Barack Obama si è espresso sul capo dello Stato, Giorgio Napolitano, parlando alla stampa al termine del loro incontro al Quirinale. “E’ una persona gentilissima e rappresenta al meglio il vostro Paese. Grazie per la sua leadership“, ha concluso l’inquilino della Casa Bianca.
Credete possa bastare a non continuare a sentire inutili e sterili polemiche?
Asi, “non produciamo più un euro di debito”
“Il quadro non è idilliaco, ma penso che il lavoro del nuovo c.d.a. stia dando i suoi buoni frutti.
Segno che la politica non fa solo danni quando si sposta”.
In attesa di quello cartaceo, questo è in sintesi il bilancio che il presidente dell’Asi Carlo Benincasa sente di poter fare dopo circa un anno e mezzo dal suo insediamento “quando”, dice, “la situazione era veramente drammatica”.
Risanamento, riorganizzazione aziendale, investimenti in corso e progetti futuri.
Il presidente parte proprio dai debiti del Consorzio per spiegare che tipo di direzione si sia intrapresa dopo la stesura del piano di rientro, ora in fase di ri-aggiornamento (l’approvazione prevista entro il 15 ottobre).
La riduzione del personale ha ovviamente ridimensionato i numeri: da
Provvedimento che ha permesso in un certo senso anche il pagamento degli stipendi. “Avevamo dieci mensilità in arretrato, oggi è tutto in regola”, spiega Benincasa che aggiunge: “Non abbiamo prodotto un centesimo di debito in più”. Com’è noto, i grattacapi più consistenti per il Consorzio erano derivati dalla gestione delle reti dell’Acquedotto Pugliese, con tutte le conseguenze che le imprese lasciate più volte all’asciutto hanno dovuto fronteggiare:
“Ma ora che della gestione si occupa esclusivamente l’Aqp, siamo nelle condizioni di non produrre altri debiti”, che comunque restano in pendenza: l’Acquedotto rivendica il pagamento di 6mln.
Il presidente non assicura nell’immediato, ma in qualche modo fa intendere che si sta facendo un grande lavoro per non lasciare insoluta alcuna pratica.
Accenna infatti all’approvazione del regolamento per l’assegnazione dei suoli di proprietà del Consorzio “che ci ha permesso di eliminare il mercato nero dalle zone industriali”.
Bisognerà adesso procedere alla verifica dello stato dei luoghi, ci sono circa 1 milione e 800mila metri quadri di lotti a disposizione delle imprese, da destinare subito, senza varianti, è tutto previsto nel Prg.
A Tricase, Gallipoli e Nardò alcuni lotti sono già stati assegnati.
Molte aree industriali della provincia potrebbero invece essere a breve interessate dagli interventi di completamento che l’Asi ha previsto, finanziabili con le risorse che il relativo bando europeo di sviluppo regionale – con scadenza 30 settembre – contiene.
Il progetto prevede al primo punto: la riqualificazione della zona industriale di Lecce-Surbo con la messa in sicurezza della viabilità e la realizzazione di alcune rotatorie sull’asse principale di spina, la realizzazione si segnaletica stradale
e della cartellonistica relativa alle sedi delle aziende; completamento della rete di distribuzione dell’acquedotto industriale e realizzazione di infrastrutture a banda larga.
Al secondo: la riqualificazione dell’agglomerato industriale di Galatina/Soleto nella stessa misura individuata per Lecce, più la realizzazione di un sistema di illuminazione a Led e il completamento della rete fognaria.
Nell’area di Nardò/Galatone la realizzazione della viabilità e il completamento e la messa in funzione dell’acquedotto potabile e fognante è già in fase di realizzazione, al contrario della realizzazione del sistema di illuminazione a Led.
A Gallipoli, poi, c’è da intervenire praticamente su tutto: viabilità, infrastrutture a banda larga, illuminazione, fognatura e rete di distribuzione dell’acquedotto industriale, da realizzare in toto.
Anche nelle zone P.i.p di Maglie e Melpignano c’è un gran bel da fare: il progetto per il riuso delle acque reflue per usi industriali del depuratore consortile di Maglie è già in corso, come la dotazione infrastrutturale.
Occorre quindi sistemare la viabilità con inserimento di illuminazione, realizzare il sistema a banda larga, completare la rete fognaria e rielaborare il progetto esecutivo per il II° lotto di lavoro per il cavalcavia sulla ss16.
Infine, l’area di Tricase/Specchia/Miggiano: si prevedono interventi per la viabilità, la dotazione di banda larga, di sistema di illuminazione a Led e il completamento della rete fognaria.
La realizzazione delle infrastrutture è già in corso d’opera.
Quali sono i progetti futuri, le idee? Un Parco delle energie rinnovabili a servizio delle imprese.
Ci sarebbero ben
Primo passo: gli espropri.
Fonte: www.ilpaesenuovo.it
LAVORO, I DATI ALLARMANTI DELLA CGIL
E’ forte la crisi nei settori produttivi del Salento. A dirlo sono i dati sull’occupazione presentati dalla Cgil. I lavoratori del metalmeccanico in cassa integrazione sono 1080 su 1776.Cnh Italia ha 450 lavoratori, su
della Nardò Techinical Center fino al 17 ottobre; mentre per i 42 lavoratori di Casta si è ancora in attesa di un provvedimento.
Nel settore del Tac una boccata d’ossigeno per i 200 lavoratori della Romano di Matino in cassa fino al 31 agosto 2010. Ancora in attesa della pubblicazione di un decreto invece per gli oltre 640 lavoratori delle aziende del gruppo Filanto: l’azienda Zodiaco ha 210 lavoratori su
Per quanto riguarda Adelchi, invece, il sindacato è in attesa di una convocazione per approfondire i dettagli di un nuovo progetto dell’azienda; al momento però sono ben 490 i lavoratori in cassa integrazione straordinaria.
Per due aziende satellite del Gruppo Adelchi sono stati raggiunti recentemente gli accordi per la cassa integrazione straordinaria: 338 i lavoratori di Crc di Tricase in cassa straordinaria dal 6 luglio; stessa durata per 142 dipendenti della Nuova Adelchi.
Tutt’altro che rosea la situazione nel settore dell’edilizia: nel Gruppo Palumbo (Leadri, Pal Strade, Cocemer) ben 95 su circa 200 sono in cassa integrazione; sono in Cigo anche 36 lavoratori della Petito Srl; 20 quelli della Socim e 15 della Imcev.
Contratti di solidarietà sono stati sottoscritti invece alla Gieffe che ha interessato i 29 dipendenti, alla Billa Iperstanda con 76 dipendenti,
Alla Carrefour di Cavallino 220 dipendenti in cassa a rotazione.
Ben nota è la condizione dei precari della scuola: almeno 500 tra docenti e personale Ata. Anche nel settore agro-alimentare aumenta il dato della cassa, con il caso della Copersalento, in cui tutti i dipendenti (35 più
Fonte: www.ilpaesenuovo.it

Fonte: Quotidiano di Puglia
SPRECOPOLI E PARENTOPOLI ?
BENVENUTI A MICELI TOWN !!!
È doveroso non lasciare passare sotto traccia alcune delibere approvate in Luglio e Agosto poiché il loro contenuto è di alta rilevanza politico-amministrativa.
Cominciamo con la delibera di giunta numero185 (Art. 110 del T.U. sull'ordinamento degli Enti Locali-Settore servizi Sociali- Atto di indirizzo reperibile al seguente indirizzo: http://www.comune.galatone.le.it/delibere_giunta/view.php?id=1752&numero_elemento=14)
con tale atto si delibera di potenziare l’organico specialistico nel settore servizi sociali mediante la programmazione di incarichi a contratto, a tempo pieno e determinato, e che tali incarichi saranno disposti con decreto del Sindaco.
Quindi l’amministrazione ravvisa la necessità di potenziare il settore servizi sociali, pubblica istruzione e cultura con la nomina di una Assistente Sociale e di un Istruttore Direttivo;
necessità talmente urgente che solo dopo qualche giorno arrivano due decreti del Sindaco (precisamente il n° 7/2009 e 8/2009) dove si nominano le due figure sopra menzionate.
Ora è naturale chiedersi:perché non si è adottata una procedura di concorso pubblico? O perché non si è attinto da un elenco di professionisti vagliando opportunamente i loro curriculum? O più in generale perché non si dà mai spazio a quella straordinaria forma di governo che si chiama meritocrazia e cioè quel luogo dove le cariche amministrative, le cariche pubbliche, e qualsiasi ruolo che richieda responsabilità nei confronti degli altri, è affidata secondo criteri di merito, e non di appartenenza lobbystica, familiare (nepotismo e in senso allargato clientelismo) o di casta economica (oligarchia).
Ora non voglio scendere nel particolare di “nomi e nomine”, anche perché sarebbe indelicato, ma ritengo che si stia esagerando, che nella gestione degli incarichi si stia veramente uscendo fuori dal seminato, che si stia superando il limite della decenza.
Altra delibera che merita attenzione è la numero 195 con data di emissione 12/08/2009:
(Organizzazione eventi estivi 2009 reperibile al seguente indirizzo http://www.comune.galatone.le.it/delibere_giunta/view.php?id=1759&numero_elemento=8 ).
Qui si sfiora il ridicolo per una serie di ragioni:
Come si fa a programmare un calendario degli eventi a estate inoltrata? Perché preventivamente non si è provveduto ad organizzare una mappa degli eventi per l’estate Galatea? Come si possono attrarre turisti, in un paese che è a vocazione turistica anche solo per la sua posizione geografica, senza una programmazione turistica seria? E mai possibile che l’amministrazione non riesca a reperire risorse economiche e culturali per promuovere la sua vocazione turistica? Come mai solo grazie alle tanto vituperate e criticate associazioni si riesce ad organizzare qualcosa di degno?
Dal Sindaco non servono più risposte ma fatti.
P.S. Sembra proprio che la “PAGNOTTA” l’amministrazione l’abbia voluta mangiare anticipatamente… qualora non ne foste ancora pienamente convinti, leggete questa delibera:
http://www.comune.galatone.le.it/delibere_giunta/view.php?id=1751&numero_elemento=5
UN'ALTRA SPRUZZATA DI BLU?
Vi ricordate quando noi, maltrattati cittadini di questo paese, ci siamo svegliati una mattina e abbiamo scoperto che il paese era stato ricoperto di blu o meglio di strisce blu…
Bè attenti perché potrebbe riaccadere…anzi riaccadrà...CLICCATE QUI SOTTO e ne scoprirete delle belle...
http://www.comune.galatone.le.it/delibere_giunta/view.php?id=1767&numero_elemento=1
IL GOVERNO TACE
La corsa del prezzo dei carburanti in coincidenza con i massicci spostamenti estivi riaccende lo scontro sul comportamento delle compagnie petrolifere.
Un comportamento asimmetrico: quando il prezzo sui mercati internazionali sale, come avviene da aprile, le conseguenze sul prezzo alla pompa sono immediate; quando, invece, il prezzo del barile scende,come è stato dall’autunno scorso fino a primavera, le ricadute sui consumatori sono ritardate e parziali.
Vi sono solide ragioni tecniche che però, solo in parte, spiegano la vischiosità delle riduzioni (ad esempio il prezzo di acquisto delle scorte ed il prezzo bloccato nei contratti in essere). Molto meno giustificabile la rapidità e la portata degli aumenti.
In sintesi, i prezzi alla pompa sono in larga misura variabili politiche, controllate dalle compagnie petrolifere nello spazio di manovra consentito dalla politica economica dei governi.
Ecco il punto: la politica economica del Governo Berlusconi lascia mano libera alle compagnie petrolifere, come lascia mano libera a tutti gli interessi più forti. Oppure, quando la situazione si mette veramente male, ricorre allo scambio corporativo tra misure simboliche e di breve periodo in cambio di salvaguardia delle rendite.
Certo, la retorica di Tremonti-Robin Hood abbonda, amplificata da media controllatati o allineati, incontrastata dalle associazioni delle imprese, liberiste soltanto sul mercato del lavoro.
Ma la realtà è opposta e colpisce consumatori ed imprese.
Per disciplinare compagnie petrolifere, grandi catene distributive, banche, assicurazioni, produttori di energia elettrica, aziende di telecomunicazioni servono interventi forti per l’apertura dei mercati.
Servono leggi e riorganizzazioni, certo difficili, per consentire concorrenza.
Servono Authority indipendenti e adeguatamente attrezzate per controllare il rispetto delle regole e dare sanzioni significative.
Insomma, sarebbe servito portare avanti le riforme avviate da Bersani nella scorsa legislatura. Invece, si è andati in direzione opposta. Il ministro Scajola ha fatto marcia indietro, in buona compagnia di tanti governi europei, sulla separazione delle reti distributive di energia (Terna) e gas (Snam) dalla proprietà degli ex(?) monopolisti Enel ed Eni. Coperto dall’invocazione strumentale del “primato della politica”, il Governo ha tagliato le risorse alle Authority di controllo,
ha ripetutamente minacciato i presidenti con la schiena dritta (Draghi alla Banca d’Italia e Ortis all’Autorità per l’energia), ha generosamente premiato i vertici servili (in particolare, Cardia, alla Consob).
Insomma, dietro la propaganda, le destre, come sempre in Italia, salvaguardano le rendite e colpiscono il lavoro e la produzione.
Stefano Fassina
Il falò delle illusioni
Tremonti che parla alla Camera ricorda il presidente americano Coolidge che scrive al Congresso, nel dicembre del 1928: "Dovete considerare il presente con soddisfazione e prevedere il futuro con ottimismo...". Pochi mesi dopo ci sarebbe stato "Il Grande Crollo" del '29, raccontato da Galbraith.
Il "mantra" governativo è sempre lo stesso, assolutorio e rassicurante. Abbiamo fatto tutto ciò che era giusto e necessario per aiutare famiglie e imprese, per finanziare consumi e investimenti, per sostenere reddito e occupazione: la crisi è finita, andate in pace. Anche nell'ambito della politica economica, come in quello dell'etica pubblica, vero e falso si mescolano, realtà e finzione si sovrappongono, e al Paese si narra "un'altra storia". Così, ancora una volta, per riconciliarsi con la forza oggettiva dei fatti non resta che ascoltare la voce di una delle poche istituzioni rimaste incontaminate, al di fuori del perimetro sempre più pervasivo del berlusconismo. In un involontario, ma salutare contrappunto parlamentare, il governatore della Banca d'Italia ci ha spiegato tre verità fondamentali.
La prima verità: la fase di peggioramento congiunturale che ha caratterizzato gli ultimi mesi sembra essersi arrestata. E questo è sicuramente un fatto positivo. Ma la crisi è tutt'altro che finita. L'Italia rischia di arrivare esausta al prossimo autunno. Senza una decisa inversione di rotta della produzione industriale, che resta inferiore del 25% rispetto all'aprile dell'anno scorso, a settembre assisteremo a una falcidie di piccole e medie imprese, e ad una conseguente ondata di tagli alla forza lavoro che
La seconda verità: questa crisi globale, quando finirà, ci lascerà in eredità un debito pubblico enorme. Vale per tutti i Paesi, che hanno contenuto la tempesta perfetta rafforzando gli argini della spesa statale con le care, vecchie politiche keynesiane. Vale ancora di più per l'Italia, che ha usato poco e niente il bilancio pubblico (in parte per necessità, ma soprattutto per scelta) e che partiva da un indebitamento sistemico di proporzioni gigantesche. Oggi il nostro Paese si ritrova svantaggiato due volte: non ha messo in campo "piani di stimolo" significativi, e sconta un quadro di finanza pubblica gravemente deteriorato. Le cifre di Draghi fanno tremare i polsi. A fronte di un Pil in caduta del 5,2%, quest'anno ci ritroveremo con un deficit aumentato al 5,3%, un debito esploso al 115,3% e un avanzo primario azzerato e trasformato in un disavanzo dello 0,4%, per la prima volta dalla fine degli anni '90. Certo, questi risultati sono frutto della caduta generalizzata del denominatore (il Pil, sul quale il governo non può agire più di tanto). Ma anche dell'espansione incontrollata dei numeratori (su tutti la spesa corrente, lievitata al massimo storico del 43,4%, sulla quale invece il governo può agire moltissimo).
La terza verità: il tempo delle grandi riforme è adesso, ed è tempo finora sprecato. I pacchetti estemporanei varati fino ad oggi, compreso l'ultimo decreto "anti-crisi", sono pannicelli caldi. Draghi ricorda che senza azioni incisive sulla spesa primaria, sulla previdenza, sulla liberalizzazione dei mercati, non si troveranno risorse per lo sviluppo. E senza misure di vera lotta all'evasione non si porranno mai le basi per una seria riduzione delle imposte che infatti (ironia della sorte, per il Cavaliere che ha vinto tre elezioni promettendo "meno tasse per tutti") continuano ad aumentare. Anche qui, i numeri fanno paura. La pressione fiscale ha raggiunto il 43,4%: lo stesso picco storico che toccò nel '97, anno della rincorsa a Maastricht e dell'eurotassa, e più della vetta raggiunta nel 2007 dall'esecrato governo dei "tartassatori" Prodi, Visco e Padoa-Schioppa. Le entrate tengono, assicura Tremonti. Mente: nel primo trimestre l'Iva è crollata del 10,2%. Di nuovo: pesa la caduta generalizzata del denominatore (il Pil, che comunque si è ridotto "solo" della metà). E poi, nello stesso periodo, i consumi sono scesi "solo" del 2,6%. Come si spiega questa differenza? Il governatore lo dice con il linguaggio del banchiere centrale: "Solo una parte del divario sembrerebbe riconducibile a una ricomposizione dei consumi verso beni essenziali, caratterizzati da aliquote più basse". Tradotto nel linguaggio della gente comune, il divario si spiega con il dilagare dell'evasione.
Il paradosso è che anche nella politica fiscale il governo usa l'arte della dissimulazione, in questo caso disonesta. Spaccia per "guerra totale" un altro "condono tombale". Perché questo è, al di là di ogni ragionevole dubbio, lo scudo fiscale appena varato dal Tesoro. Noi lo abbiamo scritto, senza giri di parole. Oggi Draghi lo conferma, con parole non meno chiare: Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, per i pentiti che fanno rientrare i capitali dall'estero, "non prevedono l'anonimato del contribuente e le norme comportano l'intero versamento delle imposte dovute e non versate, inclusi gli interessi e le sanzioni". Nel Belpaese, invece, funziona in tutt'altro modo: l'anonimato è garantito, e con un modesto obolo del 7,5% si chiudono i conti con l'Erario. Questa è l'Italia. E a Berlusconi e Tremonti piace così. Torna in mente ciò che scrisse Mark Twain, citato sul Wall Street Journal dell'11 settembre '29: "Non separatevi dalle vostre illusioni. Quando esse sono scomparse, potete continuare a esistere, anche se avete cessato di vivere".