IL MENEFREGHISMO DI MICELI /2
Il 6 Giugno scorso scrivevo riguardo una proposta (e conseguentemente un ricorso al TAR) presentata dalle consigliere del centrosinistra al comune di Lecce che prevedeva tra l’altro ai fini delle pari opportunità tra uomo e donna, venisse assicurata la presenza di entrambi i sessi nella Giunta e, a tal fine, che nelle nomine nessuno dei due sessi potesse essere rappresentato in misura superiore a 2/3 dei componenti da nominare.
Una analoga istanza è stata presentata al TAR, a Molfetta, dalla consigliera di parità della Regione Puglia Serenella Molendini.
E il TAR Le ha dato ragione.
Il TAR ha ingiunto al sindaco di Molfetta di nominare all’interno del proprio esecutivo, composto da 10 membri, almeno una donna.
I giudici, infatti, hanno ritenuto che fosse sufficiente una norma del regolamento comunale che pur non imponendo perentoriamente il dovere del sindaco a garantire la rappresentanza di entrambi i sessi in giunta ne auspicava però l’azione.
Con tale provvedimento il giudice ha voluto quindi sottolineare il carattere di assoluta priorità che il principio delle pari opportunità acquista oramai a tutti i livelli nei luoghi di decisione della nostra società.
Questa decisione induce a ritenere che non solo il ricorso di Lecce verrà accolto ma, che a questo punto tutte le giunte con a capo un Sindaco ultra-maschilista possano essere rivoluzionate.
A partire dalla giunta Miceli.
Miceli(che neanche nella sua prima esperienza aveva donne in giunta…) continuerà con la politica del “vi piaccia o non vi piaccia” o riuscirà finalmente a dare peso alle rappresentanze di genere, avvalendosi delle donne le cui capacità e competenze possono arricchire la politica con la consapevolezza che ogni identità di genere, femminile o maschile, non è un caso limite, ma una possibile ricchezza da cui partire?